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“Senso di marcia”, la lotta alla mafia da nord a sud

Durante il convegno all’hotel Regina Isabella è stato proiettato il docufilm del giornalista e filmaker Duccio Giordano, dal titolo emblematico: “Senso di marcia”. Un viaggio sulle tracce della mafia dai colletti bianchi, dal sud al nord dell’Italia, attraverso il punto di vista di vari magistrati all’opera in diverse città italiane, alla ricerca del “senso” da dare alla lotta contro il crimine. Uomini delle istituzioni, pronti a rischiare la vita, a rinunciare alla tranquillità familiare, a rassegnarsi al vivere sotto scorta, pur di continuare a combattere contro la criminalità organizzata. Sullo schermo passano le immagini della povertà dei territori intorno alla città di Gela, in Sicilia, dove lo spettro della disoccupazione rende i giovani facile preda della mafia, che a poco a poco stritola ogni attività economica, lasciando un vero e proprio deserto economico e morale, fino ad arrivare alle periferie di Milano, dove il pm Alessandra Dolci continua la sua battaglia contro le cosche della ndrangheta. Lei, come Lucia Lotti, Federico Cafiero de Raho, Catello Maresca, Nicola Gratteri, tutti magistrati uniti dalla comune determinazione di sconfiggere la mafia per dare un “senso” alla propria marcia personale e professionale. E quando si vedono le immagini dell’arresto del boss Zagaria, dopo decenni di latitanza, si avverte una gioiosa stretta al cuore come gli abbracci tra Maresca e le forze dell’ordine, e allora ti senti orgoglioso, nonostante tutto, di essere concittadino di questi uomini e donne che, pur nella loro normalità, ci sembrano eroi in grado di “metterci chili di anima nelle cose che fanno”.

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