CULTURA & SOCIETA'INCHIESTEPRIMO PIANO

Scuola, ipotesi di maturità on line? Proposte e dubbi dei presidi isolani

Sì alle commissioni interne, no alla prova di Stato a settembre. I dirigenti scolastici provano a delineare gli scenari possibili, anche se tutto resta in mano alla ministra Azzolina. Che ieri ha detto: «Nessun 60 politico: sarà un esame serio, troveremo presto la soluzione giusta»

Come sarà la maturità 2020? Pur impegnati in un’esperienza unica come la didattica a distanza, gli studenti dell’ultimo anno già cominciano a chiedersi come funzioneranno gli esami di Stato. Si potrà bocciare o essere bocciati? Come sarà valutato il loro ultimo percorso, data l’emergenza sanitaria? Da chi sarà composta la commissione valutatrice? Le prove scritte saranno annullate? Questioni che non riguardano solo gli studenti, ma anche insegnanti e dirigenti scolastici, che attendono di capire quale modiche saranno previste, dal momento che appare improbabile che il 3 aprile si possa rientrare in classe e già si parla del 4 maggio come la data da fissare per la ripresa di una regolare attività scolastica.

Il Governo è al lavoro su una proposta che permetta di risolvere la situazione. La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha chiarito che l’esame di Stato sarà comunque una prova seria, ma potrà essere adattato all’effettivo apprendimento degli studenti ancora alle prese con la didattica on line. Niente 60 politico a tutti, sia chiaro, ma senza dubbio la maturità 2020 avrà delle facilitazioni, dato il lungo periodo di interruzione delle lezioni frontali in classe. Anche le scuole isolane, nel frattempo, cominciano a interrogarsi su come far svolgere la maturità agli studenti. Grazie alla rete e agli strumenti tecnologici messi in campo in modo più incisivo per fronteggiare la crisi che il Covid 19 h portato nelle comunità scolastiche, si pensa a come affrontare un esame di maturità a distanza. Sebbene esistano esempi virtuosi anche sul nostro territorio, la didattica online funziona un po’ a macchia di leopardo. Certo, chi ha un accesso problematico alle lezioni sfrutta comunque tutte le risorse digitali per non rimanere indietro, ma è difficile al momento capire quanto la tecnologia possa davvero funzionare per un appuntamento così importante nella vita e nel percorso formativo di uno studente.

Sugli scenari possibili (o auspicabili) abbiamo sentito le opinioni dei dirigenti scolastici.
Per Mario Sironi, preside dell’Istituto alberghiero “V. Telese” di Ischia, «un modello praticabile potrebbe essere quello affrontato dagli studenti abruzzesi dopo il terremoto de L’Aquila: commissione interna e solo esami orali. Naturalmente spetta al ministero decidere anche in base a cosa accadrà nelle prossime settimane. Le indiscrezioni, ma anche un lucido esame di quanto sta ancora accadendo nel paese, inducono a pensare che il periodo di sospensione della didattica tradizionale venga protratto almeno fino a maggio. In ogni caso – precisa Sironi – al di là della retorica sulla didattica a distanza, resta da decidere come sarà possibile una seria valutazione e come gestire questioni tecniche molto complicate. Indubbiamente una commissione interna sarebbe più rapida ed efficiente.»

L’ipotesi di avere una commissione interamente interna presenta in effetti non pochi vantaggi: risparmio economico, riduzioni degli spostamenti sul territorio nazionale, aiuto ai ragazzi nella gestione dell’esame, mitigandone il carico di stress dopo diverse settimane di stop forzato delle lezioni. Inoltre gli studenti si sentirebbero giustamente alleggeriti dal giudizio di docenti che non conoscono. «Lo scenario che si potrebbe proporre» suggerisce Antonio Siciliano, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico “E. Mattei” di Casamicciola, «è quello post terremoto del 1980 in Campania: commissione di tutti i membri interni con un presidente esterno. Sulle modalità, si potrebbe anche fare “a distanza” ma utilizzando piattaforme ad hoc che garantiscono serietà e autorevolezza dalle prove. Parliamoci chiaro: gli scritti difficilmente possono essere fatti a distanza, non so chi c’è dell’altra parte insieme al maturando, i rischi sulla correttezza della prova sono molto alti.» «Spero – continua Siciliano – che, dopo Pasqua, si possa rientrare. Ma un piano B, qualunque esso sia, deve poter garantire ai nostri ragazzi un esame serio. In questo momento anche i ragazzi ci manifestano le loro preoccupazioni, vogliono capire come prepararsi al meglio. Risposte certe non possiamo darne, l’unica cosa che si può fare è tranquillizzarli. Glielo ripeto spesso: la soluzione la troveremo. Il “Mattei” è sempre vicino ai suoi studenti. Sta funzionando, non è chiuso. Voglio che sia chiaro: la scuola è aperta, in digitale da remoto. Tutti stiamo lavorando al massimo, dal corpo docenti agli amministrativi. Facciamo lezione, videoconferenze, riunioni, tre giorni fa ho fatto un collegio docenti di 4 ore con 150 insegnanti. Tutti hanno avuto modo di parlare, manifestare dissensi o perplessità. Siamo un servizio essenziale per la pubblica istruzione e nel quadro del pubblica amministrazione dobbiamo garantire i nostri servizi. Sono molto orgoglioso del lavoro che stiamo facendo, non ci sentiamo secondi a nessuno

Altra questione che si pone è quella delle prove Invalsi e dell’alternanza scuola-lavoro. Fanno parte dei requisiti per l’ammissione alla maturità, ma le prove Invalsi sono state rinviate e un gran numero di ore di alternanza sono state cancellate per la sospensione delle attività didattiche. Si attendono ulteriori decisioni ma è molto probabile che alla fine si arriverà a una maturità eliminando questi due requisiti per essere ammessi.

