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Scuola, braccio di ferro sul campo di calcio

L’incontro è durato circa due ore e mezzo. La delegazione del Miur, guidata dalla dottoressa Simona Montesarchio, Direttore Generale per l’Edilizia Scolastica del Ministero dell’Istruzione, ha incontrato i sindaci dei tre comuni isolani colpiti dal sisma dello scorso 21 agosto. Presenti anche il Commissario all’emergenza Giuseppe Grimaldi, il consigliere provinciale delegato alla scuola Domenico Marrazzo,la Dirigente dell’Istituto Cristofaro Mennella, dottoressa Di Guida, insieme ad alcuni assessori, consiglieri e dirigenti degli uffici tecnici comunali, quali Cecilia Prota, Stani Senese, Loredana Cimmino, Nunzia Piro, Alessandro Dellegrottaglie e Luca De Girolamo.

Teatro del summit è stata, come già in occasione del consiglio comunale congiunto di alcuni giorni fa, la sala consiliare del Municipio di Lacco Ameno.  Un incontro che, come ha spiegato la dottoressa Montesarchio, vuole testimoniare non soltanto la vicinanza materiale del Ministero alle zone colpite dal terremoto, ma anche per una migliore conoscenza reciproca, visto il costante dialogo che impegnerà le parti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per fronteggiare l’emergenza scolastica. Sono sei i milioni di euro stanziati per la fase emergenziale, diretti a finanziare il ripristino degli edifici danneggiati, ma anche la possibilità di utilizzare i cosiddetti moduli abitativi, ben diversi dai famigerati containers conosciuti in altre emergenze, per consentire lo svolgimento delle lezioni e di portare a termine l’anno scolastico. Sin da subito, infatti, gli uomini del Ministero hanno messo sul tavolo le due citate opzioni su cui lavorare: da una parte, l’utilizzo di tali strutture provvisorie, individuando aree appropriate allo scopo, e dall’altra operare mediante interventi che consentano di ripristinare gli edifici quanto prima possibile, facendoli tornare allo stato pre-sisma. Tutt’altro discorso, invece, per l’adeguamento sismico, che riguarderebbe esclusivamente la successiva fase della ricostruzione. Una volta prese le relative decisioni, si stabilirà se procederà il Ministero come stazione appaltante (come accaduto nell’Italia Centrale) o se saranno i Comuni a gestire direttamente le operazioni.

LACCO E FORIO. Il consigliere della Città Metropolitana, Marrazzo, ha spiegato che i lavori all’edificio del Liceo di Lacco Ameno sono già completati, mentre al Mattei dopo i primi lavori di messa in sicurezza ne sono stati individuati altri che potrebbero terminare entro gennaio. Entro breve dovrebbero essere risolti i dubbi circa il Nautico di Forio, ma in generale, ha dichiarato Marrazzo, per il Cristofaro Mennella (per il quale si stima un intervento di circa 500mila euro) non dovrebbero essere necessarie strutture abitative provvisorie.  Il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, ha spiegato che anche per le scuole medie del suo Comune non ci sarà bisogno dei moduli, mentre per l’edificio scolastico di Panza restano alcune criticità presso l’auditorium. Il commissario Grimaldi ha tenuto comunque a precisare che gli interventi di somma urgenza fanno sempre e solo riferimento all’ordinanza che lo ha investito di tale ruolo, mentre quelli “semplicemente” urgenti sono di competenza del Ministero dell’Istruzione. «Tuttavia – ha spiegato  Grimaldi – anche sulle opere di somma urgenza ci servono dati più precisi, visto che talvolta non riusciamo a localizzare correttamente i plessi».

Da parte sua, il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale ha riepilogato sulla situazione del liceo (“prestato” al Mattei), mentre per le scuole medie della Fundera l’intervento previsto è di 50mila euro. Altri 30mila sono relativi alla sistemazione degli alunni delle elementari presso Villa Arbusto, e 100mila per le scuole materne. Tutti interventi di somma urgenza da rendicontare al Commissario. Per l’edificio “Principe di Piemonte” sono necessarie cifre più ingenti (a parte le 70mila di somma urgenza). «L’adeguamento strutturale potremmo farlo noi, se il Ministero ci fornisce le risorse. Eviterei l’utilizzo dei moduli abitativi», ha dichiarato Pascale.

