LE OPINIONI

Scuola, la dura vita dei pendolari

I media nazionali hanno dato grande risalto alla storia di Giuseppina Giuliano, la collaboratrice scolastica di 29 anni residente a Napoli, che ogni giorno viaggia sulla tratta Napoli-Milano (e viceversa) per raggiungere il posto di lavoro. A Ischia e Procida tante le storie simili

La storia di Giuseppina Giuliano, la collaboratrice scolastica di 29 anni residente a Napoli, che ogni giorno viaggia sulla tratta ferroviaria che la porta a Milano (e viceversa) per un totale di circa 1.600 km per raggiungere il liceo artistico “Boccioni” di piazzale Arduino, sta avendo un grande risalto sulla stampa nazionale ed in generale sui media e sui social.

Troppo oneroso vivere stabilmente nella city e quindi vivere, praticamente, in treno e restare poche ore al giorno coi genitori a Napoli, resta l’alternativa, faticosa, ma che alla fine sembra far tornare qualche seppur minimo vantaggio.

La storia di Giuseppina, che per i non addetti ai lavori potrebbe apparire quasi come una storia unica ed al limite, purtroppo, è solo una delle tante che interessa centinaia di miglia di lavoratori e lavoratrici“pendolari” del mondo della scuola (e non solo): personale amministrativo, tecnico, collaboratori, docenti che ogni mattina, per meglio dire nel bel mezzo della notte, lasciano la famiglia e i loro affetti e, con mezzi propri o pubblici, raggiungono la stazione per partire alla volta di Milano, Firenze, Roma per poi, finito le proprie ore di lavoro, rifare l’esatto contrario e ritornare, a sera oramai inoltrata, nelle rispettive dimore.

Il filo conduttore di questa storia riguarda anche le isole di Ischia e Procida. Tanti i lavoratori, giovani e meno giovani, padri e madri di famiglia, singole, provenienti anche dai comuni più periferici della provincia di Napoli (Palma Campania, Nola, Marigliano, Ponticelli, etc.) la cui sveglia suona alle 4 del mattino, il tempo di una doccia e di un caffè, primo tratto in macchina o in corriera su strade da far west, per raggiungere il porto di Napoli. Da qui traghetto alle 6 che salpaper Procida e Ischia. Una volta giunti sull’isola corsa ai pullman per raggiungere, entro le otto, il posto di lavoro e garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Nel pomeriggio, panino o insalata a volo,ed il percorso è all’incontrario e a casa, condizioni meteo marine permettendo e se non si resta troppo imbottigliati nel traffico cittadino, non si arriva mai prima delle 18,00.

Il costo medio mensile dell’operazione, con tutta la parsimonia possibile, tra benzina, parcheggio, abbonamenti pullman, aliscafi e traghetto, non è inferiore alle 300euro, spesa che va sottrattaad uno stipendio mensile che, nel migliore dei casi, si aggira interno ai 1.200 euro, salvo imprevisti (ad esempio non sono pochi quelli che ricevono gli emolumenti anche dopo due, tre mesi).

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Il lavoro è dignità, dice Papa Francesco, e questi lavoratori ne sono l’esatto specchio.

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Rossy

Ora è il momento di questa storia di Giuseppina. Facciamo passare un po’ di giorni e presto ci sarà un’altra storia. Per quel che mi riguarda mi va di dire che si è voluta fare un po’ di pubblicità. E allora cosa devono dire i pendolari di Ischia? Tutti allora dovrebbe dire i sacrifici che fanno. Cara Giuseppina questa è una tua scelta. Se vuoi andare avanti e indietro senza voler rimanere a Milano riguarda solo te, non c’è bisogno di mettere i manifesti. Posso anche capire che sei attaccatissima alle tue radici ma queste radici che si chiamano Napoli se ci rifletti le vivi per pochissime ore al ritorno da Milano. E ne vale la pena? Molti giovani per lavoro sono costretti a trasferirsi. È da poco che fai questo lavoro e forse ti sembra facile. Lavori in un ambiente scolastico non puoi chiedere a qualche collega se hanno conoscenze di qualcuno che fitta stanze? Pensaci.

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