Se questa è Politica….

Di Mauro Iovino
Nel mio editoriale del 20 dicembre scorso, dal titolo “Se questa è Giustizia …” evidenziai che nell’inchiesta sulla realizzazione del porto turistico di Lacco Ameno – conclusasi con una marea di prescrizioni ed alcune assoluzioni – l’ufficio del pubblico ministero dall’avviso di chiusura delle indagini preliminari, avvenuta alla fine del 2010, ci impiegò ben 5 anni (!) per presentare all’ufficio Gip la richiesta di rinvio a giudizio! Mi chiedevo: perché il pubblico ministero trattiene nel suo ufficio per ben 5 anni gli atti e solo nel 2015 manda tutto al Gip avanzando (dopo un’adeguata scrematura per avvenuta prescrizione di numerosi capi di imputazione) richiesta di rinvio a giudizio? Domanda che non implica risposta ma solo riflessioni…
L’inchiesta che è “esplosa” venerdì scorso su Domenico De Siano, Oscar Rumolo e & company, verte su fatti prevalentemente accaduti nel 2010, con intercettazioni ambientali e telefoniche del 2011. Dal 2011 passano 4 anni perché il pubblico ministero faccia richiesta al Gip (secondo uno dei legali degli indagati ciò sarebbe avvenuto 5 mesi fa e quindi tra agosto e settembre del 2015) e il 15 gennaio si passa all’esecuzione dei provvedimenti. Orbene, è normale che ora il cittadino si ponga il seguente quesito: a fronte di reati che possono prescriversi in sette anni e mezzo è normale che i primi 4 sono così trascorsi? Il pubblico ministero non poteva operare già nel 2012? Perché aspettare tanto? A queste domande cercheremo di trovare delle risposte, quando il quadro processuale sarà ben definito e riusciremo ad avere l’intero incartamento, quando il tutto non sarà più coperto dal segreto istruttorio. Intanto il mistero resta…
Tralasciando la parte giudiziaria dell’inchiesta occorre fare un’analisi politica della situazione.
Fermo restando la presunzione di innocenza non possiamo non evidenziare che prima con Giosi Ferrandino ed ora con Domenico De Siano, i due leader politici della nostra isola sono stati pesantemente colpiti da inchieste della magistratura (nessuno può gridare al golpe visto che uno è di centrodestra, l’altro – ufficialmente – di centrosinistra). Vogliamo dire che tutto quanto messo insieme da carabinieri e polizia e sostituti procuratori sia un immenso castello di sabbia? No, dobbiamo dire che emerge invece un quadro inquietante di come sia stata portata avanti la politica sulla nostra isola. In modo sicuramente troppo spregiudicato e con eccessivo senso di impunità.
Non ho trovato appropriata la solidarietà che l’altro ieri sera Giosi Ferrandino ha espresso nei confronti di Domenico De Siano: mi è apparso un atto di una forzatura estrema, sintomatico di un consolidato sodalizio politico, una mossa studiata e costruita a tavolino per riceverne in cambio consensi dai quadri dirigenti e dagli uomini di De Siano. A chi mi ha fatto notare che ad aprile scorso De Siano ha “ricambiato” il favore ho rilevato che non è così: il senatore lacchese venne da noi del ‘Golfo’ sollecitato a commentare l’arresto di Giosi Ferrandino e solo allora espresse la sua solidarietà, non prima e non autonomamente!
Fatto sta che anche venerdì, Ischia – che dovrebbe essere conosciuta quale località turistica – è emersa (come quarta notizia) sul Tg1 (e altri media nazionali) come l’isola degli imbrogli, dei traffici illeciti e della corruzione. Un’altra figuraccia nazionale che ha fondamento nel modo di fare politica da parte dei protagonisti oggetto delle inchieste giudiziarie. Invece di continuare a masturbarsi il cervello sull’idea dell’ufficio stampa dell’isola d’Ischia sarebbe forse più opportuno passare a farsi i dovuti esami di coscienza e di rapportarsi alla realtà dei fatti interrogandosi se tutto ciò che viene posto in essere – in nome e per conto della Comunità che viene rappresentata – sia lecito o illecito.
Solo cambiando rotta (come? In che modo? Semplicemente rottamando determinati personaggi che nuocciono all’immagine della nostra isola!) e dedicando tutte le energie allo sviluppo turistico dell’isola si ritroverà il bandolo della matassa e – forse – Ischia potrà recuperare in termini di immagine e di salute pubblica. Bisogna vedere se ciò sarà possibile. Solo se la base elettorale, i cittadini, vorranno tale cambiamento allora ci sarà la svolta, diversamente il sistema tumorale che è incancrenito nella cosa pubblica non potrà che produrre la morte del malato, ovvero dell’isola d’Ischia.
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