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Schilardi: «Basta con l’assistenzialismo, via alla ricostruzione»

Il commissario ribadisce l’inattuabilità di una proroga per l’accoglienza alberghiera: «Impossibile disattendere una legge erogando somme senza una copertura normativa».

Sta per finire l’assistenza alberghiera agli sfollati in seguito al sisma del 21 agosto 2017. La maggior parte di essi potrà usufruire del Contributo di autonoma sistemazione (Cas). Come si ricorderà, il Comune di Casamicciola tramite il sindaco Castagna aveva lanciato l’ipotesi di una concentrazione degli ultimi nuclei familiari sparsi in diverse strutture, per collocarle all’interno di un paio di hotel, che potrebbero continuare a ospitarli in cambio del Cas. Molti avevano ipotizzato una possibile ulteriore proroga per la sistemazione alberghiera, vista la sopravvenuta emergenza pandemica da Covid19, ma tale evenienza è impossibile: non è consentito stabilire proroghe amministrative alla normativa legislativa che aveva fissato la fine di questo mese come limite ultimo all’assistenza. Un prolungamento di qualche giorno potrà essere stabilito dal Governo per determinate categorie di persone. «Si tratta di circa settanta nuclei familiari – ci ha spiegato il Commissario alla ricostruzione, il prefetto Carlo Schilardi – di cui circa cinquanta usufruiranno del Cas, con il quale potranno anche concordare, tramite l’aiuto dei sindaci, di usarlo per pagare l’albergo e restare nella struttura che li ha sin qui ospitati. Non credo che gli alberghi rifiutino l’idea, di fronte alla prospettiva di tenere la struttura vuota, viste le prospettive di breve periodo con le conseguenze della pandemia. Del resto la disposizione legislativa risale a ottobre, io non ho i poteri per stabilire deroghe, e per tre volte abbiamo fatto presente alle amministrazioni che ad aprile il termine non sarebbe stato dilazionato».

Il Commissario è anzi ancora più esplicito: «Più volte abbiamo dovuto rispondere ai soliti “dilatori”, agli sponsor dell’assistenzialismo che di fatto remano contro la ricostruzione: fortunatamente adesso della cosa ci si è resi conto a tutti i livelli». La proroga auspicata, va ribadito, è inattuabile: «Come si può pensare di disattendere una legge? Erogare importi e somme senza che vi sia una copertura normativa? Andremmo tutti in galera. Tuttavia si tratta di un problema di scarsa portata: su oltre duemila persona che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione, parliamo di cinquanta nuclei familiari che comunque continueranno a percepirlo. E si tratta di persone che percepiscono anche pensioni, accompagnamenti e altri sussidi. Dunque lo Stato non si è affatto dimenticato di loro. D’altronde non esiste in Italia un ultrasessantacinquenne sprovvisto delle adeguate provvidenze». Su questo punto, il Commissario ci tiene a ribadire che lo scopo dello Stato è quello di ricostruire, non di fare assistenzialismo eterno: «Ci sono già stati tre anni di assistenzialismo alberghiero, che continuerà con quello di carattere socio-assistenziale. A fronte di questo, cominciamo ad avere risultati: attualmente abbiamo concluso dodici pratiche per il contributo di ricostruzione in base alle relative ordinanze. Le persone che ne hanno beneficiato hanno percepito o percepiranno somme che variano tra i 50mila e i 120mila euro. Si tenga conto che le amministrazioni hanno, alcune in istruttoria, altre già definite, qualcosa come 150 pratiche di sanatoria: significa che tanti cantieri ripartiranno. La battaglia che va fatta da tutte le forze politiche locali, maggioranze e opposizioni, è quella tesa a ottenere la modifica della norma che prevede che per le parti in ampliamento degli immobili sanati non è previsto contributo.

Parliamo di qualcosa che riguarda non soltanto un migliaio di casi, ma anche il benessere futuro dell’isola, perché in un momento in cui il turismo locale è in enorme difficoltà, avere alcune centinaia di cantieri aperti in estate o in autunno potrebbe comunque essere molto positivo per l’economia locale». Il punto focale, secondo il commissario, è uno: «Le leggi dello Stato dopo un evento sismico hanno due finalità: una assistenziale, ed è quella più immediata, l’altra di ricostruzione. Se ci adagiamo sull’assistenza, non ricostruiremo mai. È un atteggiamento che in passato ha distrutto l’economia del sud. L’assistenza deve esserci, però poi in una certa misura bisogna anche rimboccarsi le maniche, ed entrare in una logica costruttiva. Del resto – prosegue Schilardi – anche la fase di ricostruzione post-pandemia non sarà mica uno scherzo: richiederà una grandissima volontà di lavorare. Ecco, è dunque fondamentale la collaborazione reciproca: se qualcuno, per mera conflittualità politica, si metterà a remare contro, quello che al momento è un problema di cinquanta famiglie potrebbe diventare il problema di milioni di famiglie». Il commissario ha poi preannunciato due nuovi provvedimenti: «Si tratta dell’ordinanza n.5 bis e della n.13 bis. Stiamo ricalcolando il contributo per gli albergatori: su 120 alberghi (non pochi) concentrati per la massima parte a Casamicciola, avranno immediatamente un aumento del 20%, mentre è stato portato al 60% anziché al 30% il beneficio per la perdita di fatturato, quindi a saldo riceveranno infine un aumento del contributo da calcolare in media nel 40%. Si tratta di un aiuto che in piena emergenza da coronavirus abbiamo accordato agli alberghi coinvolti nel terremoto».

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Cirta

Ahahahah, senti chi parla. Ma non si rende conto questo signore che a 72 anni suonati sta ancora attaccato tenacemente alla mammella di mamma Stato? Se ne andasse a Lecce a riposare e a godersi tutto ciò che ha succhiato allo Stato, ossia agli italiani, e lasciasse il compito della ricostruzione a chi ne sa più di lui. Qui non serve un ragioniere che controlla il conto della lavandaia e che non ha alcun interesse se non quello di tenere a controllo la spesa. Tornatene a Lecce.

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