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“Scambiamoci un segno di pace”, bozza di accordo per l’asilo conteso alla Sentinella

CASAMICCIOLA TERME. Si lavora ancora, sottotraccia, nella speranza di evitare il peggio. Ma l’impressione è che il tempo stringa e – al netto di qualche dichiarazione di facciata (peraltro nemmeno ufficiale) la voglia di addivenire a un accordo proprio non ci sia. Ma c’è un’ultima  speranza a cui appigliarsi per sperare che la “telenovela” dell’asilo conteso alla Sentinella, a Casamicciola, tra l’ente locale e la Diocesi di Ischia, termini con un accordo bonario tra le parti. Il problema è che per siglarlo, questo accordo, ci sono appena 48 ore prima che eventualmente la Curia ottenga la nomina di un commissario ad acta per vedersi restituire l’immobile che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale avrebbe dovuto ospitare i giovani alunni dell’asilo. Il sindaco Giovan Battista Castagna, per il tramite dei legali, ha fatto un passo importante per chiudere la controversia auspicando che ci possa essere un felice epilogo anche se il silenzio che arriva dal vescovo Pietro Lagnese e da don Gino Ballirano non lascia presagire nulla di buono. Lo ha fatto redigendo una nota che è stata trasmessa alla controparte e dove si riassume dapprima la storia dell’intricata vicenda e poi si propone una soluzione.

L’ORDINANZA DI NOVEMBRE E L’ISTRUTTORIA DEL COMUNE

Il primo cittadino ricorda innanzitutto l’ordinanza che ha dato inizio a questa storia tutta particolare, quella del 23 novembre 2017 con cui venne disposta la requisizione dell’immobile sito in via Castanito, in disponibilità della Diocesi di Ischia, ricordando che il provvedimento si rese necessario, indifferibile e urgente per destinare la struttura a scuola dell’infanzia in conseguenza del terremoto che colpi l’isola lo scorso 21 agosto. Il passaggio successivo è più o meno noto a tutti, con l’ordinanza n. 188 che è stata impugnata dinanzi ai giudici del Tar Campania proprio dal vescovo Lagnese e da don Gino Ballirano, difesi dall’avvocato Bruno Molinaro. Poi si passa però ad analizzare una serie di dettagli, in primis il fatto che dalla lettura del ricorso si evince che l’edificio è stato collaudato nel lontano 1969 da parte dell’ufficio del Genio Civile e dalla Cassa del Mezzogiorno. Un particolare, questo, che avrebbe indotto il Comune ad avviare una approfondita attività istruttoria accertando che l’edificio a suo tempo venne realizzato con contributo erogato per l’intero importo dei lavori dalla precitata Cassa per il Mezzogiorno, il che determinerebbe la destinazione funzionale gravante sull’immobile di edificio scolastico.

LA RISPOSTA DEL DEMANIO E LE INTENZIONI DELLA DIOCESI

Da qui l’ente locale ha interessato l’Agenzia del Demanio, chiedendo come è noto alla stessa di accertare se in virtù delle normative vigenti l’immobile sia ancora nella titolarità del Comune di Casamicciola Terme. Come è noto, ed è stato già riportato dalle pagine del nostro giornale, lo scorso 21 marzo è arrivata la risposta del Demanio che scriveva che “sono in corso accertamenti volti a stabilire la condizione giuridica del bene immobile sito in Casamicciola Terme (NA) censito catastalmente con fg. 1, p.lla 318 denominato asilo infantile SS. Immacolata. Sarà cura della Scrivente notiziare Codesto Ente Locale circa le risultanze delle suddette verifiche non appena le medesime saranno ultimate”. Una risposta, insomma, che lascia ancora aperta la strada a ogni posizione e situazione circa la titolarità dell’asilo e che quindi lascia intendere come questa storia, al netto di quello che succederà nell’immediatezza in caso di mancato accordo, può ancora riservare sviluppi.  Ma nella nota c’è anche dell’altro ed in particolare si ricorda che a seguito della notifica dell’ordinanza di requisizione la Diocesi di Ischia, nel mese di dicembre 2017, manifestava al Comune la  volontà di concedere in comodato d’uso gratuito la porzione al piano terra dell’immobile di cui sopra per le sole ore mattutine (8:00/15:00) e destinare le stesse aule ad attività educative per bambini autistici nelle ore pomeridiane e poi anche che la Diocesi stessa si sarebbe impegnata a ristorare il Comune delle somme occorse per i lavori di adeguamento dell’immobile alle effettive esigenze e per la messa in sicurezza del fabbricato, oltre che a realizzare tutte le opere necessarie per consentire l’espletamento delle attività scolastiche nelle ore mattutine, e l’espletamento di attività educative per bambini affetti da autismo nelle ore pomeridiane. Sempre il documento in questione – perché qui è opportuno sottolineare che la ricostruzione dei fatti è evidentemente di parte – rimarcava come la Chiesa desse la propria disponibilità anche a sostenere i costi di pulizia dell’immobile in modo da consentire un corretto svolgimento delle attività sotto il profilo igienico sanitario, prima di sottolineare pure che da contatti intrapresi con la competente ASL non vi sarebbero state incompatibilità in ordine allo svolgimento della duplice attività, essendo le aule destinate, per ambedue i momenti, alla scolarizzazione ed educazione dei bambini.

