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Scuola e doppi turni, dopo la protesta è l’ora delle risposte

Se fosse nato dalla penna di Carlo Collodi, a quest’ora Luigi de Magistris avrebbe il naso lungo quanto quello di Pinocchio. Ebbene sì: il sindaco metropolitano, così come il celebre burattino, ha raccontato un sacco di frottole agli studenti dell’isola d’Ischia, già fortemente penalizzati dalle conseguenze del terremoto del 21 agosto, che ha messo k.o. i plessi dei Comuni interessati dal sisma. Come di certo ricorderanno i lettori più attenti, lo scorso 14 settembre l’ex magistrato giunse sulla nostra isola per prendere parte a una riunione tenutasi presso il centro operativo allestito al Capricho di Casamicciola Terme.

A margine di quel meeting, avemmo modo di intervistare de Magistris, che dichiarò: «Le nostre priorità sono il ripristino di tutti gli assi viari e delle scuole. Già prima (del terremoto, ndr) c’era un nostro fortissimo impegno: adesso, anche insieme al commissario Grimaldi e ai suoi collaboratori, cercheremo di fare in modo che una tragedia come questa, una crisi, possa far sì che non si viva per troppo tempo in sopravvivenza, ma che addirittura ci possa essere un miglioramento di un’edilizia scolastica che è stata sempre abbastanza sofferente su quest’isola. Venni qualche mese fa a inaugurare il Mennella, ed ebbi un’impressione straordinaria della scuola: questa comunità scolastica merita il massimo impegno, e noi faremo di tutto perché questo possa avvenire bene e in tempi rapidi». A distanza di oltre un mese, però, queste parole non si sono tradotte in fatti. E due manifestazioni in appena tre giorni sono sintomatiche del malessere delle comunità scolastiche isolane di ogni ordine e grado.

STUDENTI, PROFESSORI E GENITORI IN PIAZZA. Tra i seicento che hanno sfilato lungo le strade del Comune di Ischia c’erano tutte le principali vittime della proverbiale lentezza della Città metropolitana: gli studenti, i professori e i genitori. Tra i primi, spuntano le dichiarazioni del rappresentante Lorenzo Coletta: «Noi studenti siamo il futuro, e finalmente l’abbiamo capito. È arrivato il momento di farci sentire: quando le cose si fanno serie, noi studenti ci siamo».

A confermare la tesi di Coletta ci ha pensato l’altro rappresentante, Carmine Stornaiuolo: «Speriamo che con questa nostra azione di protesta riusciremo ad ottenere qualche risultato concreto: insieme ce la possiamo fare. Noi studenti ci teniamo al nostro futuro, e purtroppo spesso e volentieri non ci viene garantita una preparazione adeguata a quelli che sono i nostri obiettivi». Sulla medesima linea dei suoi colleghi si è posto anche il referente provinciale Giovanni Orlacchio, che ha infatti dichiarato: «Siamo sconcertati dalla mancanza di considerazione avuta dalla Città metropolitana. Noi studenti intendiamo lanciare questo messaggio: Ischia c’è, e vogliamo avere i nostri diritti, le nostre sedi».

Come detto, tra i manifestanti c’erano anche i docenti. Il preside del Telese Mario Sironi, intervistato da “Il Golfo”, ha affermato: «La cosa importante è che la situazione venga risolta in maniera efficace. Noi del “Telese” abbiamo un triste primato: facciamo i doppi turni da vent’anni. Speriamo di risolvere non solo le problematiche delle altre scuole, ma anche di porre definitivamente fine alle nostre». La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Assunta Barbieri (che già si era messa in luce nella giornata di venerdì per un post sull’articolo 3 della Costituzione) è stata perentoria: «È una situazione insostenibile, i ragazzi devono assolutamente rientrare al più presto nelle proprie scuole. Il dramma è che i doppi turni non li fanno soltanto i ragazzi delle scuole superiori, ma anche gli allievi delle elementari: un bambino di sei anni non può terminare le lezioni alle 18, è assurdo! Date le scuole ai ragazzi e ai bambini!».

