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CRONACA

Scuola al via, ma i problemi non mancano

Nonostante siano mesi che l’argomento sia al centro del dibattito politico, ancora tante le questioni da risolvere per l’inizio dell’anno scolastico

Al suono della campanella che ha dato il segnale d’inizio delle lezioni, la scuola italiana sembra ancora alle prese con una serie di questioni da risolvere. Errori di impostazione del sistema telematico, lacune pregresse delle GPS, software non testato che ha dato risultati errati: sono queste le segnalazioni che continuano a giungere nelle segreterie delle rappresentanze sindacali. Il ministro, dal suo canto, annuncia che, per la prima volta nella storia della Repubblica, il personale è assegnato alle scuole nei tempi per essere in classe fin dal primo giorno di scuola.

“Tutto vero: sia gli errori che il primato politico – osserva Pino Turi, segretario generale UIL Scuola – si tratta ora di verificare con urgenza l’esito di questo lavoro, dove sono gli errori e correggerli. Per questo motivo, abbiamo chiesto unitariamente un incontro al ministero per capire come effettivamente stiano le cose e nel caso di errori come rimediare.

Nelle diverse regioni stiamo registrando posizioni divergenti: alcune Direzioni regionali (Puglia) hanno ritirato gli elenchi, ammettendo l’errore e verificando le singole posizioni individuali, altre (Lazio) hanno deciso di lasciare la situazione com’è. In questo modo – osserva Turi – di fatto si rinvia al contenzioso. Un vecchio difetto della burocrazia che quando non vuole dare risposte si trincera dietro un «è tutto in regola, fai ricorso». Il cittadino non può essere lasciato solo. Difendere i diritti dei lavoratori è prerogativa sindacale che viene prima, serve a evitare i contenziosi, non a provocarli. Sollecitiamo il ministro per attivare una verifica puntuale e rendere conto dell’attività ammnistrativa, non solo formale, ma sostanziale con i risultati attesi. Siamo in attesa di una convocazione che dia le risposte collettive che abbiamo chiesto in questi giorni.

La prossima settimana le scuole apriranno alla partecipazione attiva degli studenti. Ognuno di loro ha diritto ad avere il suo docente, in base ai principi di legge e non di un algoritmo imperfetto.

C’è tutto il tempo di agire per ripristinare la legalità degli atti, ma serve tempestività ed assunzione di responsabilità, come quella dimostrata dagli uffici che hanno riconosciuto gli errori e rimediato”.

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Altre difficoltà derivano dalla gestione dei green pass del personale dipendente cui andranno ad aggiungersi l’estensione dello stesso anche a tutti coloro, genitori compresi, che per un motivo qualsiasi dovranno entrare nei plessi scolastici (incontro con gli insegnanti, riunioni, etc.).

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Sotto questo profilo Pino Turi sottolinea come: “Tutte le contraddizioni presenti nella scuola non sono venute meno con il decreto che definisce le regole per il green pass per il sistema di istruzione, ma andranno ad aggravare la gestione di un sistema complesso. Che il green pass non sia lo strumento più adatto alla scuola – aggiunge Turi – se ne accorgeranno presto anche i genitori e i lavoratori di altri settori.

Mentre per il personale scolastico la piattaforma può rappresentare una soluzione – osserva Turi – non può essere utilizzata per ampliare la platea di quanti saranno obbligati al Green pass. Quello che non si vuole comprendere è che le misure per la scuola non possono essere quelle usate per una pizzeria”.

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