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Schilardi a Lacco Ameno, la sala consiliare diventa un’arena

FOTO FRANCO TRANI

In un certo senso l’incontro svoltosi ieri mattina al Municipio di Piazza Santa Restituta ha ricalcato il copione già visto l’ultima volta, nella riunione che a dicembre si tenne sempre nella sala consiliare del Comune di Lacco Ameno. Il commissario delegato alla ricostruzione Carlo Schilardi ha fornito ripetute e ampie rassicurazioni agli operatori economici e ai cittadini, ma diverse sono state le contestazioni, anche veementi, soprattutto da parte degli albergatori costretti a vedere totalmente bloccata la propria attività a causa degli elevati danni patiti nella notte del terremoto del 21 agosto 2017.

Il commissario è arrivato sull’isola dirigendosi dapprima a Casamicciola, sui luoghi maggiormente colpiti dal sisma, per poi spostarsi a Lacco Ameno dove, in compagnia di Don Emanuel Monte, delegato della Curia, e dei rappresentanti della Soprintendenza, ha compiuto un’ispezione degli scavi di Santa Restituta, definendoli “stupendi”, in vista dei lavori di messa in sicurezza che interesseranno anche la staticità dell’adiacente Municipio: la cantierizzazione delle opere dovrebbe iniziare a stretto giro. Al termine del sopralluogo si è svolta una riunione nell’ufficio del sindaco. Ma il momento centrale della mattinata è stato l’incontro nella sala consiliare con gli operatori economici e rappresentati di categoria per dibattere delle questioni relative all’applicazione dell’ordinanza commissariale per i contributi alle imprese. Numerosi imprenditori del settore turistico-alberghiero e commerciale dell’isola, ma anche diversi professionisti, tra ingegneri, architetti e commercialisti, hanno partecipato alla riunione aperta al pubblico, dove il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale è stato affiancato dai colleghi di Casamicciola e Forio e ha accolto i presenti spiegando che la conclusione della fase d’emergenza non deve allarmare i cittadini, in quanto l’assistenza continuerà ad essere garantita.

PARLA IL COMMISSARIO

Il commissario ha poi preso la parola compiendo una breve panoramica della situazione: innanzitutto ha spiegato che la microzonazione del territorio sta procedendo, ribadendone l’importanza in ottica-ricostruzione, visto che quest’ultima passa necessariamente dall’evasione delle istanze di sanatoria. In seconda battuta ha dichiarato che finora poche domande sono state inoltrate ai sensi dell’ordinanza per i danni lievi: una circostanza piuttosto sorprendente che Schilardi ha motivato con gli interrogativi circa i costi da sostenere anticipatamente e le procedure successive, che probabilmente hanno frenato numerosi cittadini. Infine ha approfondito l’ordinanza a favore delle attività produttive. «Non soffermatevi sulla presunta insufficienza degli stanziamenti. Chi ha diritto, riceverà sicuramente il contributo. La struttura commissariale vi contatterà in tempo reale se la richiesta necessita di ulteriori dettagli». Schilardi ha inoltre ribadito che sono in arrivo altri dieci milioni di euro, stavolta destinati soltanto ai tre Comuni del Cratere, oltre a sintetizzare la situazione degli edifici scolastici e i relativi stanziamenti del Miur, l’approntamento delle squadre per i rilievi sullo stato di dissesto idrogeologico, e le anticipazioni per far sì che i Comuni procedano sollecitamente alle assunzioni “sismiche”, relative cioè al personale chiamato a far fronte alle incombenze post-sisma. «La nostra struttura è già all’opera da mesi – ha spiegato Schilardi – e lo scopo primario resta quello di farvi tornare nelle vostre case».   Una precisazione che ha poi infiammato il dibattito in sala è stata quella relativa alle aziende che già non erano in attività al momento del sisma, e che quindi non potrebbero dimostrare un calo nei fatturati, e quelle la cui attività è stata completamente sospesa proprio dai danni sismici. In questo caso, ha spiegato Schilardi, i titolari dovranno attendere e fare domanda ai sensi dell’apposita futura ordinanza per la ricostruzione: un dettaglio che ha iniziato a mettere in subbuglio il numeroso pubblico in sala.

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È poi cominciata la serie di domande e osservazioni da parte dei presenti. Un architetto ha espresso la necessità di ottenere la presenza di un interlocutore della struttura commissariale sull’isola, per risolvere ogni interrogativo sui molteplici aspetti burocratici. Schilardi si è detto immediatamente disponibile affinché avvenga  tale dialogo, predisponendo da subito un apposito corso di formazione per i neo-assunti presso i tre Comuni, cosa che agevolerà il dialogo coi tecnici che assistono cittadini e imprese.