«Di questa lunga interruzione – osserva Giuseppina Di Guida, dirigente scolastica all’Istituto d’Istruzione Superiore “Cristofaro Mennella” di Ischia – non si può non tener conto. Non riesco a immaginare che tipo di soluzione possa proporre il Ministro, anche perché gli esami di Stato sono disciplinati da regole molto ferree. Deve essere svolto con determinate garanzie, quindi è uno dei grossi problemi, se non il più grosso, che il ministro dovrà affrontare nei prossimi giorni. Per quanto ci riguarda, resta la questione delle valutazioni. Molto dipende da se e quando i ragazzi potranno rientrare in aula. Avendo un tempo sufficiente per riprendere le fila del discorso, potremmo fare valutazioni più oggettive, anche se solo su una parte del programma. Dovessimo avere, come pare, una proroga di questa sospensione, allora le norme del Ministero dovrebbero essere molto più stringenti. Sarà un collegio dei docenti a stabilire i criteri di valutazione, che certamente non possono essere gli stessi seguiti fino al primo quadrimestre.»

E sugli scenari che si stanno profilando? «La commissione interna presenta molti vantaggi: conosce meglio il percorso fatto dai ragazzi, l’interesse manifestato e la partecipazione che hanno dato in questa fase di emergenza. Esami a distanza? Non sempre garantiscono l’oggettività, non potremmo essere certi del valore della prova. Anche noi stiamo applicando la didattica on line, ma ho invitato i docenti a un contatto continuo con i ragazzi, con delle valutazioni di tipo formativo, feedback costanti su quello che stanno facendo, proprio per tenere quanto più vivo possibile il rapporto educativo anche in questo momento così difficile. Spingersi oltre, penso sia azzardato.»

Eppure ce chi lo fa. Tra le ipotesi in campo, infatti, è circolata anche quella di allungare l’anno scolastico far slittare l’esame di maturità a settembre. Ma è complesso ipotizzarlo perché il prossimo mese di settembre la composizione dei consigli di classe sarà in gran parte diversa dall’attuale per via dei trasferimenti, pensionamenti, ma soprattutto a seguito dello spostamento inevitabile di tanti precari. Con le scuole italiane a caccia di insegnanti da assumere, occuparsi degli esami di Stato in quel periodo sarebbe quasi autolesionistico. E difatti i presidi ischitani bocciano tutti la proposta.

«Estendere l’anno scolastico lo ritengo del tutto improbabile» assicura la Di Guida, «forse è una delle poche certezze che abbiamo».
Sironi: «Non riesco a capire come si possa pensare di protrarre fino a settembre quando ci saranno molte scuole senza docenti. Mi auguro che dal Ministero comprendano i problemi reali della scuola. Se i dati sono quelli che sono, a settembre tutte le scuole avranno ben altri problemi con l’organico. Pensare a un esame di Stato in quel periodo sarebbe una follia».
Sulla stessa linea anche Siciliano. « Estendere l’anno scolastico? Impraticabile. Si può guadagnare qualcosa allungando una settimana, al massimo due ma non possiamo pensare di mettere gli studenti in classe a luglio e agosto. Non è mai successa una cosa del genere e non credo che accadrà. La ministra Azzolina ha comunque assicurato che l’anno è salvo, valido. So che molti studenti che dovranno sostenere la maturità sono piuttosto disorientati, ma voglio dire loro di stare tranquilli noi siamo vicini anche da un punto di vista psicologico gli abbiamo fornito una piazza virtuale dove confrontarsi parlare vedersi perché conosciamo bene i sacrifici che stanno facendo in questo periodo.»

Proprio la ministra Azzolina è intervenuta pubblicamente nella giornata di ieri, senza peraltro sciogliere le riserve. «E’ chiaro che l’anno scolastico sarà valido», ha ribadito dai microfoni di RadioUno. «Sulla valutazione, gli insegnanti sulla base dei criteri stabiliti in collegio dei docenti, hanno la piena libertà di valutare come ritengono, anche nelle piattaforme. Ma questo non lo dice il ministero dell’Istruzione, questo lo stavano già facendo, lo stanno già facendo, quindi lo si può fare anche per la maturità.» Insomma, sintesi finale di 5 anni di formazione, compresa quella avvenuta ai tempi del coronavirus. «L’esame – ha concluso la ministra – sarà serio: dovrà tenere in considerazione cosa gli studenti hanno fatto in questo periodo di didattica a distanza e cosa non hanno fatto».

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close