CRONACA

Scuola e precari, continua l’attesa anche a Ischia e Procida

Tanti i lavoratori in bilico per l’inizio del nuovo anno. Turi (UIL Scuola): manteniamo il contatto con la realtà. Restiamo seri

Secondo molti commentatori ed osservatori è la scuola, dopo la sanità, il comparto che ha dovuto pagare un prezzo salato a seguito della pandemia da coronavirus. Ed è proprio in questo ambito che, tra le molte questioni aperte, sono tanti i lavoratori, ed anche sull’isola d’Ischia e Procida non mancano, i quali, in prospettiva della ripresa delle attività a settembre, sono in attesa degli sviluppi della discussione in atto nella maggioranza di governo sul decreto scuola che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 7 giugno nelle aule parlamentari

In sintesi, le posizioni vedono il M5Se Italia Viva su posizioni contrapposte a quelle di Pd e Leu. I 5 Stelle e il partito di Renzi puntano a un test a crocette (stessa linea della ministra pentastellata dell’Istruzione Lucia Azzolina). L’alternativa è quella di un concorso solamente per titoli, nel caso in cui sia impossibile bandire le prove. Il Partito Democratico e LEU, invece, punterebbero magari a un’assunzione a tempo determinato da trasformare in indeterminato al termine del prossimo anno scolastico con una prova di esame in presenza.

Ben chiara la posizione dei sindacati che, con il segretario nazionale della UIL Scuola, Pino Turi, dice: “Sembra che i precari siano spuntati da Marte. Sono stati assunti sulla base del loro curriculum, i titoli e servizio. Non sono abusivi, solo lavoratori senza contratto. Servono risposte politiche chiare e non pasticci. Siamo pronti allo sciopero per tutelare ruolo e dignità del lavoro. Citare la costituzione per giustificare l’ingiustificabile – interviene il segretario della Uil Scuola sulla questione di concorsi straordinari per il personale precario – dimostra l’inconsistenza delle motivazioni che stanno alla base di una posizione che si vuole definita a priori. Come nelle monarchie. I contratti di medici e gli infermieri assunti per questa epidemia sono forse incostituzionli? Qualcuno si è preso onestamente la briga di verificare la praticabilità di un’idea sostenuta in modo oltremodo cocciuto, per un percorso che è più simile ad una lotteria che non ad un concorso di merito? Pensare ai titoli professionali non è procedura bastevole per docenti che hanno lavorato nella scuola per anni? Non basta nemmeno che nella procedura sia previsto un esame finale, destinato ad accertare l’idoneità di docenti che oggi sono i supplenti di migliaia di alunni. Sono quelli che stanno facendo la Dad. Questi docenti sono maestri, sono professori, non fanno i professori o i maestri. Così sono percepiti da alunni e famiglie. La precarietà è solo nel loro contratto. Uno stato inadempiente dovrebbe evitare invece provoca precariato. Non si può fare di questi lavoratori merce di scambio. Facciamo appello alle forze sane di questo Paese affinché si evitino scontri politici su un terreno delicato come quello della scuola che è di tutti e non del ministro che, pro tempore, ne ha la responsabilità”.

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