CRONACA

Scia di liquami a Cava, giornata nera a Forio

Una lingua di materiale non identificato ma “sospetto” ha reso complicato il venerdì per chi frequenta l’arenile che tanto piace ai giovani

Una lunga e insidiosa lingua di materiale non identificato, dall’aspetto non proprio salubre o cristallino, si estende lentamente sul mare che bagna la spiaggia di Cava. Dall’altura che sovrasta una delle spiagge più selvagge dell’isola il colpo d’occhio è inequivocabile: al centro della baia, diretto verso il mare aperto si vede bene il netto stacco cromatico tra il blu intenso del mare e il bianco che lentamente si estende fino a oscurare la cristallina trasparenza dello specchio di mare frequentato da chi sull’isola è in cerca di un’esperienza rilassante e quanto più in sinergia con la natura.

Buon intento macchiato, letteralmente, da quello che a tutti gli effetti appare come uno scarico di materiale in mare, un assurdo stillicidio nei confronti del turismo ischitano che fa il paio con i numerosi altri episodi denunciati dai bagnanti che evidenziano quanto il mare ischitano sia ancora molto lontano dall’essere completamente pulito, una condizione davvero poco rispettosa per i bagnanti isolani e provenienti dalla terraferma, ma soprattutto un continuo attentato alla bellezza e autenticità dell’area marina protetta Regno di Nettuno che purtroppo continua a essere oggetto di cicatrici immonde di inquinamento che mettono a repentaglio lo status stesso di AMP, rincorso e tanto desiderato dall’isola di Capri.

L’isola d’Ischia è alle prese con i problemi di sempre. La pulizia dei mari che bagnano i litorali isolani rimane una delle priorità da affrontare. Cava assurge nuovamente al “disonore” delle cronache dopo che negli scorsi giorni vi abbiamo parlato della cattiva abitudine a far diventare l’ultima spiaggia dell’isola costellata da ombrelloni e lettini, nonostante non vi siano i permessi per creare dei veri e propri stabilimenti balneari in una delle spiagge più martoriate da polemiche degli ultimi anni.

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