Se questa è Ischia
Quattro ucraini si avventano contro un argentino, un dominicano (sordomuto) ed un baranese originario del Senegal già noto alle forze dell’ordine. Un video documenta la ferocia dell’aggressione ma soltanto una delle vittime sporge denuncia per giunta dopo 36 ore. Ecco allora perché su questa vicenda ci sono ancora molti aspetti da chiarire…

Un’aggressione feroce, violenta, di una gravità inaudita con ben tre persone che restano riverse sull’asfalto dopo essere state pestate selvaggiamente. Ma dietro questo fatto di cronaca di cui ci apprestiamo a raccontarvi – peraltro testimoniato da un video davvero terribile che è diventato immediatamente virale – si nascondono tante zone d’ombra che sono davvero difficili da capire e che lasciano intendere come forse protagonisti ma anche le stesse vittime dell’accaduto (e questo sarebbe francamente paradossale) cerchino di nascondere qualche dettaglio, in particolare quello decisivo: il motivo, cioè, di una aggressione tanto brutale. Ma prima dei dubbi andiamo con ordine e iniziamo con il raccontare i fatti, accaduti intorno alle 2.30 nella notte tra sabato e domenica sulla Riva Destra del porto di Ischia, uno dei templi della movida isolana. Tre persone di diversa nazionalità – un dominicano (peraltro sordomuto), un argentino e un senegalese (personaggio quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine essendo stato tratto in arresto più volte con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, e ci perdonerete se il dettaglio è tutt’altro che trascurabile), vengono pestate a turno da una banda composta da quattro ucraini. I primi due ad avere la peggio sono proprio il dominicano e il senegalese, il terzo – quello che è più visibile nel video che riprende lui e gli aggressori da distanza ravvicinata – è invece l’argentino. Poi tutto finisce e su questa incredibile storia cala il silenzio.
Ed è proprio da qui che bisogna ripartire. Perché, per fatti accaduti nella notte di sabato, succede che soltanto il lunedì pomeriggio intorno alle 15.30 uno degli aggrediti (il ragazzo di nazionalità argentina) si rechi a sporgere formale denuncia querela presso gli uffici del commissariato di polizia di Ischia, guidato dal vicequestore Ciro Re. Avete capito bene, dopo 36 ore ed allegando un referto medico dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno presso il quale si era fatto medicare e che parla di una prognosi di 15 giorni per aver riportato un trauma facciale. Gli altri due aggrediti, il senegalese e il dominicano, non solo non si recano presso le forze dell’ordine ma da una successiva verifica emerge che non sono nemmeno transitati dalle parti del nosocomio isolano. Un atteggiamento che oggettivamente non può che lasciare più di qualche dubbio. C’è poi il racconto fornito dal denunciante, che pure sembrerebbe poco credibile: racconta che lui e i suoi due amici stessero passeggiando sulla Riva Destra quando all’esterno di un locale sarebbero stati aggrediti da quattro persone, risultati poi altrettanti soggetti di nazionalità ucraina. Non ci sarebbe movente, però, dinanzi a un gesto tanto violento. In realtà, però, pare che gli inquirenti nel ricostruire i fatti ed acquisendo ulteriori filmati di videocamere di sorveglianza, avrebbero appurato che in realtà i due gruppi erano appena usciti da un locale di intrattenimento. Insomma, tensioni e baruffe sarebbero cominciati all’interno per poi proseguire all’esterno (nello specifico si parla anche di un video registrato col telefonino da uno dei tre aggrediti che avrebbe innervosito il quartetto di ucraini, ma questa circostanza è oggettivamente tutta da riscontrare). Ma allora, ci si domanda, perché nascondere ai poliziotti un particolare così significativo? Il sospetto del personale a disposizione del vicequestore Ciro Re, nemmeno così velato, è che dietro l’episodio possa nascondersi qualcos’altro, come un vecchio conto da regolare o qualcosa di simile. E questo spiegherebbe anche la volontà di due delle tre vittime di non passare in ospedale né tantomeno denunciare la disavventura patita.
Insomma, sono tanti i “dettagli” ancora da chiarire in quella che è una storia che mediaticamente è venuta fuori per l’aggressione a un giovane sordomuto ma che in realtà nasconde ben altri particolari che restano da svelare. Nel frattempo negli uffici di via delle Terme hanno già individuato due dei quattro aggressori, come detto di nazionalità ucraina, e per gli altri due l’operazione sarà portata a compimento entro la giornata di oggi. Dovranno rispondere del reato di lesioni e saranno proposti dal questore di Napoli per il DACUR, ossia Divieto di Accesso alle Aree Urbane, una misura di prevenzione emessa dal Questore che vieta di accedere a determinate aree o locali pubblici per un certo periodo: il provvedimento, noto anche come Daspo urbano, viene applicato soprattutto per contrastare comportamenti che turbano l’ordine pubblico. Nel frattempo, però, vista l’eco mediatica della vicenda (e in particolare del video), per Ischia si scrive un’altra pagina nera. Sulla quale sarebbe opportuno porsi qualche domanda. Sarebbe, appunto.









Ma di Ischia tranne il luogo del accaduto c’è ben poco. Poteva succedere a Ustica come a Venezia.
Gli ucraini coinvolti in questa aggressione visto che hanno propensione alla lotta possono essere rimandati nella democratica Ucraina a combattere al fronte .