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L’INTERVENTO DELL’INGEGNER MARIO RISPOLI

Un intervento che ha riscosso grande consenso è stato quello dell’ingegner Mario Rispoli, relativo soprattutto al contenuto della quinta ordinanza. Il sisma,  ha spiegato Rispoli, ha provocato una migrazione      dei cittadini colpiti verso altre località dell’isola, facendo lievitare gli affitti in queste zone. Inoltre alcuni sono accolti in albergo, dove le tariffe praticate per sfollati sono persino superiori a quelle praticate con la politica low cost  nei confronti dei turisti. In tal modo il beneficio ricavato dagli alberghi è paradossalmente superiore a quello che potevano ottenere ospitando i turisti stessi.  Soprattutto, Rispoli ha dichiarato che la comunità si sarebbe aspettata un aiuto innanzitutto per coloro che hanno dovuto abbandonare del tutto le proprie attività produttive, che sono quelle più danneggiate dal sisma, gente che ha dovuto lasciare non soltanto la propria abitazione, ma anche la propria fonte di reddito. Secondo l’ingegnere, sarebbe stato meglio far riferimento al numero delle presenze, cioè dei posti letto occupati. Fra l’altro, gli sfollati compiono i loro acquisti nei comuni dove abitano, aumentando il fatturato degli esercizi commerciali del posto. Per Rispoli è quindi errato far riferimento al numero degli abitanti nell’ordinanza, in quanto sostanzialmente il sisma ha colpito Casamicciola,  Lacco Ameno e  Forio. E in ottica di ripresa è necessario recuperare l’immagine del posto, soprattutto di Casamicciola,  con un adeguato piano di promozione, e non solo di ricostruzione. Le parole dell’ingegner Rispoli sono state lungamente applaudite, mentre l’albergatore Mario Romano ha lanciato una prima accusa: «Noi sfollati siamo stati trattati come lebbrosi dagli altri Comuni».

Schilardi ha ribadito che non esiste un problema di tipo finanziario: i primi cinque milioni furono previsti per l’intera isola dal decreto legge, a causa del danno, anche d’immagine, riverberatosi su tutto il territorio, e sottolineando che i prossimi dieci milioni andranno soltanto ed esclusivamente al Cratere. Secondo il Commissario, rispetto ad altri provvedimenti analoghi il decreto-Ischia è “flessibile” al punto che il suo raggio d’azione sarebbe persino ampliabile o modificabile.

L’AMAREZZA DI LONGOBARDI E L’ATTACCO DI MARIO ROMANO

A questo punto è intervenuto l’imprenditore Antonio Longobardi, titolare dell’Hotel Grazia: «Ho profonda delusione e amarezza. Il mio albergo è chiuso, 60 dipendenti sono senza lavoro. La priorità dovrebbe andare alle aziende chiuse, non ad altri. Noi e le imprese nel nostro stesso stato abbiamo costi d’impresa congelati al 21 agosto», ha dichiarato Longobardi, precisando che il decreto-Ischia dovrebbe essere definito come un provvedimento di condono, non di ricostruzione.

Il Commissario ha avuto appena il tempo per abbozzare una risposta, perché Mario Romano si è letteralmente scagliato contro l’interpretazione proposta dall’ex prefetto: «Com’è possibile dare finanziamenti a chi ci ha trattato da lebbrosi? Nelle nostre condizioni non possiamo più attendere! Abbiamo fatto immensi sacrifici da cinquant’anni per pagare sempre le tasse», ha urlato l’albergatore, non sopportando l’idea di vedersi posposto nell’ordine di priorità per la distribuzione dei contributi. Lo scontro dialettico tra i due è stato appena placato dall’intervento di Pascale, il quale ha spiegato che le specifiche rimostranze di Longobardi  e Romano potranno essere adeguatamente trattate in separata sede coi componenti della struttura commissariale, i quali sono pronti a dialogare coi commercialisti delle loro imprese.

INTERROGATIVI E PROPOSTE

Claudio Cigliano della Confcommercio ha proposto l’istituzione di una “zona franca” urbana per tutelare i commercianti delle zone e delle strade attualmente meno frequentate, per salvarli dalla chiusura: ipotesi che il Commissario ha promesso di approfondire.
Anche il sindaco di Forio Francesco Del Deo è intervenuto  a supporto del commissario: «Quella attuale è un’ordinanza iniziale per rimettere in moto l’economia, ma ci saranno numerosi passi successivi, anche grazie ai suggerimenti che i cittadini stanno dando: il Commissario ha dimostrato di essere sempre pronto a rispondere a tutti. Cerchiamo di mantenere un clima di collaborazione».

L’assessore Di Meglio del Comune di Serrara Fontana e altri professionisti sono intervenuti su questioni relative agli aspetti più tecnici dell’ordinanza, riguardanti anche eventuali aumenti dei limiti per i contributi e le agevolazioni d’imposta. Anche in questo caso Schilardi si è detto pronto a recepire le osservazioni per farle proprie.
Il vicesindaco di Ischia Gigi Di Vaia ha voluto indirettamente rispondere alle accuse volate in aula, rivendicando l’atteggiamento responsabile del Comune di Ischia che non chiese lo stato di emergenza: «Eppure anche noi abbiamo avuto danni seri: numerose attività commerciali hanno chiuso».

L’ultimo intervento è stato quello del sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna: «È errato dire che Casamicciola abbia avuto la peggio dall’ordinanza numero cinque, perché non è vero. Per la prossima ordinanza, quella che riguarderà solo i comuni del Cratere, auspico un incontro preliminare, come quelli che finora ci sono sempre stati, ma che coinvolga anche le varie categorie, in modo da scriverla insieme, e non avere ulteriori dubbi».  Mentre l’assemblea terminava, e il Commissario si apprestava a riguadagnare la terraferma dirigendosi al porto, altri dubbi sono stati espressi dai cittadini, come quelli di coloro che, avendo un’abitazione in zona rossa, si domandano se sia conveniente investire cifre onerose per sostenere l’istanza di condono, col rischio di vederla poi vanificata in un momento successivo. Ma a questa e ad altre domande il sindaco di Lacco Ameno ha ribadito che si potrà dare una risposta soprattutto nel dialogo coi componenti della struttura commissariale.

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