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Sentiero “alternativo” per i lavori al Majo

Continuano le operazioni di messa in sicurezza della zona alta di Casamicciola. Come si ricorderà, alcune settimane fa era arrivata l’autorizzazione alle opere di bonifica per le lastre di cemento/amianto rinvenute in uno degli edifici crollati dopo il sisma e posti successivamente sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Il provvedimento era stato seguito dopo pochi giorni dalla consegna, da parte dei Carabinieri, del decreto di dissequestro emanato dalla stessa Procura per l’area contrassegnata come “sito 17”. Si tratta in pratica dell’area dove giacciono le macerie dell’abitazione crollata durante il sisma del 21 agosto, tra via Casa Mennella e via Casa Capezza. Il dissequestro è stato rilasciato nell’ottica di consentire, come detto, le operazioni di rimozione delle lastre di Eternit, che dal 1992 è stato messo fuorilegge per l’altissimo potere cancerogeno delle sue polveri. Il 29 novembre il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, l’architetto Agnese Cianciarelli e il geometra Antonio Piro si erano recati nella zona rossa insieme a un tecnico della Procura di Napoli, preludio alle operazioni di sgombero delle macerie nelle strade della zona più colpita dal terremoto: via Serrato, via Casa Mennella e via D’Aloisio. Per inciso,  Via Serrato è la strada dove sorgeva la casa crollata in cui furono miracolosamente salvati i tre bambini.

Il sindaco Castagna ha proposto l’utilizzo di un percorso alternativo, utilizzando un’arteria secondaria denominata “Via Cava Renelle”, realizzata su un vecchio letto di lava che da via Casa Mennella permette di giungere  nel lato a valle del fabbricato crollato di via Serrato. Tale percorso prevede, ovviamente, la rimozione delle macerie del fabbricato crollato a via Casa Mennella, congiuntamente alle operazioni peritali da parte dei Consulenti tecnici d’ufficio, considerato che anche tale fabbricato è adesso oggetto d’indagine. Dal sopralluogo  emerse che il percorso proposto, tracciato in zona scarsamente urbanizzata e con pochi edifici su cui intervenire per la messa in sicurezza, in alternativa a quello attraverso Via D’Aloisio, permette più agevolmente l’accesso e la percorribilità dei mezzi meccanici e delle attrezzature minime necessarie per effettuare le operazioni di rimozione delle macerie e quelle d’ispezione da parte degli incaricati dalla Procura.

Per l’utilizzo del tracciato alternativo proposto dal sindaco, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha comunque fatto sapere che resta necessario eseguire, a cura dell’ufficio tecnico, una verifica e l’adozione di interventi di messa in sicurezza dei pochi fabbricati lievemente danneggiati lungo il percorso, anche in considerazione delle sollecitazioni indotte dal transito dei mezzi nel corso delle operazioni, ma anche di interventi che riducano o eliminino le sconnessioni della strada in questione. Nella zona sono infatti situati molti degli edifici sottoposti a sequestro nel settembre scorso, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, in collaborazione con i militari della Compagnia di Ischia, apposero i sigilli ad alcuni immobili ubicati proprio nella zona Rossa della parte alta della cittadina termale. Toccherà comunque sempre all’Utc prendere in carico le operazioni di bonifica dell’amianto, tramite ditta autorizzata che provvederà al piano di sicurezza e al relativo smaltimento.

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