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CRONACA

Serrara Fontana, tre ordinanze di demolizione

I provvedimenti sono stati emessi dall’Ufficio tecnico del Comune montano per altrettanti casi di opere realizzate senza autorizzazione

Tre ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi sono state emesse dal Comune di Serrara Fontana. La prima riguarda una serie di opere consistenti in vani cavanti in un terrapieno, ricadenti per buona parte al di sotto della quota del viale carrabile di accesso alla proprietà. Internamente sono stati realizzati una serie di ambienti, tutti allo stato rustico, cioè privi di pavimentazioni, rivestimenti, massetti, impianti. In un successivo sopralluogo sono stati accertati ulteriori vani di un manufatto completamente realizzato nel terrapieno. Si tratta di una struttura di pilastri e setti murari caratterizzata da due impalcati su due diversi livelli. Un altro provvedimento concerne un manufatto di muratura di celloblock rifinito esternamente al rustico, e copertura in solaio di cemento armato dotato di massetto e asfalto con vano d’accesso e tre infissi, su cui è stata constatata successivamente una prosecuzione di lavori, con l’apertura di un ulteriore vano e nella realizzazione di un terrazzo di 36 mq, suddivisione interna del manufatto in tre camere, cucina e due servizi, con pareti e soffitti intonacata al grezzo, completi di impianti ma mancanti di pavimenti e rivestimenti.

L’ultima ordinanza riguarda una opera di recinzione realizzata in epoca piuttosto risalente, circa metà degli anni ’70, tra una proprietà privata e la strada pubblica, costituita da rete metallica e un tratto con incannucciata, fino a una cancello metallico più recente, che consente l’accesso alla proprietà. Il primo tratto di recinzione risulta essere su territorio comunale, mentre il resto non è dotato dei prescritti titoli abilitativi. In tutti i casi illustrati, è stata ingiunta la rimozione ad horas, a propria cura e spese, delle opere abusivamente realizzate, con conseguente rimessione in pristino dello stato dei luoghi originario. Toccherà al Comando della Polizia municipale verificare l’esecuzione delle ordinanze, che saranno notificate alle parti interessate, e in caso di esito negativo, redigere il verbale di inottemperanza da notificare al responsabile dell’abuso, oppure, se diverso, anche al proprietario attuale. Come da prassi, contro i provvedimenti è ammesso il ricorso giurisdizionale davanti al Tar della Campania o in alternativa il ricorso straordinario al Capo dello Stato, rispettivamente entro 60 o 120 giorni.

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