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Salute – Cosa fa fallire la nostra dieta

Per mettersi in forma molti invece di rivolgersi allo specialista, scelgono l’ultima dieta alla moda, presa da riviste e tv. Le famose diete lampo che squilibrano tanto il metabolismo senza dare risultati duraturi nel tempo. Molto spesso con cibi strani, non semplici da reperire o da cuocere. Le caratteristiche principali delle diete sono il controllo, la limitazione e il sacrificio e proprio per questo alla lunga, si rivelano fallimentari poiché non rispettano quello che il cibo rappresenta da sempre per l’uomo e cioè una fonte di piacere. Secondo noi, il problema dell’intraprendere una dieta, non è tanto la mancanza di risultati, quanto il mantenere questi risultati nel tempo.

Rinuncia al  piacere e disciplina

Fare dieta rinunciando a ciò che più ci piace è proprio una questione di disciplina e allora si pronuncia la fatidica frase – da lunedì prossimo starò a dieta – Spesso è un impegno ordinato, un modo per organizzarsi ma anche per rimandare. In effetti può essere sia una cosa che l’altra. Può essere un tentativo di salvare un fine settimana per potersi un po’ consolare prima di cominciare la dieta e può essere un modo per organizzarsi. In un caso o nell’altro è chiaro che per mettersi a dieta, se si hanno buone intenzioni di starci a lungo, bisogna essere molto ben determinati, molto ben decisi e certamente avere una dieta, sempre prescritta dallo specialista, che è fatta sulle nostre misure, sulle nostre piccole debolezze, sulle nostre abitudini ci aiuterà. Ancora di più ci aiuterà essere seguiti da un dietologo che ci interpreta i risultati e ci dia un traguardo, perché avere un traguardo ci aiuta. Una debolezza, uno sgarro ci sta. La dieta non è una camicia di forza, quindi avere ogni tanto uno strappo più o meno programmato ci aiuta a seguire la dieta meglio, a volta ci può anche consolare e aiutarci a fare le cose meglio ancora. Attenzione però che non bisogna cadere nella trappola di quando si fa uno sgarro, magari improvvisato, la trappola di pensare be’ tanto ormai l’ho fatto tanto vale che me lo godo fino in fondo. Perché uno strappo troppo grande ci porta a perdere motivazione ci fa recuperare parecchio peso e quindi non funziona. Viene la sensazione ormai di essersi rovinati e che si può rotolare all’infinito. Come non rinunciare a quello che ognuno cerca, il dolce, la pasta e i carboidrati in genere. Se si deve fare uno strappo effettivamente, farlo per chi ama i dolci con qualcosa di dolce ha un effetto psicologicamente rasserenante, gratificante e quindi può avere un doppio valore. Certo è meglio farlo compensandolo  con qualcosa d’altro. Per esempio, se sono a cena e decido di concedermi un dessert farò bene a rinunciare a qualcosa di analogo dal punto di vista della composizione, magari al pane o al primo piatto, in questo modo evito quei sensi di colpa che sono un’arma a doppio taglio, perché il senso di colpa ci porta all’eccesso opposto.

Età e alimentazione

Ci sono degli errori nell’alimentazione legati anche all’età. Chi si occupa di alimentazione ha identificato gli errori principali in relazione all’età che sono quelli che possono effettivamente danneggiare. Per esempio, un bambino in età scolare. In quella età hanno la massima esigenza nutritiva in rapporto al peso corporeo perché sono nel periodo di grande crescita, e sappiamo che mediamente che la loro alimentazione presenta dei punti deboli ben individuati. Come evitare la prima colazione, non mangiare frutta e verdura, e ci sono casi in cui bisogna intervenire. Senza forzarli eccessivamente ma identificando quei pochi tipi di verdure che loro gradiscono e facendole trovare costantemente a tavola. Solo così capiranno che un pasto non è composto solamente da un piatto di pasta e una banana e poi scappare via, ma che un pasto è composto di tanti componenti che devono essere frequentemente presenti. E’ un modo di educazione alimentare che i genitori si devono impegnare a fare, non aspettare che il bambino cambia da solo i suoi gusti. Gli anziani, da indagini fatte, sono nutriti sufficientemente bene, anche se hanno dei difetti qualitativi legati a tanti aspetti. Alcuni fattori sui quali è difficile incidere, ad esempio, la solitudine, problemi di tipo economico nel concedersi certi alimenti, la poca voglia di cucinare in chi vive da solo per cui comincia a mangiare sopratutto prodotti pronti o insaccati, formaggi, ecc. Altri problemi a cui si pensa di meno è che negli anziani, molto spesso, sono presenti problemi di masticazione, quindi è utile indirizzarli verso alimenti che possono essere adatti alla situazione.