SCONTRO SUL CAMPO DI CALCIO. Diverso il discorso, ovviamente, per il Comune di Casamicciola, sia per numero di studenti che di edifici in gioco. Esiste un’ampia area di circa duemila metri quadri a via Mortito, in località Perrone, di proprietà privata, presa in fitto decennale dal Comune, rinnovabile per altri dieci anni. È questa l’area che l’amministrazione di Casamicciola sta prendendo in considerazione per erigere le strutture scolastiche provvisorie, ma sul punto le posizioni si sono rapidamente polarizzate: il Commissario e gli esponenti del Miur hanno perorato l’ipotesi di sfruttare la superficie del Campo Sportivo, sacrificando dunque l’attività della scuola calcio. L’assessore Nunzia Piro si è opposta a tale soluzione: «Sono ben quattrocento i bambini che frequentano le lezioni calcistiche», mentre il Ministero da parte sua non era affatto propenso all’ipotesi dell’area privata di Montecito: «Tra dieci anni potrebbero sorgere difficoltà – hanno dichiarato gli uomini del Miur – altrimenti dovreste provare acquistare il terreno, ma non coi soldi del Ministero». È allora intervenuto il sindaco Castagna: «Prima di intavolare trattative col privato, vorrei prima una verifica, anche da parte degli uomini del Ministero, sulla presenza nell’area dei requisiti normativamente richiesti, altrimenti è tutto inutile oltre che dannoso», ha spiegato il primo cittadino di Casamicciola. Gli esponenti del Ministero hanno insistito: «Meglio la soluzione dei moduli abitativi provvisori, che rattoppare edifici, i quali andranno poi demoliti e ricostruiti». Nel dibattito si è più volte inserito il consigliere Stani Senese, che dapprima ha spiegato che le classificazioni di tipo “E” (inagibilità totale) non significano necessariamente  l’abbattimento dello stabile, per poi proporre di impiegare una parte dei fondi per interventi di adeguamento sismico. Immediata l’opposizione compatta del Commissario Grimaldi e della dottoressa Montesarchio: «Nient’affatto, l’adeguamento sismico riguarda la fase di ricostruzione, non l’emergenza». Gli uomini del Ministero, come lo stesso commissario, hanno ribadito che va seguita la procedura standard, cioè quella di basarsi sulle schede compilate all’esito dei sopralluoghi. Se l’esito è di categoria “E”, sostengono al Miur, si operano interventi di somma urgenza fino alla fase di ricostruzione.

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Per tutta risposta, l’assessore Nunzia Piro ha fatto l’esempio del plesso “Giosué Lembo” alla Sentinella dove il pericolo è costituito esclusivamente da un muro di contenimento, e del plesso Manzoni al Paradisiello, dove una parte dell’edificio è già agibile. Stessa cosa per l’Ibsen. «Facciamo un nuovo esame delle strutture», hanno quindi proposto gli esponenti dell’amministrazione di Casamicciola: «Abbiamo maggiore consapevolezza dello stato delle scuole e del territorio». Il Commissario Grimaldi ha rivendicato di aver già emanato sul punto un’apposita direttiva per le eventuali ripetizioni degli esami strutturali: «Non crediate che sull’isola i terremoti siano diversi dagli altri», ha detto l’architetto. Ma il consigliere Senese ha sostenuto l’opportunità di un intervento di adeguamento già in questa fase, risparmiando tempo. Tuttavia sembrava che le proposte casamicciolesi dovessero infrangersi sul “muro” del Miur, che ha respinto anche l’ipotesi di una sistemazione degli studenti in albergo («Al massimo due mesi, ma poi?» obiettava il Ministero), per poi mostrare eguale perplessità anche verso l’ipotesi del sindaco di requisire un albergo, vista la questione della ristorazione dei costi. Castagna è stato poi chiaro nel porre la questione per lui fondamentale: «Come possiamo intervenire sui plessi di Casamicciola per evitare il disagio dei doppi turni?».

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IL POSSIBILE COMPROMESSO. Grimaldi ha apparentemente aperto lo spiraglio decisivo per un compromesso: «Su cinque scuole, quella con esito “B”, cioè agibili con rapidi interventi di riparazione, potete procedere; per le altre potete richiedere una nuova verifica, grazie alla mia recente direttiva», ha spiegato il Commissario. Anche il Miur è sembrato disponibile all’apertura, invitando il Comune a fare le opportune verifiche per capire se esistono le condizioni di utilizzo dell’area privata di via Montecito a Perrone, e a chiedere la revisione delle schede Aedes. In un successivo incontro si tirerebbero le somme. Interlocutoria la discussione sui bimbi delle scuole materne, che non è scuola dell’obbligo e a rigore sarebbero fuori dall’emergenza, col Ministero che tornava sull’ipotesi di sacrificare il campo di calcio.

Nel frattempo è arrivato anche il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, che ha illustrato i disagi che i doppi turni causano in orari diversi non soltanto ai ragazzi e ai genitori, ma anche alla viabilità, col caos che si crea all’ora di uscita, nonostante il servizio bus: «Siamo e saremo sempre solidali con i fratelli degli altri Comuni, ma dobbiamo intraprendere un percorso che porti al superamento dei doppi turni», ha dichiarato il primo cittadino. Pascale è intervenuto spiegando che se la situazione al Mattei si sbloccherà, il Liceo di Lacco potrà ospitare molti studenti andando così a decongestionare in parte gli edifici scolastici di Ischia, diminuendone i disagi.

Domani i sindaci si riuniranno nuovamente per redigere un piano generale d’individuazione delle aree per l’eventuale installazione delle strutture provvisorie (secondo il Miur, l’installazione dei moduli richiederebbe un mese per la procedura di gara e due mesi per erigere le strutture). Inoltre, entro martedì andrà inviata al Ministero la relazione con il punto della situazione e la scheda dei fabbisogni per la riapertura delle scuole.

Francesco Ferrandino

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