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Schede nel cassetto, bufera e tante zone d’ombra a Procida

Il caso della sezione 10 ha fortemente condizionato la domenica elettorale sull’isola di Arturo. Nottetempo sono intervenuti i carabinieri con la presidente Giovanna Muro che rassegna le dimissioni. E sui social volano accuse, ma restano tanti dubbi: vi spieghiamo perché

Partiamo da un presupposto. Per fare chiarezza ci sono le forze dell’ordine, e nello specifico i carabinieri della Stazione di Procida e della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Angelo Pio Mitrione. Ma i fatti accaduti nella tarda serata di sabato e che – inevitabilmente – hanno finito col condizionare (dal punto di vista della cronaca ma anche della sempre più diffusa comunicazione social) la domenica elettorale sull’isola di Arturo, non possono essere raccontati e “licenziati” con superficialità ma necessitano di una serie di approfondimenti e riflessioni accurate proprio per cercare di avere un quadro della situazione quanto più ampio ed esaustivo possibile.

Ed allora partiamo da quello che potrebbe, o meglio vorrebbe, essere il succo della notizia. In un seggio elettorale del plesso scolastico Flavio Gioia sono state rinvenute chiuse in un cassetto alcune schede elettorali. Quanto basta per far scattare l’indagine dei carabinieri, con i militari dell’Arma che hanno raccolto una serie di testimonianze in caserma. La vicenda, che va avanti fino a tarda notte, si chiude con la presidente della sezione, Giovanna Muro (sorella del candidato sindaco Luigi Muro) a rassegnare le dimissioni dal suo incarico per motivi di opportunità col primo cittadino Dino Ambrosino che nottetempo nomina un sostituto. Il quale deve avere il tempo tecnico per accendere i motori e questo fa sì che il seggio apra i battenti ai cittadini elettori con circa un’ora di ritardo. Poi le operazioni, che proseguiranno anche oggi dalle 7 alle 15, proseguono ininterrottamente senza intoppo alcuno.

Ma è chiaro che, in una campagna elettorale così infuocata, almeno sui social il silenzio va a farsi benedire, per usare un’espressione benevola. Prima parte la cosiddetta informazione di regime, poi a ruota arrivano le bombe social. Dino Ambrosino sui suoi canali social ricorderà che “a Procida il seggio numero 10 ha iniziato le attività elettorali con due ore di ritardo. Il nuovo Presidente, che ho contattato e nominato alle 2.46, si è potuto insediare poco dopo le 8.00, nonostante fosse presente già all’orario stabilito. Prima di riprendere le operazioni, il Presidente ha atteso che i carabinieri facessero ulteriori rilievi presso il seggio, per raccogliere altri elementi in merito alle contestazioni della sera precedente. Alcuni scrutatori avevano infatti denunciato nella giornata di ieri che un certo numero di schede elettorali erano state messe da parte dalla Presidente, senza registrare a verbale questa operazione né condividere l’iniziativa con gli altri componenti. Per tutta la serata e fino alla notte, i componenti del seggio numero 10 sono stati sentiti più volte dai carabinieri”.

Nel frattempo aveva già risposto in maniera sdegnata la lista “Procida per tutti”, che sempre attraverso i profili facebook aveva spiegato: “Ancora infamità e bugie: stanno diffondendo la notizia della rimozione di un Presidente di seggio per presunte irregolarità. La notizia va precisata: 1) Non vi e’ stata alcuna rimozione, ma le dimissioni volontarie del Presidente di seggio per garantire la serenità del voto (vedi lettera allegata); 2) non e’ stata comunicata alcuna incompatibilità; 3) non vi è stata alcuna sottrazione di schede elettorali, ma una denuncia di una tifosa della Procida che vorrei. Parliamo di schede bianche, inutilizzabili al fine di qualsiasi eventuale (e in questo caso inesistente) irregolarità. In seguito alla denuncia è normale che ci sia un accertamento, ma la giornata elettorale si sta regolarmente svolgendo a riprova della cattiveria della notizia e del solito attacco alla persona di Luigi Muro. Che tristezza, che dolore, vedere tanto livore e falsa informazione. Ma noi siamo sereni”.

Raccolta da sana “par condicio” le versioni di ambedue le compagni in campo, passiamo a qualche approfondimento, di quelli che a nostro modesto avviso sono mancati in una fase iniziale (o meglio, per l’intera giornata di ieri) e che in ogni caso non crediamo siano affatto irrilevanti, tutt’altro. Secondo quanto si apprende, infatti, a segnalare ai militari dell’Arma quella che resta allo stato una presunta irregolarità sarebbe stata una rappresentante della lista “Procida che vorrei”, che sostiene la candidatura a sindaco di Dino Ambrosino. Ma c’è un dettaglio, poco prima la stessa era stata inserita tra gli scrutatori della sezione presieduta da Giovanna Muro per l’assenza di uno dei soggetti deputati a farne parte. Alcune indiscrezioni, dunque, riferiscono che la donna avrebbe assistito a tutte le operazioni preliminari, compreso alla sistemazione delle schede incriminate non timbrate in un cassetto lasciando il plesso scolastico ubicato in via Flavio Gioia insieme ai suoi compagni di lavoro.

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Soltanto successivamente, all’uscita, avrebbe riferito la presunta anomalia ad un carabiniere: inevitabile, a quel punto, l’apertura di un’inchiesta che ha poi indotto la signora Muro a rinunciare alla carica di presidente del seggio per motivi di opportunità. Una scelta, questa, che la stessa presidente ha motivato in una lettera con l’esclusiva necessità di dare “serenità al voto”. Insomma, sulla vicenda, come appare chiaro, ci sono ancora diversi punti da chiarire. E tante, troppe zone d’ombra. Con un interrogativo su tutti: le schede sono in ogni caso rimaste all’interno della sezione, dunque in zona di pertinenza a termini di regolamento, e quello che appare davvero difficile (se non impossibile) comprendere è come avrebbero potuto essere utilizzate in maniera fraudolenta per tutta una serie di motivi, in primis la presenza nel seggio di un nutrito gruppo di lavoro. Ecco perché l’impressione è che questa vicenda ha ancora tanto da raccontare. Ma tra mille incognite, esiste una sola certezza: non è dato sapere se i carabinieri abbiano tra le mani elementi in grado di poter portare alla contestazioni di ipotesi di reato a carico di qualcuno, ma nell’ottica di non creare turbative al momento elettorale difficilmente si muoverà qualcosa prima della conclusione dello spoglio. E di una due giorni elettorale che in ogni caso – e questo va sottolineato con forza – non ha subito alcun rallentamento o condizionamento di sorta.

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