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Sciopero della fame contro la “zona rossa”

Carmelo Amente ha comunicato alle forze dell’ordine ed alle autorità la sua decisione, dopo che le restrizioni imposte dal covid hanno causato anche la chiusura dei parrucchieri. «L’isola ha numeri da area “bianca”, accanirsi contro la nostra categoria è poi assurdo: andrò avanti a oltranza»

Lo contattiamo e la prima domanda è abbastanza scontata: “Come stai?”. La risposta, evidentemente, lo è ancora di più: “Ho vissuto tempi migliori”. Lui è Carmelo Amente, 71 anni, parrucchiere conosciuto ed apprezzato in tutta l’isola. Che da ieri ha detto basta, non con l’attività (a quello ci sta pensando il covid), ma con un modo di gestire l’emergenza pandemia che proprio non riesce più a digerire. Carmelo ha deciso di mettere in atto una forma di protesta forte, iniziando lo sciopero della fame. La comunicazione di un gesto così roboante è stata trasmessa a carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia municipale, prefetto di Napoli, governatore della Campania, presidente del Consiglio e presidente della Repubblica.

sciopero della fame

Amente, rivolgendosi ai suoi interlocutori scrive “che da oggi (ieri per chi legge, ndr) 17 marzo 2021 sarò in sciopero della fame per protesta contro l’ennesimo provvedimento che dichiara la Regione Campania, isole comprese, zona rossa, con tutte le limitazioni che ne conseguono. Preciso di non essere negazionista, ma ritengo che le isole, quale è la mia Ischia, non avendo contagi invasivi proporzionati al numero di abitanti, avrebbero meritato altro e diverso trattamento rispetto al resto del territorio continentale, come a buona ragione è stato richiesto dai sindaci di Ischia e di Forio, rimasti inascoltati. E così, ad oltre un anno dalla dichiarazione dello stato di emergenza, siano al punto di partenza, a causa di uno Stato inefficiente che ha portato tutte le categorie sociali alla fame”.

Il 71enne ischitano non ci sta: “Posso garantire che c’è maggiore sicurezza da noi che non nei supermercati, tanto per fare il più lampante degli esempi. E non parlatemi di ristori, che quando si vedono sono assolutamente insufficienti”

Premesso che ci auguriamo che Carmelo receda dal suo proposito (lo sciopero della fame certo è un qualcosa che nuoce alla salute e quindi è sconsigliato) non possiamo omettere di sottolineare che il parrucchiere ischitano tocca un tasto sul quale ci siamo più volte soffermati nei giorni scorsi: il territorio insulare ha un tasso di contagi da zona bianca eppure ci si ritrova ad essere “rossi” perché le valutazioni si fanno su scala regionale. E, detto per inciso, se anche fossero su scala provinciale nulla cambierebbe dal momento che Napoli pure è messa male.

Ma di questi tempi, col turismo inesistente e con un pendolarismo ridotto ai minimi termini, non c’è dubbio che Ischia e Napoli siano praticamente due mondi agli antipodi. Ma fin qui un dato di fatto non si è concretizzato in nulla di positivo per l’isola e la sua comunità. Che, dopo una stagione turistica come quella 2020 praticamente brevissima, si ritrova ridotta allo stremo, praticamente alla fame. A Il Golfo Carmelo ribadisce che nulla e nessuno fermerà una protesta che “proseguirà a oltranza” e rimarca come la sua attività commerciale sia stata vittima di una vera e propria ingiustizia: “Le nostre attività hanno sempre costituito un antidepressivo, specialmente in questo momento particolare – spiega – i locali poi sempre sicuri, con accessi scaglionati e su appuntamento ed una sanificazione praticamente ossessiva. Posso garantire che c’è maggiore sicurezza da noi che non nei supermercati, tanto per fare il più lampante degli esempi. E non parlatemi di ristori, che quando si vedono sono assolutamente insufficienti”.

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“Le nostre attività hanno sempre costituito un antidepressivo, specialmente in questo momento particolare: i locali poi sempre sicuri, con accessi scaglionati e su appuntamento ed una sanificazione praticamente ossessiva”

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Non manca una frecciata ai giovani (“non lottano più, assistono in maniera abulica e rassegnata al peggio, a tutto quello che succede”) e un appello, quello di accelerare la campagna di vaccinazione sulle isole minori per favorire il turismo e un ritorno alla normalità che allo stato dell’arte sembra davvero lontano. Tanto lontano da essere invisibile all’orizzonte.

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