ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Scarichi, l’inchiesta infinita

ISCHIA – L’annullamento delle due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal gip Esposito da parte dei giudici della X Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli  – che ha così consentito di tornare in libertà al sottufficiale della Guardia Costiera di Ischia, Vanni Ferrandino, ed all’ex assicuratore Antonello D’Abundo, indagati per concussione nell’ambito della vicenda che vede fin qui nei panni di parte offesa l’imprenditore foriano Ciro Castiglione, legale rappresentante della società Casthotels – ha temporaneamente spento i riflettori su una vicenda che per diversi giorni aveva catalizzato le attenzioni mediatiche non soltanto sulla nostra isola, ma anche lontano dai ristretti confini della stessa. E’ chiaro che in questo momento le attenzioni sono concentrate sulle motivazioni dei giudici, che saranno rese note non oltre i 45 giorni decorrenti dallo scorso 22 aprile, data in cui è stata depositato il dispositivo che annullava i provvedimenti della dott.ssa Esposito. I riflettori sono spenti, dicevamo, ma soltanto perché in questa fase tutto quello che sta succedendo accade dietro le quinte ed è caratterizzato dalla comprensibile riservatezza da parte dell’autorità giudiziaria ma che lasciano in ogni caso intendere come l’attività investigativa sia ben lungi dal concludersi. Insomma, in particolare il pubblico ministero Cannavale starebbe proseguendo in una serie di riscontri, incurante di quello che è stato l’esito del Riesame e convintissimo di poter sostenere l’impianto accusatorio se e quando sarà il momento. E, perché no, anche “rafforzarlo” ed ampliarlo, come lascerebbero trasparire alcune indiscrezioni, per ovvi motivi non confermate ma in ogni caso provenienti da fonti bene attendibili e dunque meritevoli di considerazione.

La prima notizia che è trapelata con insistenza è decisamente significativa e riguarderebbe un faccia a faccia tra lo stesso Cannavale e Ciro Castiglione. In parole povere, l’albergatore si sarebbe trovato giovedì mattina presso l’ufficio del pubblico ministero in Procura, con quest’ultimo che avrebbe evidentemente voluto raccogliere delle informazioni in più rispetto a quelle già in possesso di chi sta svolgendo l’indagine. Ma non è tutto, perché c’è anche chi spiega come lo stesso Castiglione abbia contribuito ulteriormente ad integrare la sua denuncia iniziale, quella sporta nel 2015 dinanzi ai carabinieri nella direzione dell’Hotel Tramonto d’Oro e che peraltro venne già “aggiornata” due settimane dopo la deposizione primaria. Ed allora la domanda che ci si pone è la seguente: che significato può avere questa integrazione? Cosa potrebbe aver omesso inizialmente Castiglione nel suo racconto e soprattutto che valenza può avere per il magistrato? E’ chiaro che dobbiamo pensare che certamente non si tratti di parva materia, perché aggiungere particolari ad un racconto che è stato sviscerato in tutte le salse – e che peraltro è perfettamente a conoscenza dei nostri lettori, visti gli ampi resoconti su questa vicenda fin dalla sua genesi – in un caso del genere e soprattutto in una “fase storica” come quella attuale deve assolutamente significare che l’uomo che con la sua denuncia ha dato il via all’indagine avesse qualcosa di particolarmente importante da rappresentare. Ecco perché, al netto di quelle che saranno state le dichiarazioni rese da Ciro Castiglione a Cannavale, tutto lascia supporre che ci sia ancora qualcosa che bolle in pentola.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close