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Schilardi: «Il terzo condono? Era tra gli appunti per redigere il decreto Ischia»

La possibilità che l’isola d’Ischia possa usufruire di norme che agevolino il ‘terzo condono’ sembrerebbe qualcosa di più di un boato. Forse quello che non è stato fatto quando il terzo condono edilizio è stato applicato in tutta Italia ma non in Campania per la opposizione allora dell’esecutivo regionale a guida Antonio Bassolino, si potrebbe fare con norme ad hoc inserite nel del decreto terremoto per Ischia. Non c’è nulla di ufficiale. Occorre aspettare il decreto. Il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, Lacco Ameno, Giacomo Pascale, e di Forio, Francesco del Deo, l’avevano chiesto a gran voce al Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione Carlo Schilardi ed al Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli. Il testo definitivo del decreto, al momento, non è ancora disponibile. Per avere delucidazioni e spiegazioni sullo stato dell’arte della situazione, andiamo direttamente alla fonte: il prefetto Carlo Schilardi.

 

Eccellenza, allora questo decreto Ischia a che punto siamo? Quando sarà approvato? Sappiamo qualcosa sul testo definitivo?

«Può sembrare strano, ma nemmeno io lo conosco. Sono un servitore dello Stato e non un politico. E da uomo delle Istituzioni, rispettando appieno il mio ruolo, ho fornito dei suggerimenti e degli elementi a chi materialmente ha scritto il testo normativo. Non partecipo al Consiglio dei Ministri né ai pre-consigli. Il testo definitivo, quindi, non lo conosco. Aspettiamo ancora qualche giorno».

 

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Ma tutti vogliono sapere quando sarà approvato questo benedetto decreto, cosa prevede, se è vero che ci saranno le norme del condono mai attuato in Campania. Ci fornisca qualche dettaglio, per favore.

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«Penso che la stampa ed i sindaci ne sappiano più di me. Appena avrò il testo definitivo dirò la mia. Ciò non toglie che opererò insieme alla mia struttura con gli strumenti che mi saranno forniti. Fin quando non vedrò il testo definitivo del decreto è prematuro parlarne. Non comprendo, però, la curiosità di molti di conoscere subito il testo, ma comprendo l’utilità che sia fatto bene. Aspettiamo ancora qualche giorno e lo vedremo nella sua realtà. Ma mi consenta un’osservazione…»

 

Prego

«Non metterei fretta a chi sta lavorando. È passato più di un anno dal terremoto del 21 agosto 2017, durante il quale è stata seguita solo la fase emergenziale. Adesso se passa qualche giorno in più per avere il decreto definitivo non credo che possa essere un dramma. Il fatto che questo Governo abbia accolto il nostro testo e poi abbia proceduto a delle modifiche, ciò indica che c’è tanta buona volontà di fare le cose con criterio.  Non dimentichiamo che sull’isola è venuto il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed il suo vice Luigi Di Maio per toccare con mano la realtà. Per capire realmente cosa c’è da fare e da dove partire».

 

E sul terzo condono, che cosa ci dice?

«Il terzo condono esiste e non possiamo ignorarlo. Per questo io ed il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, lo abbiamo inserito tra gli appunti che abbiamo consegnato per redigere il ‘Decreto Ischia’. Al momento, però, come ho già detto, non conosco la stesura finale del decreto. Non sappiamo se la legge 326/2003 sul cosiddetto “terzo condono” sia stata recepita inserendo letteralmente lo stesso testo originario proposto, anche se riferito solo agli immobili danneggiati o crollati, o meno. Parliamone appena leggiamo il testo definitivo».

 

La struttura commissariale per la ricostruzione da lei guidata è già operativa?

«Certamente. Non dimentichiamo che il mio decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 9 agosto. Malgrado il mese più caldo dell’anno siamo riusciti a mettere in piedi la struttura del commissario straordinario per la ricostruzione, simile ad altre strutture emergenziali come quella dei rifiuti, ad esempio. Adesso con l’assegnazione di funzionari del Ministero, della Regione e el Dipartimento della Protezione Civile, oltre la struttura, intesa come sede fisica, ho anche dei collaboratori con i quali lavorare. Siamo operativi. L’importante è lavorare bene, con serenità e con una comunione di intenti. In questo modo raggiungeremo tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati per la nostra amata Ischia».

 

Cosa succederà appena ci sarà il testo definitivo del Decreto Ischia?

«Con questo decreto si vuole fornire gli amministratori ischitani uno strumento normativo idoneo per affrontare correttamente la situazione che si è venuta a creare dopo il sisma dello scorso anno. Abbiamo un obiettivo comune: lavorare tutti in concorso e fare in modo che sia emanato un decreto che possa mettere tutti d’accordo. Se c’è l’accordo e la buona volontà di tutti, sono fiducioso sui risultati positivi da raggiungere. Se invece arriviamo a delle imposizioni, è difficile centrare gli obiettivi che ci siamo prefissati. E poi non dimentichiamo una cosa».

 

Cosa?

«Qualora il decreto Ischia da solo non dovesse bastare possiamo sempre chiedere degli strumenti suppletivi. Non dimentichiamo che ciò è successo anche in altre emergenze, come per il terremoto del Centro Italia. A dicembre, ad esempio, c’è la legge di stabilità ed anche in quella sede potremo chiedere al Governo di tenere alta l’attenzione su Ischia».

Amen.

Francesco Pagano

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