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CRONACA

Scuola, tutte le incognite del nuovo decreto

Con la dirigente della SMS Scotti di Ischia, Lucia Monti, abbiamo analizzato le modalità di svolgimento degli esami e le procedure concorsuali per i nuovi docenti: e non mancano le perplessità

Il decreto scuola è stato finalmente approvato. Il provvedimento disciplina gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado.

ESAMI. «Gli esami della scuola media non sono stati sostanzialmente modificati – spiega la dottoressa Lucia Monti, dirigente scolastica della Scuola Media Scotti di Ischia – e si svolgeranno a distanza come disposto dalle ordinanze ministeriali n.9 e 11. Un elaborato da valutare, poi la media tra le diverse discipline: per il triennio viene valutato il rendimento sia in presenza che a distanza, e poi lo scrutinio finale, quindi quest’anno niente ammissioni. Quello che era in discussione era il contenuto dell’ordinanza ministeriale n.10 riguardante gli esami di maturità, dopo le polemiche sorte a causa delle contraddizioni su un esame da svolgere con presenza fisica, e le misure di sicurezza indotte dalla pandemia da covid-19. Quindi è stata confermata la decisione dell’esame da svolgere in presenza, non senza difficoltà, viste le tante rinunce di soggetti “fragili”, over-60 o comunque con patologie particolari, che andranno sostituiti entro il 15 giugno. Sono stati precettati i dirigenti scolastici. In ogni caso di concerto con la regione sono state predisposte misure di sicurezza come i tamponi da eseguire obbligatoriamente per tutti i soggetti coinvolti, dal presidente ai commissari al personale Ata. Una convenzione con la Croce Rossa Italiana permetterà di avere dei presìdi all’esterno degli edifici scolastici. Gli esami di Stato del secondo ciclo, quelli della “maturità”, cominceranno dal 17 giugno. Un colloquio orale di un’ora, nella quale dovrà trovar posto lo svolgimento di argomenti che varieranno a seconda dell’indirizzo della scuola, uno a tema letterario, poi un argomento inerente all’alternanza scuola-lavoro e infine la prova di cittadinanza e costituzione. Un percorso multidisciplinare per dimostrare le competenze acquisite. Apposite griglie consentiranno di conferire le rispettive valutazioni.

PRECARI. Quello del precariato è un problema annoso: ci sono state varie posizioni contrapposte. C’è chi voleva che i precari con tre anni di esperienza fossero disponibili già da settembre, immettendoli subito in ruolo, vista la necessità di garantire l’adeguata ripresa delle attività. Il Ministero aveva dato più volte ampie rassicurazioni circa la riconferma dell’organico nelle scuole. Promesse disattese, visto che i tagli sono stati comunque effettuati. «Noi contavamo su queste immissioni in ruolo per avere personale sin da subito – commenta la dottoressa Monti – invece è prevalsa la volontà di chi spingeva per l’effettuazione del concorso». Il Decreto ha stabilito che in luogo delle originarie domande a risposta multipla i quiz avessero risposte aperte. Sconfitti anche i sindacati, anch’essi favorevoli all’immissione immediata in ruolo dei docenti precari. Adesso invece anche questi ultimi dovranno sostenere il concorso, e poi attendere i tempi tecnici per l’assunzione. Ovviamente non saranno presi tutti, e chi ad esempio vantava svariati anni di precariato, continuerà a versare nella stessa situazione.«Una situazione in netto contrasto con i dettami dell’Unione Europa – spiega la dottoressa Monti – che da anni ci ammonisce, infliggendoci multe, in quanto a Bruxelles sostengono che dopo tre anni di precariato i docenti vanno immessi in ruolo». Naturali le forti perplessità su questo orientamento pervicacemente perseguito dal governo: «Con l’emergenza in corso, nelle scuole abbiamo necessità di poter disporre da subito del personale di cui c’è bisogno. Coi pensionamenti e i necessari turn over, dal primo settembre dobbiamo iniziare i corsi di recupero (i “piani di apprendimento integrato”), come prescrive l’ordinanza del 16 maggio. I ragazzi sono stati infatti promossi anche in presenza di insufficienze, come ha prescritto la legge, ma, come detto, a settembre saremo senza docenti».

SPAZI. Le criticità non finiscono qui: «C’è da capire come andranno attrezzate le scuole: non ci sono spazi sufficienti, oltre alle risorse umane. Si sono vagliate soluzioni “creative”, con spazi da allestire anche all’esterno, che il Comune dovrebbe mettere a disposizione, nei boschi, nei parchi.. Ma in alcuni casi tali spazi non esistono. Di pochi giorni fa infine la soluzione dei “divisori” in plexi-glass: spese enormi da affrontare a carico delle scuole, senza più doppi turni e classi separate in due tronconi». La dirigente della SMS Scotti aggiunge: «Noi come scuole dovremo attrezzarci con comitati tecnici, argomento che ho già inserito nell’ordine del giorno, poi bisognerà organizzare gli orari visto che forse si andrà verso una riduzione degli stessi. Noi il sabato eravamo già operativi: ora anche gli altri istituti dovranno attrezzarsi in tal senso, mentre finora non avevano lezioni in quel giorno». L’esauriente panoramica della dottoressa Lucia Monti mostra dunque una situazione tutta in divenire, a partire dal Piano nazionale di sicurezza ad opera del Comitato scientifico nazionale, che a breve dovrà tracciare le linee guida.

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