CULTURA & SOCIETA'

Sant’Antonio salvò la vita a un pescatore della Mandra cos’ sulla spiaggia si gridò al miracolo

Un miracolo del Santo avvenne  nel novembre del 1946  proprio  alla Mandra,  ad una famiglia “mandraiola” doc. Si racconta infatti  che Gaetano Lauro, pescatore, appunto della Mandra,  per assecondare la moglie Raffaelina, affetta da improvvisa voglia da parto, uscì in mare col suo gozzo a remi per pescare un pesce, a quel tempo ritenuto di qualità, il cuoccio che in Liguria chiamano gallinella. Lo desiderava con molta pressione la moglie Raffaelina, per placare la voglia insolita ed improvvisa  che fino a quel momento la rodeva. Era una domenica di  novembre del 1946, quando nel giorno festivo, nessun pescatore dell’isola usciva in mare. Ma per Gaetano fu una eccezione, diremmo così forzata. Infatti, di primissimo mattino, intorno alle tre, quando era ancora buio, Gaetano prese il largo col suo gozzo a remi in direzione di Cartaromana, per dirigersi all’altezza della Grotta del Mago, prima di San Pancrazio. Giunto suo posto e  individuato il tratto di mare a mezzo fondale che egli conosceva bene, calò la rete, speranzoso che al primo tentativo potesse pescare quei benedetti cuocci che gli aveva chiesto la  moglie Raffaelina in dolce attesa del suo secondo figlio. Gaetano aspettò un’ora prima di tirare su la rete. Il primo tentativo, suo malgrado, andò a vuoto.- Nel discreto carico, si fa per dire, di pescato, nemmeno l’ ombra del pesce desiderato. Allora Gaetano, spazientito ed anche preoccupato,  si spostò col suo gozzo a remi di circa mezzo miglio più al largo, pur avvertendo il soffiare di un primo venticello fastidioso che proveniva da levante che  gli increspava il mare fino al quel momento liscio come l’olio. Giunto sul nuovo punto di pesca, ricalò in mare la rete ed aspettò. Nell’attesa, il vento incominciava a soffiare più forte ed il mare diventare  più mosso. Gaetano, esperto pescatore e uomo incallito  di mare, avvertendo il pericolo incombente,  si affrettò a tirar su la rete con più celerità  del solito, pregando tra l’altro da devoto del Santo qual era, Sant’ Antonio affinchè gli facesse la grazia di poter vedere nella rete che stava tirando sul gozzo quei benedetti pesci speciali, ossia i cuocci che tanto stava aspettando a casa sua moglie Raffaelina. Con grande sorpresa  e somma gioa si accorse che tra i pesci imbrigliati nella rete che aveva di già tirato su, c’erano per quattro cuoci di media grandezza .proprio quelli che aveva chiesto la sua adorata consorte. Ma alla gioia  si unì subito la preoccupazione del pericolo incombete, perché, col passare dei minuti, il vento soffiava sempre più forte ed il mare diventava ancor più minaccioso. Bisognava subito mettersi nella rotta del ritorno. Del resto la preghiera di Gaetano a Sant’Antonio era andata a segno e il primo miracolo dei cuocci si era verificato. Ora bisognava tornare a casa sano e salvo. Però, le condizioni del tempo peggioravano sempre di più e la paura di non potercela fare in Gaetano cresceva senza sosta. Allora Gaetano diede fondo a tutta la sua forza e sfidò quel mare in tempesta che sembrava potesse averla vinta. Gaetano con la forza della disperazione spinse il suo gozzo quasi ingovernabile fino all’altezza del castello e nello stesso tempo, avvertendo la fine, si rivolse nuovamente al suo Santo protettore pregandolo con la invocazione ultima: “Sant’Antò aiutami  tu”. Gaetano allo stremo delle sue forze  col mare sempre grosso, era riuscito ad aggirare il Castello, quando davanti ai suoi occhi comparve la visione della Cattedrale, della spiaggia  della Mandra con la Chiesa ed il Convento di Sant’Antonio  e Punta Molino. In quell’istante accadde l’impensabile. Gaetano che sta cedendo, avvertì che il vento diminuiva di potenza ed il  mare in tempesta lo stesso. Gaetano Lauro era salvo. Ed anche i pesci speciali, ossia i cuocci richiesti dalla moglie Raffaelina, che gli stavano costando la perdita  in mare della propria vita. E così fu l’altro miracolo di Sant’Antonio.

                                                                                                      michelelubrano@yahoo.it

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