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Sanità, scatta l’allarme: dal 2020 “vietato” nascere sull’isola

ISCHIA. Dal 2020 non si potrà più nascere sull’isola di Ischia. Il piano triennale 2019-2021 di sviluppo e riqualificazione della sanità campana, il programma con cui la Regione definisce il percorso per uscire dal commissariamento e tomare alla gestione ordinaria, ha previsto la proroga per un solo anno per il punto nascita presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Nel nuovo piano della sanità regionale, infatti, sono previsti i mantenimenti dei soli punti nascita con almeno mille parti l’anno. Alcune eccezioni vengono effettuate per quei punti nascita che raggiungono la soglia dei 500. All’Ospedale Rizzoli, invece, nel 2016 e nel 2017 sono nati solo poco più di 330 bambini l’anno. Per l’anno in corso, quindi, il punto nascita dell’Ospedale Rizzoli è salvo. Ma che cosa succederà dal prossimo anno? Al momento ancora non è dato saperlo. Ci potremmo ritrovare dinanzi a partorienti che rischiano di dare alla luce i loro bambini su un elicottero o su un aliscafo mentre si dirigono verso la terraferma. Una situazione paradossale per la quale le Istituzioni isolane devono mobilitarsi già ora prima della scadenza della proroga.
Con deliberazione della giunta regionale n.532 del 29.10.2011 la Regione Campania ha già recepito l’Accordo in conferenza unificata sul documento concernente le Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della quantità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo. In questo accordo la Regione Campania ha inteso procedere alla razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a mille l’anno. Per migliorare ulteriormente i livelli di qualità e di sicurezza nel settore materno-infantile, la riduzione dei reparti di Ostetricia e Ginecologia è operata, nel triennio di riferimento, tenendo conto del numero di parti pari a 1.000. Nell’isola di Ischia è stato mantenuto per tutto il 2019 il punto parto per la caratteristica disagiata insulare pur avendo effettuato ‘solo’ 332 parti nel 2016. Le deroghe temporanee di un anno sono state rilasciate per i punti nascita di Vallo della Lucania e Ischia, condizionata ad alcune prescrizioni. Un anno di tolleranza, quindi, è stato concesso a Ischia (355 parti) e Vallo della Lucania (263), con la richiesta di una riproposizione motivata della deroga per Sapri, Polla e Piedimonte Matese, su cui il parere ministeriale è in istruttoria. Tutti questi punti nascita dovranno passare il vaglio del comitato nazionale per il percorso nascite. La rivalutazione della rete è prevista a giugno 2019 insieme alla conclusione delle procedure di accreditamento e della verifica dei volumi nel privato. Da qui si procederà alla definitiva analisi che dovrà tendere al rispetto dei nuovi standard ovvero quello dei mille parti annui.  

Il mantenimento dell’equilibrio economico e il miglioramento della qualità dell’assistenza, insieme alla garanzia di un accesso equo ed omogeneo alle cure, a un programma di informatizzazione delle reti assistenziali. al riorientamento dell’assistenza territoriale, all’ammodernamento dell’edilizia sanitaria, all’arruolamento di personale e alla riduzione della mobilità passiva. Sono questi gli otto punti su cui si basa il piano triennale 2019-2021 di sviluppo e riqualificazione della sanità campana, il programma con cui la Regione definisce il percorso per uscire dal commissariamento e tomare alla gestione ordinaria. Il piano, che reca la firma del governatore e commissario alla sanità Vincenzo De Luca, dopo essere stato inviato ai ministeri della Salute e dell’Economia per l’approvazione del Consiglio dei Ministri, ha ricevuto la presa d’atto della giunta regionale il 28 dicembre scorso. Il ministro Giulia Grillo si era già detta “disponibile” a valutare strumenti alternativi ai piani di rientro e tra i temi oggetto dell’attenzione del dicastero alla Salute nei primi mesi del 2019 ci sarà proprio il caso commissariamento Campania.  

Nel piano è previsto anche l’ampliamento di otto ospedali tra cui Ischia oltre che Incurabili di Napoli, i nosocomi di Pozzuoli, Noia, Gragnano, Boscotrecase, Marcianise del’Asl di Caserta e Pagani dell’Asl di Salerno). 

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