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SENTENZA DELLA CONSULTA, I SINDACI ISOLANI IN CORO: «ORA PARLAMENTO E GOVERNO NON CI ABBANDONINO»

ISCHIA. La pronuncia della Corte Costituzionale è l’argomento di conversazione del giorno sull’isola d’Ischia. C’è una fetta del patrimonio edilizio privato che rischia di essere demolito perchè costruito in spregio delle norme urbanistiche. Spesso si tratta di immobili che non rispondono nemmeno alle più elementari norme di sicurezza in materia antisismica. Dunque sono abitazioni anche pericolose per le famiglie che le abitano. Dietro questo patrimonio edilizio non ci sono sempre storie di speculazioni edilizie o di cementificazione selvaggia del territorio. Spesso sono storie di abusi di necessità. Certo, non sono abusi meno gravi degli abusi speculativi quanto ai loro effetti sulla bellezza del paesaggio, ma tant è!

Ci sono molte sentenze di demolizione rimaste sulla carta, ci sono tantissimi immobili già acquisiti o da acquisire ai patrimoni comunali che potrebbero rischiare di essere demoliti. Per ora non ci saranno immediati effetti sul contenzioso in corso a seguito della sentenza che dichiara incostituzionali le norme regionali che consentivano l’acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale per evitarne la demolizione. Vero è, però, che la questione è finita nel campo degli amministratori comunali. È una enorme questione politica. Una questione politica nazionale. I sindaci, quelli in carica, purtroppo per loro, quand’anche fossero nuovi ad esperienze politiche, subiscono gli effetti di questa situazione di grave allarme sociale e tensione pubblica. Ed è ai sindaci di Ischia che ci siamo rivolti per provare a capire intanto quello che pensano della decisione della Consulta e poi per farci spiegare che cosa hanno fatto loro o hanno in animo di fare per smaltire l’incredibile contenzioso relativo ai condoni edilizi cui i cittadini ischitani hanno potuto aderire in ossequio alle leggi dello Stato. Ci sono migliaia di richieste di concessioni edilizia in sanatoria che da anni devono essere prese in considerazione. Ieri sul Golfo abbiamo pubblicato una tabella con i numeri di questo dramma di cui i comuni devono occuparsi. Per dare un diniego o per accettare e dunque chiudere con una concessione edilizia, magari con le prescrizioni più recenti in materia di sicurezza delle abitazioni le richieste dei cittadini che negli anni hanno costruito abusivamente e poi ottenuto il condono.

Ad ognuno dei sindaci che hanno risposto al telefono, abbiamo posto due domande, semplici, se volete banali, ma che tanti di voi avrebbero rivolto loro. Ci hanno risposto con serietà e serenità Giacomo Pascale, primo cittadino della deliziosa Lacco Ameno; Giovan Battista Castagna, sindaco di Casamicciola, che assieme a Pascale è ancora alle prese con gli effetti del terremoto del 21 agosto dello scorso anno; Dionigi Gaudioso, sindaco di Barano. L’argomento è di quelli ostici e non esattamente di quelli che piacciono ai politici. Ai tre sindaci il Golfo dà atto di essere stati seri e di non aver svicolato. Gli altri tre sindaci, quello di Ischia, quello di Serrara Fontana, quello di Forio, almeno per ora, non siamo riusciti a porre queste due domande che potete leggere di seguito.

 

 

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PRIMA DOMANDA – Sindaco, che cosa ne pensa della pronuncia della Corte Costituzionale? 

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Risponde Giacomo Pascale

«Penso tutto il male possibile sulla pronuncia della Corte Costituzionale relativamente alla legge regionale 19 del 2017. Perché credo che questa sia e debba restare una prerogativa esclusiva di una volontà politica che auspico possa essere affrontata finalmente da questo Parlamento, dato che i precedenti hanno fatto solo chiacchiere e nulla di concreto lasciando il problema dell’abusivismo. Sono un legalista e ho rispetto della pronuncia della Corte, ma credo che questo provvedimento sia devastante sui territori. Deve essere affrontato nella sua totalità e nella sua complessità. Non ho mai difeso gli abusi edilizi. Non l’ho mai fatto e mai lo farò, ma bisogna fare dei distinguo tra gli immobili assoggettati agli esercizi di condono e quelli che sono completamente abusivi. Per questo spero che la Regione Campania, nonostante questa battuta di arresto, voglia portare avanti questa battaglia di giustizia sociale insieme  ai sindaci dei territori».

 

Risponde Giovan Battista Castagna

«Ormai il problema dell’abusivismo è arrivato ad un bivio: o la và o la spacca. Lo Stato deve occuparsi principalmente di questa problematica. Siamo da oltre 40 anni in questo ‘limbo’. Credo che sia arrivato il momento di dare delle risposte alla cittadinanza. Ovviamente bisogna guardare caso per caso e non generalizzare la questione abusi.  In Campania abbiamo avuto un trattamento diverso rispetto alle altre regioni d’Italia con il terzo condono. Per questo credo che sia arrivato il momento che lo Stato centrale si occupi seriamente del problema dell’abusivismo in modo chiaro».

 

Risponde Dionigi Gaudioso

«Sia con la legge regionale ma anche con la pronuncia della Consulta cambia poco. Attribuire la proprietà al Comune di un bene abusivo, così come prevedeva la legge regionale, pur lasciandolo nella disponibilità di colui che l’aveva realizzato non risolve il problema. Piuttosto sarebbe auspicabile, anche come annunciato dal neo ministro dell’Interno Matteo Salvini quando ha visitato la nostra isola, modificare la legge sul terzo condono. Sarebbe il caso di equiparare Ischia a tutte le altre zone anche quelle sotto un vincolo paesaggistico che hanno beneficiato del condono».

 

SECONDA DOMANDA – Sindaco, che cosa state facendo per le concessioni edilizie in sanatoria dei precedenti condoni?

 

Risponde Giacomo Pascale

«Abbiamo un’interlocuzione positiva con la Soprintendenza relativamente ai primi due condoni. Si sta andando avanti. Trasmettiamo le pratiche e nulla osta al rilascio del parere».

 

Risponde Giovan Battista Castagna

«Ci stiamo provando, ma con difficoltà. La Soprintendenza, malgrado siano vent’anni dall’entrata in vigore del piano paesaggistico, ancora non ha fornito risposte chiare. Manca il Pdt- piano di dettaglio -, uno strumento per noi indispensabile.  Per le concessioni edilizie abbiamo posto in essere delle procedure, ma andiamo a rilento. È impensabile che un qualsiasi sindaco da solo possa risolvere il problema dell’abusivismo. Credo che sia necessario il conforto di una legge dello Stato».

Risponde Dionigi Gaudioso 

«Già da qualche anno stiamo rilasciando le concessioni edilizie che dopo l’ok degli uffici, devono essere approvate dalla commissione prima di avere il definitivo consenso da parte della Soprintendenza. Ovviamente parliamo di concessioni relative solo al primo e secondo condono».

Giovanna Ferrara

 

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