CRONACA

SCUOLA In Italia la classe insegnante più vecchia al mondo

Secondo l’Anief i sistemi di selezione e immissione in ruolo della scuola italiana sono tutti da rivedere, perché non solo il numero dei docenti precari è più che raddoppiato negli ultimi sei anni, ma la grande maggioranza degli insegnanti entra in ruolo dopo i 40 anni di età portando l’età media del corpo insegnante italiano ben oltre i 50 anni. “Con una precarizzazione del personale della scuola, Ata compresi, così spiccata, tanto da avere oramai un docente ogni quattro a tempo determinato, cosa altro potevamo aspettarci?”, domanda Marcello Pacifico, presidente dell’Anief. “Il minimo che possa capitare – aggiunge – è entrare in ruolo a 40 anni. La vera vergogna di questa situazione è dimostrata dal confronto con altri Paesi: non bisogna andare dall’altra parte del mondo per scoprire che all’estero un insegnante entra in ruolo tra i dieci anni e i quindici anni prima dei nostri. Quello che fa ancora più rabbia è che la soluzione al problema c’è ed è anche a portata di mano: basterebbe assumere tutto coloro che hanno svolto più di tre anni di servizio sulla metà dei posti messi in ruolo dal Mef”.

“Invece, noi preferiamo mandare all’aria il 60% delle assunzioni a tempo indeterminato e poi procedere con risarcimenti medi che con i ricorsi Anief sfiorano i 10mila euro a precario non assunto, tanto che le sentenze dei tribunali del lavoro nell’ultimo periodo hanno raggiunto numeri altissimi e sono destinati a crescere ancora. Siamo all’assurdo: per non pagare scatti di anzianità e ricostruzione di carriera lo Stato è costretto a pagare ogni anno, condannato dai giudici, oltre nove milioni di euro l’anno. Una cifra altissima, assicurata al personale dai legali Anief, che si deve anche ai risarcimenti per la mancata stabilizzazione anche per le ferie non godute, al salario accessorio mai pagato fino agli scatti di anzianità non riconosciuti e tanti altri diritti negati, come la sottrazione dalla busta paga del salario accessorio Rpd e Cia. Quella di stabilizzare i precari della scuola è una soluzione attuabile anche a breve: basterebbe approvare gli emendamenti Anief al decreto Milleproroghe”, conclude Pacifico.

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