CULTURA & SOCIETA'

Sfileranno le nobildonne in costume d’epoca appartenute alla storia della torre di michelagelo

I ruoli della Governatrice Costanza D’Avalos, Vittoria Colonna, Laura Sanseverino, Diana de Cordona e la sarta del Borgo Maddalena Cigliano

Fra i personaggi impersonificati da figuranti ischitani si faranno notare alla grande sfilata in costume d’epoca di questa sera, figure di grande rilievo della storia del Castello d’Ischia e della Torre di Michelangelo, location di primaria importanza, legate fra loro da rapporti politici, amministrativi e soprattutto familiari attraverso i protagonisti della loro secolare storia. Si tratta di nobildonne del calibro di Laura Sanseverino, Diana di Cordona, Vittoria Colonna, Costanza D’Avalos. che si dividevano fra il Castello, la stessa Torre ed il Borgo di Celsa. Fra Donna Laura Sanseverino, Donna Diana di Cordona e la giovane Vittoria Colonna intercorreva un continuo scambio di visite presso le rispettive abitazioni, nella Torre e sul Castello, specie in vista delle nozze tra la stessa Vittoria e il giovane e fiero marchese di Pescara Ferrante d’Avalos, fissate per il giorno 27 dicembre di quell’anno 1509, per i cui preparativi sul Castello e presso la sartoria di Maddalena Cigliano nel Borgo di Celsa, già si era al lavoro, dal momento che si preparava un evento di straordinaria importanza e prestigio, definito non a torto dai commentatori dell’epoca l’”Avvenimento dell’anno” o addirittura “del secolo”. Quando Vittoria scendeva alla Torre per far visita a Donna Laura, spesso era accompagnata dalla zia del suo promesso sposo, la governatrice e potente Costanza D’ Avalos, la Castellana per eccellenza che stravedeva per i suoi nipoti e in speciale modo per i piccoli Alfonso e Costatnza, aveva la carrozza reale a sua disposizione, che invece utilizzava quando pioveva o faceva particolarmente freddo. Per Vittoria, lasciare le sue accoglienti stanze sul Castello per recarsi dalla sua cara amica e parente acquisita Donna Laura Sanseverino, significava concedersi distrazione ed ulteriore spazio alla propria voglia di rapporti umani, sia pur solo per scambiarsi confidenze ed esternare nuovi propositi di vita futura. Per Vittoria, Donna Laura, per ciò che la riguardava, era l’interlocutrice ideale, perché poteva comunicarle le sue ansie, svelarle qualche segreto, chiederle consigli da giovane donna innamorata prossima alle nozze, declamarle le sue prime poesie, metterla a conoscenza delle sue opinioni, a volte critiche sulla politica di palazzo, giocare e conversare con i suoi due figli Alfonso Junior e la piccola Costanza e discutere dei preparativi della propria imminente festa nuziale. Infatti l’argomento principale di conversazione fra Vittoria Colonna e Donna Laura Sanseverino in quegli incontri della stagione estiva che precedeva dicembre, il mese delle nozze, era proprio il suo matrimonio e tutto ciò che doveva ruotare intorno: dai preparativi della tanto attesa festa nuziale sul Castello al numero ed ai nomi degli invitati da scegliere fra gli altolocati del tempo. Ormai per il giorno fatidico mancava poco. Il 27 dicembre non era poi così lontano. Correva per l’appunto l’anno 1509. Quindi nella Torre si parlava delle nozze dei giovani Vittoria e Ferrante, di quegli invitati che non potevano mancare , degli abiti da ordinasre per i paggetti, i piccoli Alfonso e Costanza, figli diletti di donna Laura e del defunto suo fratello Innico D’avalos, e per gli altri membri della famiglia. Il tratto di strada che dal Castello conduceva alla Torre, comprendeva il ponte in tutta la sua lunghezza e la litoranea che dal Borgo di Celsa via mare conduceva alla chiesetta di S. Anna e quindi alla Torre vicina. Solo in poche occasioni Vittoria sceglieva la strada collinare del vecchio cimitero di S. Anna. La strada più agevole del Ponte Vittoria Colonna la percorreva quasi sempre a piedi, rinunciando alla carrozza. E soprattutto si parlava dell’abito della sposa per la cui creazione Donna Laura propose di affidarsi alle capacità riconosciute della propria sarta di fiducia Maddalena Cigliano del Borgo di Celsa, divenuta ormai sua amica e confidente. Insomma, il matrimonio del secolo, sfarzoso ed al centro della cronaca più seguita, nasceva e si costruiva nella sua fase organizzativa nella Torre che sarà chiamata dopo fino ai giorni nostri Torre di Michelangelo, laddove Vittoria e Ferrante trascorrevano molto del loro tempo, specie nella stagione dei bagni.

michelelubrano@yahoo.it

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