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San Ciro nella storia della vecchia. Contrada nel centro di Porto d’Ischia. Una testimonianza scritta di circa cento anni fa del canonico Ernesto Castagna

LO STORICO TESTO “…La chiesa di San Ciro è stata voluta dal popolo d’Ischia con vero entusiasmo di fede, con la banda di Buonopane e i Vespri ufficiali dal Can. Raimondo Lauro con l’illuminazione ad acetilene ad opera di Francesco Baldino, con il “Tantum Ergo” eseguito dal nostro concittadino Antonio Manzo, con il concerto diretto dal maestro Arturo Ferrara, si svolge la prima festa in onore del nostro Eroe fatidico…Creiamo un Tempio degno del Santo in questa contrada, testimone perenne nei secoli a venire del nostro spirito di fede vera e sentita…”

La Contrada di San Ciro ad Ischia, ieri nel giorno della ricorrenza del suo Santo Patrono e protettore ha vissuto l’emozione come ogni anno della festa che ‘ particolarmente sentita fra i devoti del Santotaumaturgo d’Egitto. Per San Ciro, la comunità dell’omonima Contrada nel cuore di porto d’Ischia, ormai si spende appieno offrendo il meglio del proprio attivismo. Il personale attaccamento affonda le sue radice nella tradizione e nella storia. Attraverso gli anni ,fin dal tempo in cui fu inaugurata la chiesa e dato il via alla prima festa in onore di San Ciro, la devozione per il Santo taumaturgo si è consolidata e ha trovato espressione in tante belle dimostrazione di fede che rimarranno segnate nel libro della storia. Una testimonianza scritta d’epoca, conforta la nostra tesi. Ci piace riportarne una sintesi. Ecco quanto scriveva sulla storica chiesa di San Ciro il canonico Ernesto Castagna circa 100 anni fa. “…La chiesa di San Ciro è stata voluta dal popolo d’Ischia con vero entusiasmo di fede, con la banda di Buonopane e i Vespri ufficiali dal Can. Raimondo Lauro con l’illuminazione ad acetilene ad opera di Francesco Baldino, con il “Tantum Ergo” eseguito dal nostro concittadino Antonio Manzo, con il concerto diretto dal maestro Arturo Ferrara, si svolge la prima festa in onore del nostro Eroe fatidico…Creiamo un Tempio degno del Santo in questa contrada, testimone perenne nei secoli a venire del nostro spirito di fede vera e sentita”. “…La posa della prima pietra è avvenuta solennemente per mano della Eccellenza Vescovo Pasquale Ragosta , il 10 settembre 1922. “La chiesa avrà metri 27 di lunghezza, metri 11 di larghezza, metri 21 nella crociera in stile italico, con due cisterne della capacità di 800 botti”. “…La costruzione, ad opera del capo d’Arte ing. Vincenzo Trani , è costata 44.000 Lire, accolta dal popolo di Villa dei Bagni”. “… In questa chiesa, speriamo e prevediamo una parrocchia! – Questo Tempio, che voi eleverete con i vostri sudori, sarà l’occhio di Dio sempre aperto su di voi a vostra protezione e a vostro bene. – Dalla chiesetta di San Ciro, Villa dei Bagni, lì 29 luglio. 1923 – firmato; Sac. Ernesto Castagna segretario del Comitato per il nuovo Tempio – seguono le firme degli altri membri del Comitato stesso: Giseppe Conte, Giovan Battista Di Meglio, Francesco D’Ambra, Cav. Stanislao Anastasio, Alfonso Musella, Luigi Mattera, Damiano Messina, Giovanni Di Meglio, Francesco Baldino, Luigi Montagna, Salvatore Ferrandino”. S. Ciro, è un Santo del III secolo e vive e si distingue nei primi tempi del cristianesimo, di quando cioè la fede cominciava a diffondersi e a poco a poco penetrava nelle città, nelle istituzioni pubbliche e tra i vari ceti sociali. Coloro che ne erano illuminati vivevano con fervore il loro cristianesimo, affrontavano ogni genere di difficoltà e, se era necessario, difendevano col sangue le proprie convinzioni. I Martiri erano gli eroi della Chiesa primitiva e i loro corpi venivano gelosamente costoditi e venerati. S. Ciro, oltre che martire, era stato anche medico – un medico che si era prodigato particolarmente per i poveri . Questa circostanza, dopo la morte, ne aumentò fin dall’inizio la devozione e la richiesta di grazie da parte dei suoi concittadini. E fin dalle prime testimonianze che se ne hanno si deve ammettere che il Santo martire non solo non deludeva coloro che ricorrevano a lui, ma era prodigo e attento alle necessità dei suoi fedeli non meno di quanto, da vivo, si interessava di curare Ii corpi.

michelelubrano@yahoo.it

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