IL COMMENTO Scuola e Ricerca

DI GIUSEPPE LUONGO
Dalla lettura de Il Golfo del 23 febbraio scorso si apprende che dall’11 al 23 maggio prossimi è in programma ad Ischia un confronto tra ricercatori e mondo della scuola per rafforzare il legame tra scuola e ricerca. L’iniziativa è promossa da: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). I quattro Enti interverranno con le proprie strutture di didattica e divulgazione con le quali hanno un percorso condiviso con il mondo scolastico. L’obiettivo dell’incontro di Ischia è finalizzato a creare una struttura (network) permanente scuola-ricerca per illustrare i contenuti scientifici delle ricerche delle varie discipline, rendendo la cultura scientifica più accessibile, evitandone la banalizzazione. Alla manifestazione è prevista la partecipazione di ricercatori, insegnanti, dirigenti scolastici ed esperti di comunicazione della Scienza. A chi partecipa a questa iniziativa si può porre la domanda sugli strumenti relativi alla valorizzazione delle conoscenze prodotte dagli Enti di ricerca. Perché e come valorizzare i risultati della ricerca? Forse vi è confusione nell’esposizione degli obiettivi e dei ruoli della ricerca e della formazione scolastica. Forse si intende far crescere l’attenzione dei giovani verso il mondo della ricerca; obiettivo interessante per gli studenti che alla conclusione del ciclo scolastico sceglieranno il percorso universitario. Alcuni degli organizzatori intervistati mostra l’importanza del trasferimento delle conoscenze dal laboratorio all’aula. Una tale ipotesi ricorda tanto il fallito progetto “Alternanza scuola-lavoro”.
I risultati ottenuti in laboratorio, per usare un termine che indica il luogo dove opera il ricercatore, sono trasferibili efficacemente solo da chi traduce il risultato in un quadro di conoscenze disponibili allo studente e con le complessità riportate al livello adeguate, affinchè risultino comprensibili al giovane in formazione. Questo è un percorso che può realizzare un docente esperto e non un comunicatore di Scienza. Sembra che gli Enti che intendono realizzare un legame più stretto tra scuola e ricerca, abbiano bisogno di esplorare in modo più approfondito le problematiche che emergono per tale operazione. Infatti, mancherebbe ancora un progetto robusto e condiviso tra gli Enti di ricerca che lavorano all’iniziativa, in quanto l’incontro di Ischia prevede i lavori suddivisi in quattro aree tematiche. Questa scelta mostra che l’obiettivo della formazione non sia contemplato in quanto questa non deve specializzare ma indirizzare il giovane verso l’esercizio della riflessione sulle esperienze diffuse in una comunità. La scuola ha il compito di accompagnare i giovani verso la maturità studiando materie “inutili” come latino, greco, filosofia, …poi saranno loro a scegliere, negli studi universitari, quanto interessa per immettersi nel mondo del lavoro. Invece sembra che gli organizzatori della manifestazione che si terrà a Ischia a maggio, ritengano che per realizzare un legame più stretto tra scuola e ricerca si debba attraversare un percorso con tematiche separate tra l’attività della formazione dei docenti, gli spazi per la valorizzazione della scienza, le iniziative ludiche e laboratoriali finalizzate alla divulgazione. Ma cosa significa valorizzazione della Scienza?
Esistono laboratori naturali senza costi aggiuntivi per realizzare i laboratori dove sperimentare i fenomeni naturali. Abbiamo anche molti ricercatori che possono illustrare ai docenti tematiche anche con forte impatto sui giovani, i quali possono trasferire agli studenti tali conoscenze senza dover attivare un soggetto definito divulgatore, che spesso è solo un ripetitore di cose mal masticate e peggio trasmesse. Si utilizzino i ricercatori in attività e i docenti che sono capaci di colloquiare con i propri studenti. Si ricordava sopra l’esistenza di laboratori in natura per sviluppare la diffusione dei risultati della ricerca scientifica tra gli studenti. Per i giovani di Ischia la comunità scientifica e i docenti delle scuole superiori hanno avuto molta materia disponibile per affrontare i problemi meteo-climatici per i disastri geologici prodotti dalle frane e dalle colate di fango, nonché dell’innalzamento del livello dell’acqua alta lungo la costa, sommergendola al porto d’Ischia e distruggendo strutture portuali. In questo caso si potrebbe affrontare l’analisi degli effetti per risalire alle cause, ottimo strumento per affrontare l’analisi di un processo fisico in modo indiretto. Così si affronterebbe il grande tema del cambiamento climatico e, con esso, l’insorgere delle burrasche marine che tanto interessano chi vive in un’isola. Mi chiedo se nelle scuole di Ischia si sia analizzato il fenomeno sismico che ha colpito Casamicciola il 21 agosto 2017. Eppure, l’Isola è famosa anche per il terribile terremoto del 1883. Poi i docenti possono elaborare lezioni sullo spazio e sulla sua conquista partendo dai greci, con i quali Ischia ha avuto una interazione rilevante nella storia del Mediterraneo.
Si potrebbe citare la vicina Pozzuoli con il Bradisismo, dove il fenomeno non è vissuto come una componente morfologica e culturale straordinaria del territorio che ha portato questa città all’attenzione mondiale per il ruolo che il fenomeno ha svolto nella rivoluzione del tempo profondo per le tre colonne del Serapeo “perforate” dai litodomi. C’è chi avverte il pericolo di terremoti ed eruzioni e il timore per una catastrofe prevale sugli aspetti, in parte positivi, ricordati. Il cittadino esposto al pericolo di un evento naturale può essere tranquillizzato dalla comprensione dello stesso e questo può essere compito della scuola e di quella parte della comunità scientifica che monitora e studia il fenomeno. Ecco, quindi, una occasione per una stretta collaborazione tra ricerca e formazione di giovani. A Ischia lo studioso e giornalista scientifico Pietro Greco, prematuramente scomparso, organizzava nella sua Isola una manifestazione dal titolo “Scuola, Scienza e Società”, alla quale partecipavano insegnanti e docenti universitari su tematiche avanzate nel mondo della Ricerca. Questo è un modello formativo che potrebbe essere utilizzato per la sua efficacia nella diffusione dei fenomeni naturali tra i giovani studenti.
I prestigiosi Enti di Ricerca che si ritroveranno a Ischia a maggio saranno capaci di realizzare il progetto del “network” Scienza-Scuola? Per le attività nell’Isola si può suggerire l’utilizzazione della struttura “abbandonata” dell’Osservatorio Geofisico alla Grande Sentinella, dove il geniale Giulio Grablovitz, tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, monitorava il livello del mare, i parametri meteorologici, le variazioni dell’inclinazione del suolo e i terremoti e non mancava di informare la comunità dell’Isola, esponendo al Porto d’Ischia un Bollettino sui fenomeni registrati.





