CULTURA & SOCIETA'

Scendono in campo le aziende agricole: così i conigli da fosso sull’isola potrebbero tornare…

I conigli di fosso sono spariti o di essi se ne conta una minima percentuale, solo per soddisfare un residuo sentimento di nostalgia. Le fiabe sui conigli della scrittrice londinese Beastrix Potter

Un tempo nell’entroterra dell’sola gli agricoltori scavavano dei fossi nel proprio terreno, di circa 2 metri di profondità, dove riponevano le erbe ricavate dalla pulizia dei campi. In questi fossi venivano poi collocati i conigli che, come loro abitudine, scavavano subito delle tane laterali per andare a nascondersi. Ciò succedeva a Fontana, al Ciglio, a Panza, a Campotese nelle chianole a Barano, a Piano Liguori, al Ciliento di Ischia, a Campagnano ed in altre parti del territorio isolano che ad elencarle, non basterebbe l’intero giornale. Questo per significare che la pratica del fosso per i conigli in tutta l’isola agreste era notevolmente diffusa. Questo è il passato. Il presente invece ci porta ad una realtà ben diversa: i conigli di fosso sono spariti o di essi se ne conta una minima percentuale, solo per soddisfare un residuo sentimento di nostalgia che alberga ancora nel cuore di qualche contadino ancora tale in circolazione. E c’è anche un tentativo, come annotiamo più avanti, da parte di un’associazione locale di rilanciare i conigli di fosso o i fossi per conigli, che poi è la stessa cosa. Però, se non dovesse succedere niente, il non poter contare su conigli da fosso come per il passato, è un peccato perchè mantenere la tradizione, avrebbe fatto sicuramente più turismo credibile e non soltanto a scopo dimostrativo, come purtroppo per certi casi avviene oggi, con la forzata ostentazione invece di un solo fosso improvvisato con un solo coniglio in attesa di essere “preso” per il…tegame, a prezzo per altro anche salato. Al turista, desideroso di mangiare la specialità dell’isola va bene anche così. L’esperienza di andare per fossi di coniglio come si fa per le cantine, per vivere e godere del fascino naturale dell’escursione campestre, al momento non rientra più nei programmi di chi organizza gite per turisti nelle nostre campagne. Va detto, ed a fronte di quanto abbiamo lamentato sopra, che a tutto ciò di recente si è registrata una significativa reazione. Infatti per non perdere queste tradizioni e valorizzare la produzione esistente dei coniogli Ischitani, è stata costituita un’associazione pro conigli (Ischia Rabbit – O.N.L.U.S.). L’associazione raccoglie quindi una trentina di allevatori impegnati nel recupero di questo prodotto tradizionale. Scopo dell’Associazione è anche quello di recuperare la razza originaria di conigli d’Ischia che giustamente è considerata fondamentale per la valorizzazione del prodotto.

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