Sanità, poveri procidani

Dopo aver smantellato un ospedale e un distretto sanitario con mancanza di medici e di specialisti, ora è il turno della Guardia Medica. Non hanno personale per coprire i turni. Per garantire assistenza sull’isola, per alcuni giorni, bisogna rivolgersi al Pronto Soccorso. E se ci sta bisogno di avere la guardia medica a casa che succede? Il pronto soccorso rimane sguarnito di medici per le emergenze? L’Azienda fa sapere che sta cercando di reclutare personale.


Ormai vivere a Procida comporta non solo una riduzione dei servizi offerti, ma anche, potenzialmente, un “rischio salute” ed un’assenza di servizi essenziali come le cure mediche e specialistiche. A pochi importa la cosa. Stanno comodamente seduti sugli scanni ma sulla sanità procidana sembra ormai passare la falce, vergognosa, di Regione e ASL e non si riesce ad impedire il tracollo. Il rispetto del diritto alla salute e alla cura via via è stato miseramente ridimensionato, creando cittadini di serie B, che saremo noi procidani. Una popolazione procidana ormai annichilita ed un’assenza totale delle istituzioni che non riescono a porre fine a questo smantellamento del sistema e ridare forza ad una sanità di efficienza e di dignità. In questo deserto di inciviltà, si inserisce la buona volontà di chi non vuole più sentirsi responsabile di questo disastro, non facendo nulla.




