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“Scivolone” PUC, le verità di Michele Regine: «Frenata improvvisa, avrà il suo peso»

Lunga intervista de Il Golfo al presidente del consiglio comunale di Forio che affronta temi delicati come pandemia, stagione turistica ma guarda anche alle prossime elezioni all’ombra del Torrione. Ma nel mirino non può non finire soprattutto la decisione del Tar sul piano urbanistico comunale

Partiamo dalla stretta attualità. Cosa significa il temporaneo stop arrivato per il PUC e soprattutto da avvocato e consigliere comunale come lo motiva?

«Non ho ancora avuto modo di esaminare a fondo l’ordinanza del Tar, per capire se il provvedimento investa una parte del Piano oppure l’intero Puc. Di certo posso dire che abbiamo immediatamente contattato il legale di fiducia del Comune, il quale a breve relazionerà per iscritto sulla decisione del tribunale. Questo per quanto riguarda l’aspetto tecnico-giuridico. Per quanto riguarda l’aspetto politico è evidente che uno strumento urbanistico come il Puc così a lungo atteso, per il Comune di Forio ma anche per l’intera isola, è chiaro che porta a prolungare la mancanza di uno strumento fondamentale per un’isola turistica, già martoriata in passato dall’abusivismo edilizio e da una serie di norme e bizantinismi burocratici restringenti per quanto riguarda il settore urbanistico».

«Analizzeremo i motivi dell’ordinanza del Tar sul Piano urbanistico comunale. Di certo abbiamo esaminato tutte le istanze prima di adottarlo in quanto consapevoli dell’importanza di tale strumento per il futuro di un territorio che vive di turismo»

Vi aspettavate una possibile decisione del genere, o è stato un fulmine a ciel sereno?

«Naturalmente non avevamo mai avuto l’intenzione di approvare un piano urbanistico comunale “monco”: ci siamo affidati ai tecnici, a partire da quelli preposti agli uffici comunali, affinché istruissero adeguatamente la pratica prima di portarla in giunta e successivamente in Consiglio. Similmente abbiamo dato mandato a tecnici esterni per redigere il piano. Se poi vi siano state problematiche di carattere squisitamente tecnico, legittimamente sollevate da cittadini in qualche modo incisi dal provvedimento, ovviamente il piano va rivisto con le adeguate verifiche, con le dovute conseguenze, compresa la revisione da sottoporre al consiglio comunale».

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Il PUC però, va riconosciuto, non aveva mai convinto la minoranza e il mondo associazionistico. Critiche a suo avviso motivate, condivisibili solo in parte, oppure pretestuose, e perché?

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«Sulla polemica, legittima, sollevata dalla minoranza in consiglio comunale sul fatto che agli atti mancavano determinati provvedimenti, la situazione è stata poi ben chiarita all’interno dello stesso civico consesso dall’architetto Raia e dalla stessa segreteria generale. Va poi detto che le osservazioni sul piano sono state tutte esaminate e affrontate. È evidente che un’interlocuzione con le categorie andava sicuramente fatta, questo è fuori discussione, ciò non toglie che tutte le osservazioni che sono state presentate sono state tutte evase, per quanto mi è stato riferito. Da questo punto di vista quindi non riesco a capire quale possa essere una lamentela specifica, anche perché mi sembra che tali associazioni si siano costituite nel giudizio promosso dai privati, ma senza impugnare autonomamente il piano».

«Il protrarsi di questa pandemia nel tempo sta portando a un aumento generale della sfiducia, ma per carattere io sono ottimista, e auspico per questa stagione una forte ripresa di tutti i comparti, a partire da quello turistico e ricettivo»

Intanto si perde l’intero anno solare, visto che il Tar si pronuncerà nel merito soltanto a fine dicembre

«Questo è il problema. Un’ordinanza cautelare potrebbe teoricamente anticipare un provvedimento di merito, quindi l’amministrazione potrebbe modificare i punti controversi che hanno portato alla sospensione»

Passiamo alla pandemia. Un anno dopo l’economia isolana è in ginocchio. Qual è la percezione che un amministratore pubblico registra in paese?

«Credo che in tutta l’isola si avverta una palese sofferenza, un malessere accentuato dal fatto che moltissimi isolani sono occupati nel settore del turismo. Il protrarsi di questa pandemia nel tempo sta portando a un aumento generale della sfiducia, ma per carattere io sono ottimista, e auspico per questa stagione una forte ripresa di tutti i comparti, a partire da quello turistico e ricettivo. Non voglio nemmeno prendere in considerazione un’eventuale recrudescenza della pandemia sull’isola, e quali sarebbero le conseguenze di tale circostanza».

«A lungo si è parlato di destagionalizzazione senza conseguenze concrete. L’emergenza attuale ci impone adesso di ragionare seriamente su un tema non più rinviabile»

Le vaccinazioni rimetteranno la macchina in moto, ma l’isola non può permettersi un’altra stagione lavorativa breve come quella 2020. È giusto dire che adesso davvero bisogna iniziare a pensare concretamente alla destagionalizzazione dei flussi turistici?

