Povera Ischia, un altro “sfregio”
La Guardia di Finanza sequestra un’area abusiva di 300 mq adibita illegalmente a stoccaggio di rifiuti edili: rinvenuti 860 mc di materiali di demolizione oltre a due automezzi. Il titolare del sito, ubicato a Campotese, denunciato all’autorità giudiziaria, il conducente di un camion risultava sprovvisto di contratto di lavoro

Non bastavano i sequestri di strutture ricettive ubicate su coste letteralmente devastate, la lotta ai reati ambientali sull’isola registra un nuovo intervento delle forze dell’ordine e soprattutto regala ancora una volta a Ischia una pessima vetrina di cui oggettivamente avremmo fatto volentieri a meno. Ma l’operazione di cui raccontiamo evidenzia ancora una volta come il rispetto di determinate norme, dalle nostre parti, rappresenti poco più di un optional. La Guardia di finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro, nel comune di Forio e più precisamente nella zona di Campotese, un’area abusiva di circa 300 metri quadrati adibita illegalmente allo stoccaggio di rifiuti edili. All’interno del terreno sono stati rinvenuti complessivamente 860 metri cubi di materiale di demolizione, oltre a due automezzi risultati nella disponibilità di un’impresa edile operante sul territorio. Il sito è stato individuato dai militari della Compagnia di Ischia – guidati dal capitano Giovanni Maria De Giorgio – nel corso di un servizio di controllo economico del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione degli illeciti ambientali. Durante l’attività di monitoraggio, i militari delle Fiamme gialle hanno notato la presenza di due mezzi pesanti intestati a una ditta locale mentre procedevano allo scarico di detriti edili su un’area priva di qualsiasi titolo autorizzativo. Gli accertamenti immediati hanno permesso di constatare come il terreno fosse stato trasformato in una discarica abusiva a cielo aperto.
L’intervento è scattato nell’immediatezza, consentendo ai finanzieri di bloccare le operazioni in corso e di documentare con precisione le modalità di conferimento dei rifiuti. Il materiale rinvenuto, costituito prevalentemente da macerie derivanti da lavori di demolizione, è stato classificato come rifiuto speciale non pericoloso, tipologia che, pur non rientrando tra quelle a maggiore rischio, è comunque soggetta a rigorose disposizioni in materia di raccolta, trasporto, tracciabilità e smaltimento. Al termine delle operazioni, l’area è stata sottoposta a sequestro preventivo, insieme ai due automezzi utilizzati per il trasporto dei materiali. Il proprietario del fondo, che risulta essere anche il legale rappresentante dell’impresa edile coinvolta, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per gestione illecita di rifiuti e per le violazioni previste dalla normativa ambientale vigente. Nel corso degli ulteriori accertamenti svolti sul posto, i militari avrebbero riscontrato anche altre irregolarità riconducibili all’attività dell’impresa, tra cui la presenza di un lavoratore impiegato senza la prevista regolarizzazione. Tale circostanza ha comportato l’attivazione delle procedure previste in materia di contrasto al lavoro sommerso, aggiungendo un ulteriore profilo di illecito al quadro complessivo emerso dall’operazione.
L’attività si inserisce in un più ampio dispositivo di controlli predisposto dalla Guardia di finanza sul territorio ischitano, volto a contrastare fenomeni di abusivismo, smaltimento illecito dei rifiuti e irregolarità nel settore edilizio. In un contesto caratterizzato da particolare fragilità ambientale e idrogeologica, l’abbandono incontrollato di materiali di risulta rappresenta un fattore di rischio significativo, in grado di incidere negativamente sulla stabilità del suolo e sulla sicurezza delle aree circostanti. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera dei conferimenti illeciti e di verificare l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti, anche in relazione ai cantieri di provenienza dei materiali sequestrati. Gli esiti degli accertamenti saranno trasmessi all’autorità giudiziaria competente per le valutazioni di rito.






