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Sanità, trasporti e non solo: Ischia e Capri unite dalle criticità

Intervista a Giovanni De Martino, sindaco del Comune capofila dell’isola azzurra

Sindaco, Lei ha rimarcato l’importanza delle aree marine protette, facendo riferimento anche a Capri, una “perla” che nel mondo non ha bisogno di presentazioni.

«Senza dubbio. Noi stiamo lavorando riprendendo un lavoro già avviato negli anni scorsi. Abbiamo la ferma volontà di portare a compimento questa iniziativa, perché riteniamo che i nostri mari debbano essere protetti. E tale protezione naturalmente non può che avvenire attraverso un’attività che contemperi tutte le necessità degli operatori del nostro splendido mare e di chi vuole usufruirne».

Alla vigilia della nuova stagione turistica le chiedo: le isole del Golfo di Napoli restano corpi distanti, separati, oppure secondo Lei si potrà arrivare prima o poi a una programmazione “congiunta? Oppure sono realtà troppo dissimili tra loro, legate soltanto dalla caratteristica dell’insularità?

«Ritengo che nonostante la diversità geologica e geografica delle tre realtà isolane del Golfo di Napoli, comunque rappresentano ciascuna un punto di attrazione grazie alle proprie caratteristiche peculiari. Quindi  secondo me si potrebbe lavorare a un coordinamento per far confluire in un unico percorso organizzativo comune  le attività turistiche delle tre isole».

Purtroppo una cosa che accomuna le tre isole del Golfo sono le tante criticità: dalla sanità ai trasporti. Secondo Lei se e quando si arriverà a un reale miglioramento della situazione? Sotto certi aspetti sembra di essere addirittura tornati indietro di qualche decennio

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«Lei ha sicuramente messo il dito nella piaga. Anche se tali argomenti sono fuori dalla competenza dei Comuni, essi costituiscono temi fondamentali, quali la garanzia dell diritto alla salute, alla mobilità e aggiungiamo anche quello all’istruzione, per gli isolani, che spesso io chiamo “isolati”. È una situazione, quella attuale, che ci mette in condizioni di inferiorità rispetto ai cittadini della “terraferma”. Sono aspetti su cui bisogna lavorare coinvolgendo le istituzioni competenti, alle quali bisogna dare supporto e garanzie di collaborazione. Parliamo di argomenti che devono essere quotidianamente all’ordine del giorno sulle scrivanie delle amministrazioni comunali isolane, anche se non sono di stretta competenza delle stesse».

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A Ischia da tanto tempo si discute di Comune Unico. La Storia insegna che quando si parla  troppo alla fine si fa poco. Se ne comincia a parlare anche a Capri. Secondo Lei potrebbe essere una soluzione?

«È certamente una questione che può essere approfondita. Anche su un territorio piccolo come l’isola di Capri, o su uno più vasto come l’isola d’Ischia con esigenze diverse, si potrebbe parlare, più che di unificazione, di un maggior coordinamento tra le diverse amministrazioni, cosa che potrebbe soddisfare sia le esigenze del territorio sia quelle delle popolazioni».

Capri ha fatto parlare di sé anche per un’altra lodevole iniziativa, la guerra alle slot-machines. Il problema è che alle volte sembra di far guerra al “sistema”.

«Purtroppo spesso ci si lascia prendere dall’aspetto burocratico, e non da quello sociale. È quello che è capitato a Capri. Invece Anacapri con la nostra collaborazione è riuscita a ottenere un risultato. Capri ci ha provato, la burocrazia ci ha fermato, ma sicuramente torneremo alla carica: anche se agli occhi del mondo la nostra appare come una realtà non certo problematica, essa soffre comunque di problemi sociali di cui le slot sono una parte non trascurabile».

Quali sono le nuove sfide che bisogna affrontare nel campo dell’accoglienza turistica? Si tratta di un settore in continua evoluzione nel quale rimanere competitivi è cosa tutt’altro che agevole..

«Sicuramente quello del perfezionamento dei collegamenti marittimi. Come tutte le isole del Golfo, soffriamo di un’approssimazione su tali collegamenti. È necessario  coinvolgere le istituzioni, le autorità competenti per far capire che una migliore organizzazione del collegamento marittimo può far solo bene a tutti: a chi deve controllare il territorio, a chi lo deve amministrare, ma soprattutto allo stesso visitatore che si attende dalle nostre realtà un’ospitalità e una capacità d’accoglienza particolare».

Da osservatore e da turista, cosa le piace di più di Ischia?

«Ischia è una realtà completamente diversa dalla nostra. Stamane giungendo qui con gli amici, ci siamo detti che si tratta di una splendida isola, che anzi a differenza di Capri non dà quasi l’impressione che si tratti di un’isola, vista la sua estensione rispetto alla nostra. Le peculiarità di Ischia, penso all’attività termale ma anche al grande patrimonio naturalistico, alla grande capacità ricettiva, sono ben gestite dagli amici ischitani e sono certo che essi sapranno addirittura migliorarsi».

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