CRONACAPRIMO PIANO

Sei avvisi di garanzia per la morte di Sara

SI tratta di altrettanti sanitari dell’ospedale Rizzoli, i provvedimenti notificati ieri dai carabinieri della Stazione di Casamicciola. La Procura indaga per omicidio colposo dopo la morte della 32enne mamma che ha perso la vita dopo aver messo al mondo la sua prima figlia sabato 30 ottobre

Era tutto sommato scontato, anche perché in casi del genere si tratta comunque di un “atto dovuto”. E dunque era soltanto questione di giorni. Nella giornata di ieri i carabinieri della Stazione di Casamicciola Terme (guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione e coordinati dal luogotenente Arturo Battello), competenti per territorio, hanno notificato sei informazioni di garanzia relativi alla tragica vicenda che ha portato lo scorso 30 ottobre alla morte post parto nell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno della 32enne Sara Castigliola. Di fatto nel registro degli indagati sono stati iscritti sei sanitari in servizio presso il nosocomio isolano: si tratta di Francesco Rando, Domenico Loffredo, Mariantonia Galano, Silvia Galletti, Marcella Marino e Roberto Buonanno. Per la cronaca i reati per i quali si procede sono quelli previsti e puniti dagli articoli 589 (omicidio colposo) e 590 sexties (responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario). Va ribadito una volta di più – ad assoluta tutela degli indagati – che l’informazione di garanzia rappresenta un atto con il quale il pubblico ministero, ovvero l’organo titolare dell’azione penale, informa l’indagato e la persona offesa del compimento di un atto di indagine che implica la difesa tecnica: un atto cosiddetto “garantito”, questo per far capire che siamo appena all’inizio dell’attività investigativa e che dunque allo stato non si profilano responsabilità di alcun tipo per i sanitari dell’ospedale Rizzoli. E vista la delicatezza della vicenda, la reiterazione di questa precisazione ci pare assolutamente doverosa e indispensabile.

E certamente non sarà agevole il lavoro degli inquirenti per capire se dietro la morte della 32enne Sara Castigliola, impiegata d’albergo, ci siano delle responsabilità o si è trattato di una tragica fatalità. La donna ha partorito sabato scorso di buon mattino una bambina (che gode di ottima salute), il suo primo figlio, attraverso il parto cesareo. Inizialmente pareva che tutto fosse filato per il verso giusto, poi però gli eventi sono precipitati, con la paziente che è stata trasportata nel reparto di rianimazione nel quale purtroppo è poi spirata nel pomeriggio. La causa della morte sarebbe da ricercare in una emorragia causata da una atonia post partum, un fenomeno che impedisce la contrazione dell’utero dopo aver ultimato la gravidanza con tutte le conseguenze del caso. Da sottolineare che nella stessa giornata del 30 ottobre con una nota ufficiale l’Asl Napoli 2 Nord comunicò l’avvio di una indagine interna, che ha già portato ad ascoltare diversi sanitari in servizio presso il nosocomio. La vicenda, anche dal punto di vista giudiziario, inizia dunque a muovere i suoi primi passi ma come detto questo era inevitabile. Vedremo, poi, se saranno scritti nuovi capitoli.

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