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Scarichi alberghieri, slitta l’esame dei testi

Di Francesco Ferrandino

ISCHIA. È slittata al primo luglio l’udienza prevista ieri mattina nell’ambito del processo a carico della famiglia De Siano.  Michele, consigliere comunale di maggioranza a Lacco Ameno, il fratello Domenico, senatore della Repubblica, insieme alla loro madre, la signora Lucia Castagna, sono chiamati a rispondere di una serie di presunti reati ambientali legati all’illecito smaltimento di rifiuti prodotti nelle attività di gestione di varie strutture alberghiere, gli Hotel San Montano, Villa Svizzera e Reginella, facenti capo alla famiglia d’imprenditori lacchesi. L’assenza del giudice Capuano ha comportato il rinvio, previo accordo con il collegio difensivo, composto dagli avvocati Molinaro, Rossetti, Benetello e Tuccillo. Inalterata la calendarizzazione delle attività dibattimentali: nella prossima udienza proseguirà l’esame dei testi indicati dalla pubblica accusa. Le contestazioni mosse ai componenti della famiglia De Siano riguardano, come detto, alcune presunte irregolarità nello smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, comprendenti quelli di tipo sanitario prodotti dai centri benessere delle tre strutture, i fanghi termali di sedimentazione provenienti dai pozzetti di decantazione e dalle docce nonché i teli in plastica imbrattati di fango utilizzati all’interno dei centri, e il presunto scarico nelle fognature pubbliche delle acque reflue industriali risultato della normale attività alberghiera (controlavaggio dei filtri delle piscine, reflui provenienti dagli stabilimenti idrotermali ecc.). Il pubblico ministero Claudio Basso coordinò le indagini che si svolsero tra il 2013 e il 2014 presso le strutture alberghiere degli imputati. Parliamo dei noti hotel San Montano, La Reginella e la Villa Svizzera, che furono sottoposti anche a sequestro preventivo il 30 giugno 2014, disposto dal gip su richiesta della Procura. Le operazioni vennero effettuate proprio dal Nucleo operativo ecologico, coadiuvati dai Carabinieri di Ischia, all’epoca agli ordini del capitano Melissa Sipala. Le laboriose attività di accertamento si svolsero proprio nei periodi di massimo afflusso turistico, per verificare l’efficienza e i reali sistemi di smaltimento dei rifiuti, speciali e non. Essenzialmente, le varie contestazioni mosse dalla Procura della Repubblica sono basate sull’accusa di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, così come prevista dall’art. 256 del Decreto Legislativo 152/2006 (Norme in materia ambientale). Lo scorso 7 maggio furono escussi diversi testimoni indicati dal pubblico ministero Claudio Basso, tra cui uno dei componenti del Nucleo operativo ambientale dei Carabinieri di Napoli che effettuarono le attività ispettive presso le strutture alberghiere in questione, e un tecnico dell’Arpac. Il primo luglio verranno ascoltati come testi Francesco Trani, Giuseppe Impagliazzo dell’Ecoservice, e uno tra i signori Patalano e Di Massa.

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