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San Pietro in fiamme e il disastro sventato, il tempo dei “perché”

Una vicenda, quello dello sventato disastro ambientale sulla collina di San Pietro, che non poteva lasciarlo indifferente. E così Luciano Venia, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, ha indirizzato una nota al sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino, al Prefetto di Napoli, e per conoscenza all’on. Marcello Taglialatela, componente della commissione parlamentare Antimafia. L’oggetto è abbastanza chiaro ed esaustivo: “Esposto interrogazione. Incendio impianto depurazione in collina San Pietro Ischia. Richiesta accertamenti informazioni ai sensi del TUEL e dello Statuto Comunale”. Nella sua nota Venia ricorda che il nostro quotidiano ha pubblicato «notizie circa un episodio di rilevante importanza che sarebbe accaduto agli impianti cosiddetti di depurazione in territorio del Comune di Ischia in località Collina di san Pietro. Il Golfo alla pagina 4 della edizione del 18 luglio 2017 titola “Fiamme sulla collina di San Pietro, si e’ sfiorato il disastro ambientale”.  Il quotidiano riferisce che “Erano circa le 17 quando e’ scoppiato un incendio (ovviamente di natura dolosa, come quelli che stanno flagellando l’intera isola) nel cantiere del costruendo depuratore fognario in località San Pietro ad Ischia. Anche in questo caso il fuoco, aiutato dal vento che spirava in maniera “sostanziosa” per una giornata estiva, si e’ spinto fino a lambire l’area dove sorge la centrale di sollevamento fognario gestita dall’Evi spa ed ha investito una passerella aerea dove e’ alloggiato un complesso di cavi elettrici che collegano la centrale di sollevamento principale di San Pietro a centrali fognarie minori che servono via F. Buonocore, via De Rivaz, va Enea e la Riva Destra”».

Venia aggiunge nel passaggio successivo quanto segue: «Dopo avere inquadrato il fatto, Il Golfo denuncia che “Le conseguenze sono state pesantissime ed avrebbero potuto essere addirittura irreversibili. Il fuoco ha completamente fuso i cavi elettrici in breve tempo, provocando un black out alle 17.30, orario in cui i Vigili stavano già operando per estinguere le fiamme. Quello che ne e’ conseguito ha fatto scattare immediatamente l’allarme rosso: il black out ha provocato lo stop simultaneo di tutte le centrali fognarie che servono l’estesa area Porto-Lido verificandosi anche una lieve fuoriuscita di liquami”». L’ampia ed articolata premessa serve a Venia, che peraltro l’articolo del nostro giornale lo ha anche allegato in copia ai destinatari della sua nota, per interrogare il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino e conoscere nello specifico: «Quali iniziative intenda assumere per fare chiarezza sulla gravissima vicenda; Se abbia, come appare opportuno, allertato gli enti preposti in materia ambientale e notiziato la Magistratura sull’accaduto; In quali forme venga garantita la sicurezza e l’accesso ai siti interessati e agli impianti fognari e di trattamento; Se risulti al vero che a seguito del grave incidente vi sia stata la fuoriuscita di liquami e se per fuoriuscita si intenda lo sversamento di acque sporche; Se gli effetti del grave incidente possano avere causato un danno ambientale come definito dal codice dell’ambiente; Quali provvedimenti abbia assunto o intenda assumere l’amministrazione comunale per evitare che in futuro possano reiterarsi simili emergenze;  Se e a che ora la Protezione Civile sia stata allertata e quali altre iniziative siano state attuate di concerto con la Prefettura e con gli organi preposti a partire dall’assessorato regionale all’ambiente e alla protezione civile; Quali comunicati siano stati diramati per informare immediatamente la popolazione e quali provvedimenti adottati nella immediatezza e nelle ore successive». Domande alle quali secondo Venia bisogna dare una risposta, non fosse altro che per la circostanza che l’incidente occorso sulla collina di San Pietro abbia dimostrato in tutta la sua drammaticità quanto sia davvero debole il sistema che regge un “castello” come quello del sistema fognario che mai come nella circostanza avrebbe potuto rivelarsi di sabbia.

Corrado Roveda

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