CRONACA

Schiaffo ai terremotati, Montecitorio snobba il Decreto Sisma

6 deputati su 630 a discutere di Decreto Sisma lo scorso 25 novembre. L’aula semivuota fa decisamente riflettere… e scatena le polemiche.

Il lunedì, si sa, è un giorno in cui regna la svogliatezza. La voglia di lavorare non ai livelli più alti della settimana, ma ci si deve adattare alle regole del lavoro e sottostare alla dura regola del lavoro. A meno che non si è in Parlamento a discutere di aspetti delicati per la comunità italiana. Purtroppo è proprio ciò che è capitato il 25 novembre nel cuore di Roma. Gli scranni di Montecitorio erano semivuoti, fatta eccezione per appena 6 presenze. Così pochi che è semplice fare l’appello e contare i parlamentari che al netto degli impegni e le missioni hanno deciso di rimanere in aula a discutere di Decreto Sisma. Erano presenti Fregolent (Italia Viva), Baldelli (Forza Italia), Terzoni (5 Stelle), Trancassini (Fdl) e i dem Sensi e Pezzopane. Assenti in 624 e i terremotati ringraziano.

Alle 10.30 a Montecitorio si discute di “disposizioni urgenti” per “l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”. L’argomento è delicato. Negli ultimi anni i terremoti che hanno portato morte e distruzione in Italia non si contano. C’è da sistemare le conseguenze nefaste dei sisma in Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio e naturalmente anche quello di Ischia. Le cui macerie, sofferenze e attese sono ancora sotto gli occhi di tutti. Le migliaia di sfollati e i feriti che sono ancora atterriti al ricordo di quegli interminabili secondi che hanno cambiato le loro vite aspettano che i lavori in Parlamento vadano avanti, in fretta. Eppure per buona parte dei parlamentari il decreto sisma non è stato un valido richiamo a sedere in parlamento e discuterne. «Il seguito del dibattito – avverte in serata una beffarda nota della Camera – è rinviato ad altra seduta». Si parla dei danni del terremoto e del sostegno ai cittadini colpiti ma è lunedì e tanti onorevoli non sono nemmeno a Roma.

Solo verso mezzogiorno il numero di parlamentari aumenta, si arriva appena a 20. A mezzogiorno è il deputato Sensi che invia su Twitter una foto che documenta il parlamento vuoto. «Non può essere vero!». Eppure quando i parlamentari visitano le zone terremotate o ne parlano in tv sembrano avere un’altra determinazione”. Commenta qualcuno. La rabbia monta. Ma alcuni parlamentari sentitisi chiamati in causa iniziano a smentire quanto raccontato dalle foto diffuse a mezzo twitter. Come fa ad esempio l’onorevole Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla camera dei deputati che interviene sulla polemica riguardo all’assenza di gran parte dei parlamentari nel discutere dei provvedimenti per le zone del terremoto.

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button