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Savio: «Sui rioni baraccati di Forio il Comune non resti a guardare»

 

 

di Domenico Savio 

FORIO – Sul più volte denunciato, per iscritto e in Consiglio comunale, degrado sociale in cui versano i Rioni baraccati di Forio, il 26 ottobre 2016 abbiamo presentato una proposta di delibera per il Consiglio comunale, che speriamo venga discussa e votata al più presto possibile. Ecco di seguito il testo.

Oggetto: Interventi urgenti di risanamento igienico-sanitario, di messa in sicurezza delle palazzine economiche e popolari e di abitabilità sociale dei Rioni popolari Umberto I, Palommera, Zerbi e De Pretis.

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Visto lo stato di grave abbandono, o quanto meno di inadeguata manutenzione ordinaria e straordinaria al sistema fognario e ai chiusini d’ispezione, alla pavimentazione stradale, ai marciapiedi e alla conseguente precaria condizione igienico-sanitaria, la scarsa illuminazione, il verde pubblico trascurato e insufficiente, la  disinfestazione periodica assente o inadeguata, la mancanza di cestini per buttarvi carta e altro, eccetera nei Rioni popolari Zerbi, De Pretis, Palommera e Umberto I. In questi ultimi due Rioni le palazzine di edilizia economica e popolare da tempo abbisognano di rifacimento delle facciate esterne e degli intonaci interni dove ci sono state delle infiltrazioni di umidità o persino di acqua nei periodi autunnali e invernali, di impermeabilizzazione ai solai, di risistemazione di alcuni cornicioni e di ogni altro intervento necessario. Nel Rione Umberto I occorre completare nel minor tempo possibile l’area destinata a parcheggio, il parco gioco per i bambini, la Sala polifunzionale per le esigenze di attività culturale e ricreative del Quartiere di Monterone e la sistemazione del verde pubblico, lavori sospesi da troppo tempo e da eseguirsi secondo le indicazioni degli abitanti del Rione e dell’intero Quartiere.

Ritenuti urgenti gli interventi di risanamento igienico-sanitario, di messa in sicurezza delle palazzine economiche e popolari e di umana e dignitosa abitabilità sociale dei suddetti Rioni Umberto I, Palommera, De Pretis e Zerbi.

Ritenuto ancora che le dignitose condizioni di abitabilità e di vita sociale dei Foriani, come quelle di accoglienza e ospitalità dei turisti che ci portano ricchezza, vengono prima dell’elargizione di contributi comunali – che alimentano pure il diffondersi della cultura del clientelismo partitico, politico ed elettorale –  per manifestazioni religiose, laiche e canore, per iniziative promozionali o di natura effimera.

Il Consiglio comunale impegna la Giunta municipale, i Responsabili di Settore e gli Uffici del Comune, ognuno per i propri specifici compiti istituzionali, a recuperare – dalle varie poste del bilancio comunale, dal cessare ogni elargizione di contributo comunale  per  iniziative, feste  o  manifestazioni di carattere religioso, laico o canoro ad associazioni  e comitati vari, dal mettere fine allo spreco di danaro pubblico derivante da promozioni improprie nazionali e internazionali, dalle spese per luminarie e altro in occasione delle festività natalizie e da quelle per qualsiasi altra ricorrenza,  dall’evitare ogni altra spesa non indispensabile o effimera, dal ridurre drasticamente gli incarichi esterni utilizzando al meglio le risorse professionali interne all’Ente, dall’impiegare con oculatezza le entrate derivanti dall’incasso della tassa di soggiorno e dal rendere più produttivi i beni pubblici, a partire dal suolo pubblico, utilizzando pure ogni possibile finanziamento europeo e regionale finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche strutturali, di risanamento e vivibilità sociale – i fondi necessari per un intervento di estrema urgenza di risanamento igienico-sanitario, di messa in sicurezza delle palazzine economiche e popolari e di umana e dignitosa abitabilità e vivibilità sociale nei suddetti Rioni Umberto I, Palommera, De Pretis  e Zerbi. Oltre a programmare e finanziare, con fondi europei e regionali, progetti di miglioramento strutturale, dopo 133 lunghi anni dal terremoto del 1883 che segnò la tragica sorte di quei Rioni sino ai giorni nostri e non sappiamo per quanto tempo ancora, e di rinascita sociale e civile di quei luoghi.

*Consigliere comunale P.C.I.M-L.

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