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CRONACA

SANITA’ Il Focal One al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli

L’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli si è appena dotato di una nuova tecnologia che permette di trattare il tumore alla prostata in fase precoce, avvalendosi della tecnologia degli Ultrasuoni Focalizzati ad Alta Intensità (HIFU). Questo sistema è attualmente in uso solo a Milano, Torino ed Ancona e permette di evitare interventi chirurgici e di radioterapia, garantendo in un’unica seduta l’eliminazione dei tessuti cancerosi. Il trattamento HIFU risulta poco invasivo e non determina le problematiche che porta con sé la radioterapia, preservando così le funzionalità degli apparati urinari e riproduttivi maschili. L’apparecchiatura HIFU utilizzata presso il Santa Maria delle Grazie è denominata Focal One ed è di ultimissima generazione; la procedura di valutazione e acquisizione è stata curata dall’Unita ingegneria Clinica dell’Asl Napoli 2 Nord, diretta dall’Ing. Salvatore Flaminio.

Questo trattamento può essere effettuato anche sui pazienti che presentano una lesione recidiva e che, essendo già stati sottoposti a radioterapia non possono più ripetere lo stesso protocollo terapeutico.

La nuova tecnologia completa la dotazione tecnologica del reparto di Urologia del Santa Maria delle Grazie diretto dal dott. Giovanni Di Lauro che oggi è in grado di offrire tutte le migliori tecnologie disponibili per il trattamento del tumore alla prostata. L’Azienda ha investito circa 1 milione di euro per dotarsi di tale tecnologia.

Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’Asl Napoli 2 Nord “Oggi la sanità si trova davanti ad un’enorme sfida tecnologica. La nostra capacità di rispondere sui nostri territori ai bisogni di salute dei cittadini dipenderà da quanto riusciremo ad integrare le nuovissime tecnologie nei nostri percorsi assistenziali. I grandi investimenti tecnologici che stiamo facendo nella nostra ASL ci stanno permettendo di diventare un polo di attrazione anche per cittadini di altre regioni o per i campani che fino a ieri facevano centinaia di km per curarsi. Umanità delle cure, organizzazione, competenza e tecnologia sono gli elementi chiave del cambiamento che stiamo realizzando. Ringrazio i professionisti che stanno lavorando in primo piano su queste nuove frontiere”.

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