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Scempio Forestale, i giochi sono fatti

DI FRANCESCO FERRANDINO

NAPOLI. Ieri mattina si è svolta una nuova udienza dibattimentale davanti al Giudice Russo della I Sezione Penale del Tribunale di Napoli, nel procedimento riguardante la Caserma Forestale di Casamicciola. Era prevista l’audizione dei testi dell’accusa, il geometra Francesco Conte e l’architetto Gabriella De Micco, dirigente del Genio Civile della regione Campania, che però non si sono presentati in aula. La seduta tuttavia non è stata infruttuosa, perché le parti hanno concordato un calendario delle prossime udienze tale da arrivare alla conclusione del processo prima che il Giudice Russo, come previsto, a dicembre lasci il suo posto per trasferirsi alla Scuola Superiore di Magistratura: quattro udienze, con regolare cadenza settimanale, previste per i prossimi 10, 17 e 24 novembre, per poi terminare il primo dicembre. Si ripartirà quindi con l’escussione dei testi indicati dal pubblico ministero, Conte e De Micco (oggi, come detto, assenti), oltre a quelli di parte civile, il cui elenco comprende l’ex sindaco di Casamicciola Terme Luigi Mennella, il giudice Albino Ambrosio, ex dirigente della sezione distaccata di Ischia del Tribunale, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, eletto tra le file di Davvero Verdi, e il teste della difesa, Antonio Piro, responsabile del patrimonio presso il Comune di Casamicciola Terme: stando al programma concordato ieri, dovrebbero essere tutti ascoltati nell’udienza del prossimo 10 novembre. Il processo, ricordiamo, riguarda la realizzazione della costruenda Caserma della Guardia Forestale per la quale si rese necessario procedere all’abbattimento di alcuni pini facenti parte della pineta del Bosco della Maddalena realizzato negli anni cinquanta. La complessa vicenda ha origine nei primi anni ’80, quando venne individuata tale area per i lavori, ma assume gli attuali contorni “giudiziari” a partire dal 2009, per un presunto scambio di particelle catastali su cui successivamente furono posti i cantieri. La successione cronologica degli avvenimenti, a voler essere rigorosi, mette a dura prova anche il più attento lettore. Il Provveditorato alle opere pubbliche della Campania richiese la disponibilità di alcune centinaia di metri quadrati di pineta al comune di Casamicciola per la realizzazione della caserma della Forestale. Il comune incaricò un tecnico per individuare la particella da asservire. Venne dato l’ok dalla commissione edilizia e dai Beni Ambientali. Il luogo scelto fu, appunto, la pineta della Maddalena. Data l’autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Casamicciola, la Soprintendenza implicitamente autorizzò l’opera facendo decorrere i termini previsti (60 giorni, quindi per silenzio-assenso) per esprimere il proprio parere, che all’epoca era solo di legittimità, non di merito.  Tra l’altro, il decreto paesaggistico seguiva una strada parallela rispetto alla conferenza dei servizi (voluta dal Provveditorato alle opere pubbliche). L’Assopini di Ischia, la Cogivas e i Verdi della Campania intervennero in favore della pineta della Maddalena, rendendo il caso di rilievo nazionale, spingendo la Guardia di Finanza a indagare: successivamente venne disposto il sequestro del cantiere. L’’impresa costruttrice inoltrò immediatamente ricorso al Tar. Nonostante l’esito tutt’altro che chiaro dinanzi al Tribunale Amministrativo regionale, la Procura della Repubblica dissequestrò il cantiere, facendo riprendere i lavori. L’amministrazione comunale dispose accertamenti tecnici ed emise una ordinanza di sospensione dei lavori. In seguito sul caso per la prima volta intervenne la Soprintendenza che dichiarò i lavori illegittimi. Il resto è storia recente, con i rinvii a giudizio dell’estate 2014 che hanno interessato tra gli altri anche l’ex sindaco di Casamicciola Giosi Ferrandino e l’ex responsabile dell’UTC Silvano Arcamone. Il magistrato, come testimoniato dalle prossime date d’udienza sopra segnalate, intende procedere celermente per arrivare alla conclusione del processo, allo scopo di scongiurare che esso venga trasferito ad altro giudicante, stante il suo prossimo trasferimento.

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