San Giovanni Bosco e la passione educativa
San Giovanni Bosco è una delle figure più amate nella storia della Chiesa, conosciuto per il suo impegno verso i giovani tanto da fondare la Congregazione Salesiana

di Pasquale Baldino e i suoi Tralci
San Giovanni Bosco è una delle figure più amate nella storia della Chiesa, conosciuto per il suo impegno verso i giovani tanto da fondare la Congregazione Salesiana. La sua vita è da sempre un esempio di dedizione, fede e amore per l’educazione cristiana e civile.
Nel Giorno della Memoria di San Giovanni Bosco, oggi sabato 31 gennaio 2026, è spontaneo soffermarsi sull’eredità spirituale e educativa che questo grande Santo ha lasciato all’umanità. Don Giovanni, con il suo instancabile lavoro tra i giovani e la sua fiducia nella Provvidenza, ha saputo incarnare un amore concreto e vitale, capace di trasformare vite e di seminare speranza là dove regnavano difficoltà e abbandono.
La sua pedagogia, basata sulla ragione, religione e amorevolezza, resta ancora oggi un esempio luminoso per chiunque si dedichi all’educazione e alla crescita dei giovani.
Il suo motto: “Da mihianimas, caeteratolle” (“Dammi le anime, prendi il resto”), richiama tutti noi alla missione di accompagnare, con pazienza e dedizione, ogni persona verso il bene.
Infatti San GIOVANNI BOSCO, Padre e Maestro, si dedicò completamente all’educazione e formazione della gioventù. All’età di nove anni fece un sogno premonitore di quella che sarebbe stata la sua missione di vita: l’Oratorio, luogo dove si sperimenta l’amore.
Il 31 gennaio 1888, moriva a Torino Don GIOVANNI BOSCO ed ogni anno, in questo giorno, la Chiesa ce lo ripropone nella sua santità di padre e di maestro, ammirando in lui “uno splendido accordo di natura e di grazia”. San GIOVANNI BOSCO nacque in una famiglia contadina di Castelnuovo d’Asti (ora Castelnuovo Don Bosco) il 16 agosto 1815. Il padre, Francesco, che aveva sposato in seconde nozze Margherita Occhiena, morì quando lui aveva due anni e in casa non mancarono certo le difficoltà.
A nove anni, GIOVANNI fece un sogno che gli svelò la missione a cui lo chiamava il Signore: si trovò in mezzo a dei ragazzi che bestemmiavano, urlavano e litigavano e mentre lui si avventava contro di loro con pugni e calci per farli desistere.
Vide davanti a sé un uomo dal volto luminosissimo che gli disse: “Non con le percosse, ma con la mansuetudine e con la carità dovrai guadagnare questi tuoi amici”. Il 5 giugno 1841 fu ordinato sacerdote. In quello stesso anno cominciò il suo apostolato facendo amicizia con un giovane muratore, Bartolomeo Garelli, che era stato maltrattato dal sacrista perché non sapeva servire la messa. Don Bosco gli fece recitare un’Ave Maria e lo invitò a tornare da lui con i suoi amici.
Nacque così l’Oratorio. Don BOSCO lo chiamò, per lungo tempo, con una parola semplice e diretta: CATECHISMO. Per il “Santo dei Giovani” l’Oratorio voleva essere il luogo dove i giovani e i ragazzi, spesso lasciati al proprio destino e drammaticamente a rischio, potessero trovare dei padri che si prendevano a cuore la salvezza dei figli.
In un clima di autentica famiglia: luogo dove ci si accoglie, ci si stima, ci si difende, ci si aiuta a crescere insieme, ci si ama, ci si perdona, ci si orienta con passione.
“Amate le cose che amano i giovani”, ripeteva ai suoi educatori.
Ed ecco la funzione dell’Oratorio, valide ancor oggi, in cui i momenti di gioco e di svago non può mancare lo sport, la ricreazione movimentata e chiassosa, insieme al teatro, alla musica, all’animazione, soddisfano saldamente l’interezza giovanile. Il metodo educativo di San Giovanni Bosco si basava su tre principi fondamentali: ragione, religione e amorevolezza. Credeva che l’educazione dovesse essere non solo un mezzo per istruire, ma anche un modo per formare persone responsabili e buone. Era preminente, nella visione modernissima del sacerdote torinese, non solo l’importanza del lavoro, ma anche delle condizioni sociali, sanitarie, contrattuali, in cui questo doveva venir svolto. Un’attenzione, insomma, a tutto tondo, per il futuro delle giovani generazioni.
Forse, sarebbero da rileggere e approfondire – proprio in questo momento storico del nostro Paese – i suoi scritti, per avere una lezione di cui il nostro Tempo, ha necessariamente e profondamente bisogno.
San GIOVANNI BOSCO morì il 31 gennaio 1888, lasciando un’eredità straordinaria.
Fu canonizzato nel 1934 da PAPA PIO XI°, PAPA RATTI di Desio e oggi è riconosciuto come il Patrono della Gioventù e degli Educatori.