«Guardi, normalmente si dice che dagli eventi sfortunati possono nascere grandi fortune. Da questa calamità, un dato positivo è costituito dal fatto che essa ha sensibilizzato le categorie più importanti, in particolare quelle turistiche ricettive, facendo sì che si riuscisse a capire o quantomeno a credere in una vera e propria destagionalizzazione del turismo isolano. Insomma, è stata smossa quella “tranquillità”, quella sorta di eccessiva sicurezza nel confidare nell’abituale buon esito della stagione: si parlava di destagionalizzazione, c’erano lamentele, ma di fatto nulla veniva posto concretamente in essere. Adesso invece il problema si pone, ed è giunto il momento di ragionarci seriamente».

Intanto a giugno riaprono i Poseidon, può essere interpretato come un chiaro segnale di speranza

«Sì, certo. I giardini Poseidon sono una grande e prestigiosa azienda, ma sull’isola ce ne sono anche molte altre,che meriterebbero di avere la stessa visibilità».

«La didattica a distanza va usata solo in momenti determinati. Io sono favorevole alla riapertura delle scuole, anche per esigenze di socializzazione in alcune fasce di età. Avrei invece limitato le funzioni religiose»

È stato giusto riaprire le scuole e cosa ne pensa dei contagi cagionati dalla presenza dei fedeli nei luoghi di culto: a suo avviso, non andavano limitate anche le celebrazioni religiose?

«Guardi, in linea di massima e in generale sono favorevole alla riapertura delle scuole. La regola dovrebbe essere la didattica in presenza. Chiaramente in situazioni particolari si dà spazio alla didattica a distanza.A differenza di altre attività, la scuola secondo me va frequentata in presenza, specialmente per determinate fasce di età e per esigenze di socializzazione per i minori. Il fatto che la pandemia abbia imposto la didattica a distanza nella fase più seria dell’emergenza, non deve tuttavia significare che essa debba diventare la regola. Per quanto riguarda le celebrazioni religiose, sono perfettamente d’accordo sul fatto che avrebbero dovuto essere limitate».

«Io candidato sindaco? Nella nostra compagine ci sono numerosi elementi dotati della giusta capacità ed esperienza. Se il gruppo dovesse fare il mio nome, darei la mia disponibilità»

Potrebbe sembrare presto, ma è già partita la caccia al dopo Del Deo. E il nome di Michele Regine è sempre quotato da ogni … bookmaker. Certo è una cosa che la lusinga, ma si sente pronto a indossare la fascia tricolore?

«È la prima volta che questa domanda mi viene posta così “a bruciapelo”. Oggi ricoprire la carica di sindaco, a Forio come altrove, comporta un’enorme responsabilità e un impegno molto gravoso che, svolto in maniera adeguata, porta comunque anche diverse soddisfazioni, innanzitutto al paese e ai cittadini, e in secondo luogo anche a chi lo svolge. All’interno dell’attuale amministrazione comunale, le figure che possono a mio avviso svolgere questo delicato incarico ce ne sono. E sono persone di comprovata esperienza, politici navigati, gente che conosce perfettamente il meccanismo amministrativo e l’intera macchina nei suoi vari snodi, in grado di svolgere un quinquennio di amministrazione in continuità con l’attuale. Non voglio apparire troppo di parte, ma sono convinto che con l’amministrazione Del Deo il Comune di Forio negli ultimi anni stia assistendo alla realizzazione di numerose importanti opere, dando concretezza alle promesse elettorale. Mi riferisco a ciò che è sotto gli occhi di tutti, la viabilità, il porto, i vari cantieri finora aperti. È normale che un’amministrazione uscente cerchi la continuità, visto che il lavoro da fare è tanto, soprattutto in un paese come Forio che ha spesso vissuto fasi emergenziali, non ascrivibili a responsabilità particolari. E se all’interno di questa amministrazione, del gruppo di cui faccio parte, dovesse essere fatto il mio nome, sarò ben lieto di dichiararmi disponibile per la prossima campagna elettorale».

«L’amministrazione Del Deo sta dando effettivo seguito alle promesse elettorali, le opere eseguite e quelle intraprese sono sotto gli occhi di tutti. Elogio anche il comportamento della minoranza, che sta facendo un’opposizione quantomeno costruttiva, le cui osservazioni teniamo in considerazione nell’azione amministrativa»

Spesso l’amministrazione è finita nel mirino della minoranza e di parte della critica ma a suo avviso in cosa è da difendere e anzi elogiare l’operato di Del Deo & co. in questi anni al governo di Forio?

«Credo che vada elogiato tutto ciò che è stato concretamente realizzato, e non parlo solo delle opere pubbliche, ma anche di tutto l’alacre lavoro che c’è prima e che c’è dietro queste attività. Molti non conoscono il duro lavoro necessario per arrivare a certi risultati, non frequentando gli uffici comunali, e dunque non possono immaginare l’iter necessario: i bandi a cui partecipare, i progetti da preparare, i fondi regionali a cui candidarsi. Un lavoro davvero lungo e impegnativo. Tra l’altro non posso non elogiare anche la minoranza, che sta portando avanti un’opposizione quantomeno costruttiva: da consigliere posso dire che in consiglio comunale le osservazioni poste dalla minoranza vanno prese in debita considerazione, perché sono proficue per il buon andamento dell’azione amministrativa».

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