I falsi miti

Il latte magro apporta meno calcio di quello intero. Non è vero, mito che forse è nato, perché, pensando  che il latte magro sia stato privato di qualcosa, di parte del grasso, si pensa che abbia perso anche altri componenti. In realtà non è così anzi, mancando qualcosa, in questo caso mancando circa ogni cento millilitri di latte tre grammi e mezzo di grasso c’è posto per una maggiore concentrazione degli altri componenti, in caso particolare ci sono sei milligrammi di calcio in più in ogni bicchiere di latte magro rispetto al latte intero. Altro mito molto diffuso è che non bisogna bere durante i pasti. Si dice in genere perché diluisce i succhi gastrici. In realtà è un falso  problema, invece si può bere tranquillamente ai pasti quanto si vuole. L’acqua aiuta innanzitutto a saziarsi prima, l’acqua aiuta a migliorare la consistenza degli alimenti, per cui viene migliorata anche la loro digeribilità e l’acqua aiuta anche ad accelerare lo svuotamento dello stomaco, quindi possiamo bere tranquillamente anche ai pasti. Ancora, il burro fa ingrassare più dell’olio. Cosa completamente falsa, perché il burro contiene circa un 15% di acqua, quindi cento grammi di burro hanno circa settecentocinquanta calorie contro le novecento dell’olio. Naturalmente è l’unico vantaggio che il burro ha sull’olio, perché l’olio ha molti più acidi grassi insaturi, ha molto più pregi antiossidanti, ecc. Però il burro non va demonizzato se consumato talvolta in quantità ridotta, per certi piatti particolari, si può tranquillamente mangiare.

Cosa fa fallire la nostra dieta

Il primo modo per fallire nel nostro progetto alimentare è quello di vietarci i cibi più calorici, che in virtù proprio del loro divieto, divengono sempre più desiderati e che a un certo punto ci appariranno quasi come irrinunciabili. Il secondo modo è invece insito proprio nell’apparente successo della dieta intrapresa. La perdita di peso iniziale, seguita dall’inevitabile perdita di controllo sullo stimolo della fame crea l’illusione che prima o poi si riuscirà a mantenere il peso desiderato. Anche evitare i cibi che più ci piacciano e delle situazioni in cui il cibo è coinvolto, fanno parte dei modi per fallire nel nostro intento, poiché il continuo sacrificio ci porta a essere persone spente, che cercano di tenere a bada ogni tentazione e nel tentativo di essere magri, guadagnando piacevolezza, risultano invece aridi e privi di fascino. Quando il ripetuto tentativo di dimagrire e sentirsi in forma fallisce. Una delle reazioni più comune è di rinunciare e abbandonarsi ai piaceri della tavola senza alcun freno, per paura di fallire miseramente ancora una volta. Altro modo per fallire nei nostri intenti, è quello di considerare il regime alimentare come un mero conto matematico delle calorie assunte e di quelle consumate, costringendoci a sforzi fisici innaturali per riparare all’eccesso di calorie assunte, che possono coinvolgerci in una spirale del tipo: aumento dell’appetito dovuto all’aumentare dell’esercizio fisico, cosi che, se aumenta quello che mangiamo, aumenta a sua volta anche l’esercizio fisico, instaurando così un vero e proprio circolo vizioso.

 

 

 

 

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