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IL COMUNE E L’ESIGENZA DI GIUNGERE A UN ACCORDO

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Poi si arriva a momenti più recenti, come quelli in cui attraverso l’ordinanza n. 308/2018 il Tar Campania ha sospeso in via cautelare gli effetti dell’ordinanza di requisizione e fissato la discussione del ricorso nella lontanissima data del 6 dicembre 2018. Ovviamente, la Diocesi non ha certo inteso attendere quell’arco di tempo e così ha deciso di portare ad esecuzione il provvedimento cautelare – e dunque di riprendersi l’immobile – con l’adozione degli opportuni provvedimenti fissando il giudizio per la Camera di Consiglio in programma martedì mattina. E’ a questo punto che c’è il passaggio più significativo, quello nel quale si ravvisa la possibilità di addivenire ad un accordo tra le parti. Si legge testualmente: “Il Comune, ritiene comunque necessario l’utilizzo di almeno cinque aule da destinare a plesso scolastico, peraltro nel rispetto della destinazione d’uso impressa ex lege, e nelle more della istruttoria della Agenzia del Demanio; Ciò nondimeno si ritiene che la richiamata proposta dell’Ente Vescovile soddisfi sia le immediate esigenze di salvaguardia della attività scolastica senza soluzione di continuità del plesso scolastico Ibsen, sia quelle relative all’espletamento di attività da parte della curia di una attività di alto valore socio-culturale-assistenziale, peraltro senza oneri per la Amministrazione comunale, Tale circostanza consente di aderire alla richiesta di utilizzo del piano superiore dell’edificio secondo le modalità già proposte a seguito della notifica dell’ordinanza di requisizione; In tale prospettiva le partisi impegnano a stilare un protocollo di intesa, con valore di accordo ex art. 11 Legge n. 241/90, con fissazione di modalità e termini dell’accordo medesimo così articolato…”.

ECCO COSA PREVEDEREBBE L’ACCORDO LAST MINUTE

E si arriva così a quelli che sarebbero i tre accordi alla base dell’accordo che vi riportiamo integralmente: “Contestualemente alla sottoscrizione del presente accordo, il Sindaco del Comune di Casamicciola Terme: a) adotta immediatamo provvedimento di revoca della ordinanza di requisizione oggetto di giudizio; consegna le chiavi dell’immobile – e, dunque, l’immobile stesso – alla parte ricorrente; Parimenti, e sempre contestualmente alla sottoscrizione del presente atto, parte ricorrente consegna al Comune in comodato d’uso gratuito per la durata di anni (???)  la porzione del piano terra dell’edificio, immettendolo immediatamente nel possesso, come proposto all’indomani della notifica dell’ordinanza di requisizione (si veda primo capoverso del “considerato”) consentendogli di utilizzarlo per le ore mattutine (8:00/15:00) secondo la destinazione precedentemente individuata; Parte ricorrente, conformemente a quanto proposto nel dicembre del 2017, si accollerà tutte le spese, sì come descritto al terzo capoverso del ‘considerato’, rinunziando, sin d’ora, alla indennità di occupazione ovvero a qualsiasi somma a titolo risarcitorio; Alla udienza del 24.04.2018 parte ricorrente dichiarerà la sopravvenuta carenza di interesse della decisione per cessata materia del contendere con compensazione delle spese processuali e di giudizio. Tanto premesso, considerato e rilevato, manda al competente Ufficio per l’adozione di ogni consequenziale provvedimento necessario per l’attuazione di quanto convenuto”. Insomma, questa sarebbe la soluzione che potrebbe chiudere un contenzioso giudiziario in ogni caso fastidioso e imbarazzante. Ma il tempo stringe e l’impressione è che la Diocesi, compreso di avere il coltello dalla parte del manico, difficilmente opterà per un dietrofront.

GAETANO FERRANDINO

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