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Saponi bio, zero controlli e multe: e i vigili fanno gli “struzzi”

DI GIOVANNA FERRARA

ISCHIA. Zero controlli, zero multe. Questa la (triste) realtà. Ischia si conferma isola dei record. È la prima, ed unica, ad aver messo al bando i saponi e i detergenti inquinanti. Peccato che l’ordinanza, la stessa per tutti e sei i Comuni dell’isola, sia rimasta lettera morta. Nessuna multa in due anni. Solo qualche timido tentativo di sensibilizzazione. La conferma ce la fornisce il Comandante della Polizia locale di Lacco Ameno, Raffaele Monti. “È vero. Zero multe. Ma bisogna partire da un dato. A Lacco Ameno il Corpo della Municipale è formato da tre persone. Io, un ufficiale ed un messo. Cosa possiamo fare? Solo in estate ci arrivano dei rinforzi attraverso gli stagionali (al momento è ancora da espletare il concorso per i vigili ausiliari). In tre non riusciamo a fare tutto. Ma prima di fare i controlli per capire chi rispetta o meno l’ordinanza occorrerebbe fare della formazione. Come si fa a capire quale sapone è biodegradabile e quale no? Come si legge un’etichetta? Siamo vigili urbani non tuttologi. Ma non solo. Il sistema sanzionatorio è difficile da applicare. Domanda: qualora dovessimo entrare in un supermercato e trovare dei saponi non bio, basterebbe la multa o dovremmo operare un sequestro? Insomma ci siamo trovati davanti ad una bella ordinanza che però ci ha rappresentato un quadro non chiaro. Troppo oscuro per consentirci di operare serenamente”. Ammette il dato delle zero multe, seppur con qualche remora, il Comandante di Casamicciola Terme, Giovanni Mattera. Solo grazie all’insistenza delle domande, abbiamo ottenuto qualche risposta da un suo collaboratore, Luigi Di Costanzo. “Siamo cinque vigili urbani – ha spiegato – ma solo in quattro possiamo operare in esterna. Un nostro collega può solo lavorare in ufficio. Il tutto in un Comune di 8mila abitanti che in estate diventano anche il doppio e il triplo. Malgrado ciò quando è entrata in vigore l’ordinanza abbiamo posto in essere un’attenta campagna di sensibilizzazione presso le attività commerciali presenti sul nostro territorio. Francamente, però, non siamo riusciti a rispondere a tutte le domande e perplessità che ci hanno posto. Come si legge un’etichetta? Quali sono i parametri di biodegradabilità contenuti nel prodotto? Domande alle quali non siamo riusciti a rispondere. Per dare una corretta informazione ci vorrebbe un chimico, non un vigile”. Non fornisce dati, invece, il Comandante del Comune di Ischia, Chiara Boccanfuso. Molto contrariata dalla richiesta di informazioni relative al rispetto di una ordinanza sindacale. Forse è un dovere della neo comandante rispondere e farlo garbatamente davanti ad una cortese richiesta di una giornalista. Le avevamo chiesto, al telefono, se ad Ischia sono state fatte delle multe per inosservanza dell’ordinanza sindacale sui detersivi biodegradabili, non le avevamo chiesto di violare segreti di Stato che ovviamente nessuno le affiderebbe mai. Alla fine, la signora comandante, unica sull’isola d’Ischia, ci ha sdegnosamente detto di “non poter rilasciare interviste senza autorizzazione dell’Amministrazione comunale”. Immaginiamo si documenterà e magari con maggior garbo alla prossima telefonata, quando non le chiederemo di rivelare segreti di Stato ci risponderà nel frattempo che il sindaco Enzo Ferrandino le concederà il nulla osta a parlare con i giornalisti, senza rivelare segreti di Stato. Ad Ischia, però, un vigile garbato ci risponde. “Ordinanza? Ma quale ordinanza? Venga qui a fare il vigile per un giorno e poi ne parliamo”. Così ci dice il pizzardone ischitano che ci chiede l’anonimato. “Ogni giorno dobbiamo combattere con la penuria di mezzi ed uomini. L’età media del Corpo, in tutti i sei comuni dell’isola, è alta. Dobbiamo pensare alla viabilità, al traffico, a chi parcheggia male, a fronteggiare la maleducazione degli isolani e dei turisti, eseguire gli ordini degli amministratori. E lei ci parla di ordinanza? Ma non scherziamo”. E infatti non volevamo scherzare, solo capire. Incalzato, il poliziotto locale, sempre garbato ed educato, sbotta: “Personalmente non faccio nemmeno la spesa a casa. E non conosco la differenza tra detergente e detersivo, come faccio ad entrare in un supermercato a controllare se c’è un prodotto biologico o meno”. E continua: “I controlli non sono stati fatti non per lassismo ma perché non c’è stata mai una chiara volontà politica di attuare queste ordinanze e poi perché dobbiamo ogni giorno fronteggiare altre priorità”. Chiosa il vigile spiazzandoci con una domanda: “Ma lei davvero pensa che i problemi dell’Isola di Ischia siano i detergenti biodegradabili?”.

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