Scontro tra parroco e sagrestano, arriva il 118
A Lacco Ameno, si rende necessario l’intervento dei sanitari del Rizzoli. Protagonisti dell’episodio dai contorni ancora in parte da definire don Pasquale Mattera e Francesco Di Meglio

La festa dell’Assunta, a Lacco Ameno, avrebbe dovuto essere il momento più solenne e identitario dell’estate. Invece, la sera del 15 agosto 2026, tra le 20 e le 21, la comunità ha assistito a una scena che ha lasciato molti increduli: un alterco violento tra il parroco Don Pasquale Mattera e Francesco Di Meglio, sbandieratore, sagrestano e “tuttofare” della Congrega, finito a terra e poi trasportato in ambulanza. Dopo il caso delle reliquie ed il vaiggio in nave tra Lacco Ameno e Forio di Santa Restituta, di recente memoria e polemica, è il caso di dire che siamo dinanzia da una questione non nuova. Ma andiamo a raccontare i fatti dei giorni nostri. Secondo quanto ricostruito da più presenti, la discussione, che sarebbe poi finita poi alle mani, sarebbe esplosa sul sagratodella chiesa, pochi minuti prima della messa serale. Il clima era già teso da giorni: caldo estremo, nervi scoperti, frizioni tra clero e volontari, e un ambiente che da tempo vive un equilibrio fragile. Ma nessuno immaginava che si sarebbe arrivati a un contatto fisico.


Francesco, noto per il suo ruolo di “portabandiera” del culto lacchese e per l’impegno costante nelle celebrazioni, avrebbe contestato alcune direttive del parroco, rivendicando-come riferito da più testimoni- il diritto di “ proseguire nel solco delle tradizioni del passato e dei sacerdoti di un tempoDon Pasquale, dal canto suo, avrebbe reagito con durezza, stanco a suo dire, spiegano i testimoni di “essere tirato per la tonaca” e dunque deciso a“non essere trattato come un burattino” e di poter svolgere il proprio ruolo senza imposizioni. Il giovane, invece, secondo quanto riferito ai sanitari del 118, avrebbe detto di essere stato colpito “con due cazzotti allo stomaco” dopo un diverbio acceso. Quando l’ambulanza è arrivata, Francesco era a terra, sdraiato sul sagrato, con un cuscino della Madonna dell’Assunat sotto il capo, con le gambe piegate e il volto provato. Alcuni fedeli hanno raccontato di aver provato pena nel vederlo così, mentre altri cercavano di rinfrescarlo e tenerlo vigile. L’ingresso dei sanitari ha costretto ad aprire un varco tra la folla, incredula e agitata. Trasportato pèreso il vicino ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, il giovane ha lasciato la struttura dopo un breve periodo di osservazione.
Il parroco, intanto, è apparso scosso. Dall’altare, durante l’omelia, ha fatto riferimento a un “incidente”, parlando di “pugno duro” e annunciando che “questo sarà l’inizio di una lunga serie, perché mi sono stancato”. Parole che hanno lasciato la platea interdetta. Subito dopo, Don Pasquale non ha celebrato la messa: si è limitato a distribuire l’Eucaristia, cedendo l’altare a un collega. Il contesto non è nuovo. Don Pasquale Mattera, figura centrale ma spesso discussa, era già stato al centro di polemiche durante la processione via mare di Santa Restituta, quando alcuni fedeli avevano manifestato apertamente insoddisfazione e malumori. Anche in quella occasione, il parroco aveva parlato di “angherie” e della necessità di “comandare lui”.