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Infine, anche Anna Buono (in qualità di rappresentante dei genitori) ha voluto esprimere il proprio punto di vista: «Abbiamo a cuore l’istruzione dei nostri figli, e la nostra battaglia quest’anno è ancora più dura di quelle degli anni scorsi. Noi del “Mennella” viviamo un grosso disagio: non possiamo fare i doppi turni alternati, perché gli istituti che ci ospitano non consentono di frequentare la mattina. Speriamo in una celere soluzione della problematica».

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IL COMUNICATO DIFFUSO DAI MANIFESTANTI. Nelle ore immediatamente precedenti al corteo di venerdì, i manifestanti hanno diffuso una nota, che vi riportiamo nella sua interezza: «Sono oramai molti anni che le scuole dell’isola d’Ischia vivono enormi disagi a causa della mancanza di spazi adeguati e il sisma del 21 agosto scorso non ha fatto altro che portare la situazione a un punto di non ritorno. A causa dei danni provocati dal terremoto infatti scuole come l’Istituto d’Istruzione Superiore “Cristoforo Mennella” e l’ITGC “E.Mattei” si sono ritrovate letteralmente senza una sede propria. Attualmente la situazione scolastica sull’isola è molto pesante, aggravata dal fatto che tutte le scuole d’ogni ordine e grado sono costrette ai doppi turni e sono in gravi difficoltà».

«Il Liceo Statale d’Ischia – prosegue il comunicato – ha dovuto cedere il suo plesso di Lacco Ameno (ex Liceo Scientifico A.Einstein) ai compagni dell’ “E.Mattei” ed è in situazione di doppi turni al Polifunzionale d’Ischia, dove si trova da più di otto anni, dopo aver lasciato la storica sede “Giovanni Scotti” a causa dell’inagibilità di quest’ultima. Al Polifunzionale è sfruttata soltanto una parte della struttura, acquisita dalla Città Metropolitana di Napoli, ma ristrutturata ed attrezzata con i soldi provenienti dal contributo volontario dei liceali. Un’altra ala del plesso invece, è ancora in proprietà del Comune di Ischia, ma versa in uno stato di completo abbandono. Il Comune d’Ischia si è detto disponibile a cedere la sua ala per permettere al Liceo di avere a disposizione gli spazi necessari a risolvere la situazione dei doppi turni, ma da parte della Città Metropolitana non vi è stata ancora nessuna risposta concreta».

«L’ITGC “E. Mattei”, in attesa del completamento dei lavori alla sua sede storica di Casamicciola Terme – si legge ancora nella nota – occupa attualmente l’ex Liceo Scientifico “A.Einstein”  a Lacco Ameno ,ma a causa della mancanza di aule sufficienti è anch’esso in situazione di doppi turni. I lavori, iniziati la settimana successiva al sisma del 21 agosto, sono stati a lungo bloccati per ragioni ignote, e sono ripartiti soltanto in questi giorni. Per quanto riguarda l’IIS “Cristoforo Mennella”, che vive già da anni una situazione precaria per mancanza di classi ed è già stato in situazione di doppi turni negli anni scorsi, ha visto tre delle sue quattro sedi gravemente danneggiate dal sisma. Senza ancora nessuna prospettiva, alcune sue classi sono costrette al turno pomeridiano all’IPS “Telese” di Ischia, mentre altre classi sono alla sede di via Lavitrano a Forio d’Ischia  sempre in situazione di doppi turni. Tutte le speranze degli studenti del “C. Mennella” sono riposte nell’assegnazione del vecchio G. Scotti, che però è ancora inagibile ed è stato usato in questi anni come sede distaccata del Tribunale di Napoli».

«La situazione delle scuole dell’Isola – concludono i manifestanti – è evidentemente tragica, ma l’intervento della Città metropolitana di Napoli potrebbe alleviare  in breve tempo la situazione globale impegnandosi  ad accelerare i lavori di restauro post sisma del Istituto “Mattei”, rilevare l’ala del Polifunzionale appartenente al Comune d’Ischia per ampliare l’edificio del Liceo Statale Ischia  e provvedere alla ristrutturazione dell’ex Liceo Classico “G. Scotti”».

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