Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Scarichi “illegali”, mazzata per il St Raphael

ISCHIA. E’ una vera e propria mazzata quella che arriva dal Comune di Barano a carico di una accorsata struttura ricettiva ubicata sul territorio collinare, l’Hotel San Raphael. Con una disposizione dell’ufficio attività produttive a firma del responsabile di settore, Gigi Mattera (ed avente ad oggetto “comunicazione di conclusione del procedimento ai sensi degli articoli 7 e seguenti della legge 241/90 con successive modificazioni e integrazioni volto alla revoca dell’autorizzazione unica ambientale n. 1/2017 – prot. com. n. 1513 del 03/03/2017 rilasciata dal Comune di Barano d’Ischia per lo scarico delle acque reflue e termominerali provenienti dalla struttura alberghiera denominata Hotel Terme St Raphael. Ebbene prima di scendere nei dettagli per una volta vale la pena di partire dalla fine, perché il dirigente comunale vista la normativa vigente di riferimento ha deciso di revocare “l’autorizzazione unica ambientale n. 1/2017 rilasciata dal Comune di Barano d’Ischia per lo scarico delle acque reflue e termominerali provenienti dalla struttura alberghiera denominata Hotel St Raphael e nel contempo inibisce l’utilizzo delle strutture, concedendo giorni due dalla notifica della presente per avvisare ed organizzare gli eventuali ospiti presenti nella struttura  e quelli che eventualmente abbiano prenotato per i giorni a seguire”.

L’iter che ha portato all’adozione del drastico provvedimento che è stato notificato all’amministratore dell’azienda ha origine lo scorso 7 agosto, quando all’ufficio comunale baranese giungeva una nota del tecnico comunale Salvatore Di Costanzo, nella quale venivano indicate le risultanze di un accertamento che era stato eseguito il 26 luglio presso l’albergo in questione. Un documento nel quale il Di Costanzo tra l’altro scriveva: “Mediante l’utilizzo di colorante, lo scrivente unitamente agli operai dell’ufficio manutenzione ha aperto i pozzetti indicati sullo schema dell’impianto allegato alla predetta AUA (autorizzazione unica ambientale, ndr) provvedendo con personale dell’Hotel all’apertura di rubinetti da una camera dell’Hotel; una volta immesso il colorante diluito in acqua, all’interno del primo pozzetto di raccolta dei reflui è emerso che i reflui non seguono il percorso indicato nell’autorizzazione allo scarico: infatti sia nelle fosse biologiche che negli altri pozzetti e nella vasca disperdente, non vi è traccia dei liquidi immessi e del colorante”. E non è tutto, sempre nella medesima nota il geometra Di Costanzo sottolineava che “… lasciando lo scarico di acqua aperto per diversi minuti, si è constatato che lo scarico non ha attraversato le varie vasche e pozzetti dell’impianto e ne si è udito il ruscellamento dello scarico nella vasca a dispersione o recapito finale… si segnala che allo stato è stato riscontrato che lo scarico non segue il percorso indicato in planimetria e ne si è riusciti a capire dove vengono convogliati i reflui”. Insomma, non serve uno scienziato per rendersi conto che uno scenario del genere non rappresenta assolutamente il massimo della vita, a voler utilizzare un eufemismo.

Ma il “quadro” non era ancora terminato perché anche per quanto attiene i controlli operati sulla piscina di acqua termale,venivano riscontrate ulteriori anomalie per quanto riguarda il sistema di smaltimento dei reflui di natura termale, ed infatti nella relazione si evidenzia che “si è proceduto a far effettuare dal manutentore l’operazione di contro lavaggio, ed è emerso che l’acqua termale immessa non raggiunge il pozzetto indicato con il n. 3 (declorazione) in planimetria ed il pozzetto fiscale indicato con il n. 6 in planimetria; si è riscontrato invece che i reflui termali arrivano in altro pozzetto non indicato in planimetria e probabilmente si immettono direttamente nella vasca disperdente”. Insomma, il grafico indicante lo schema dell’impianto di trattamento ed il percorso seguito dai reflui indicava una situazione risultata però tutt’altro che corrispondente al vero nel momento in cui sono stati effettuati i controlli del caso. Da qui la decisione di revocare l’autorizzazione unica ambientale, adottata anche sulla scorta del fatto che – come recita l’atto firmato da Gigi Mattera – “nel termine indicato nella citata comunicazione non sono pervenuti scritti difensivi da parte della società in intestazione allo scrivente ufficio”. Non solo, viene anche valutato il fatto che “le criticità, emerse in sede di accertamento, sono da ritenersi gravi in considerazione della circostanza che lo scarico non avviene come indicato negli elaborati grafici e descrittivi dell’istanza, circostanza che di per sé giustifica la revoca dell’autorizzazione unica ambientale”.

Gaetano Ferrandino

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x