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Salvatore Trani tornerà da Napoli

IL RICORDO DI UN AMICO SINCERO – E’ andato a Napoli, forse in Tribunale o per le solite compere personali e gli amici lo stanno aspettando per festeggiare i suoi 92 anni

Non è ancora tornato dalla sua trasferta di una settimana fa a Napoli. E’ stato sempre puntuale l’avvocato Salvatore Trani, dopo i suoi impegni cittadini, a tornare a sera, nella sua Isola. D’estate e d’inverno, sempre come un orologio svizzero, con i ritmi sempre uguali, le sue frequentazioni abituali, i suoi doveri professionali scanditi da una più che scontata quotidianità. Non aveva cambiato registro nemmeno quando, soppressa la Pretura, venne istituita nella vecchia sede del Mandamento isolano la Sezione Distaccata del Tribunale di Napoli.

Un modo come un altro per non interrompere antiche amicizie partenopee e perfino l’abitudine di rifornire la sua toilette di prodotti acquistati presso un suo amico negoziante di piazza Mercato!

Salvatore; lo abbiamo chiamato sempre in modo confidenziale; lo abbiamo frequentato per oltre 50 anni con una fedeltà assoluta e incondizionata, non tanto per il suo Studio legale a Sant’Antonio, quanto per comuni ideali politici e sociali che avevano legato le nostre esistenze con vincoli indissolubili e che attenevano ai temi della Difesa dell’Ambiente, all’amore per le Bellezze Paesaggistiche di questa Terra fin troppo vituperata e alla lotta ad oltranza a personaggi che hanno incarnato –nel male assoluto- i predatori moderni del territorio isolano e delle sue infinite risorse naturali.

Oggi, come ieri, ci siamo riuniti con gli amici di sempre di Salvatore sul lato della Pagoda, quell’angolo di paradiso che evoca gli anni straordinari della nostra giovinezza e, in attesa del traghetto da Napoli, abbiamo ricordato, non senza rimpianto, gli episodi più significativi che contrassegnarono l’impegno di Salvatore Trani come avvocato, come amico e come cittadino di Ischia.

Correvano gli anni Settanta e sul Castello Aragonese si andava consumando l’ultimo atto di una perversa speculazione attraverso la costruzione di 35 mini-appartamenti nel maschio della cittadella fortificata. Ezio de Felice e la moglie, la senatrice comunista Irene Sbriziolo, avevano messo in piedi una società del malaffare a cui si opposero con grande determinazione il prof. Roberto Pane, il WWF, Italia Nostra e, naturalmente, un gruppetto di noialtri Ischitani sempre presenti sui luoghi dei misfatti protetti e fiancheggiati dal potere locale. Ne vennero fuori cause, incriminazioni, protezionismi e perfino la stampa di un…dossier: “Requiem per un Castello”. Tutta la vicenda tenne banco per oltre dieci anni, ma infine la spuntammo rompendo le ossa agli speculatori, alle Autorità e ad alcuni magistrati malfidati.

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Quel mattino Salvatore Trani venne alla presentazione del libro (c’erano De Tilla, Capaldo, Delizia, Pane, e tanti altri) mi prese in disparte e mi firmò un assegno:” Ho saputo –esordì- che non avete il becco di un quattrino; questi sono per la stampa del librol!”

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Passano alcuni anni (Salvatore con noi per la battaglia delle Pinete, per la speculazione Sigeca, per la soppressione del carrozzone Evi, per l’abusivismo diffuso) e la Pretura d’Ischia viene a trovarsi nell’occhio del ciclone per un totale collassamento giudiziario nei settori del penale, del civile e perfino nelle cancellerie. L’ispezione ministeriale ha dato i suoi frutti ma si manovra per salvare un pretore ormai alle corde.

Un incontro memorabile –propiziato dall’avvocato Salvatore Trani- fu tenuto nella Redazione del Golfo, a Sant’Antuono: giornalisti, semplici cittadini, capipartito, associazioni culturali, qualche avvocato…Un’adunata coi fiochi e tre volumi da esaminare allestiti da chi scrive. A Roma, al Palazzo dei Marescialli, è riunito il Consiglio Superiore della Magistratura per condurre –fra altre cose- un procedimento disciplinare a carico del pretore d’Ischia. Il dossier –approvato e sottoscritto alla presenza di Domenico Di Meglio e Salvatore Trani- parte per la Capitale dove c’è Gomez d’Ayala, relatore al CSM, che lo attende. Il pretore, dopo un mese, parte per Napoli, saluta Ischia e i suoi amici per non farvi più ritorno.

Salvatore fu il tessitore di questo atto di Giustizia che doveva preludere ad una più attenta e sorvegliata amministrazione del Mandamento isolano.

Quante altre cose andrebbero ricordate, ma ormai imbrunisce e i riverberi del sole morente riescono a illuminare, come per magia, l’imponente faro del porto e la bella cupola arabescata dei Camerini.

  • Torniamo domani? Salvatore non è sbarcato; ne ha combinato un’altra delle sue!
  • Ma che fai, mò ti metti a piangere?
  • Vedrai, domani Salvatore sarà di nuovo in mezzo a noi, con il suo sorriso e il suo fare di impenitente guascone!
  • – Si sarà così, Salvatore tornerà da Napoli e noi lo abbracceremo con le lacrime del cuore.

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