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Scooter incendiato, uno degli indagati nega di aver commesso il fatto

Chiede l’archiviazione del caso uno dei tre indagati che negli scorsi giorni, alla presenza del proprio difensore di fiducia, l’avvocato Michelangelo Morgera, è stato interrogato dagli agenti del commissariato di via delle Terme. Il ragazzo, alle domande rivoltegli dagli inquirenti, avrebbe risposto di non aver incendiato il motorino del suo coetaneo e di non riconoscersi affatto nelle immagini che si trovano nel fascicolo d’indagine. Tuttavia, non avrebbe escluso di essere passato per il luogo dove si è consumato il fatto, dal momento che poco più avanti è ubicata l’abitazione di E.D., anch’egli coinvolto in questa faccenda a tinte fosche.

I fatti di cui vi stiamo dando conto si riferiscono all’incendio divampato a Forio alla fine dello scorso mese di settembre, e nel quale erano andati completamente distrutti uno scooter e una bicicletta di proprietà di un diciannovenne foriano. Come puntualmente riferito sulle colonne del nostro quotidiano, qualche giorno fa gli agenti della Polizia di Stato di Ischia hanno identificato e denunciato all’autorità giudiziaria i presunti responsabili: C.F. classe ’97, C.G. classe ’98 e E.D. classe ’58, tutti e tre residenti nel Comune di Forio. La motivazione che si celerebbe dietro l’innesco dell’incendio è quella che lascia maggiormente attoniti: si tratterebbe, infatti, di una violenta ritorsione nei confronti del giovane foriano, “colpevole” di non aver voluto cedere alle richieste dei tre estorsori.

Un affronto inaccettabile per i tre individui, che avrebbero dunque concepito la “spedizione punitiva”, che doveva essere nelle loro intenzioni davvero esemplare, tanto da ricondurre il “ribelle” all’obbedienza. Modalità che ricordano molto da vicino quelle della malavita organizzata delle grandi città del Belpaese, e che si credono estranee alle nostre apparentemente tranquille strade. L’identificazione è stata immediatamente seguita da una serie di perquisizioni delegate disposte dalla Procura della Repubblica di Napoli, durante le quali sono state rinvenute fonti di prova a sostegno dell’ipotesi investigativa.

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