Sfregio ambientale, è maxi sequestro

Maxi operazione della Capitaneria di Porto di Ischia nell’ambito di una più ampia attività di controllo avviata sul trasporto e sulla gestione dei rifiuti speciali sull’isola. I militari della Guardia Costiera, impegnati in verifiche di polizia giudiziaria eseguite di iniziativa, stanno infatti effettuando controlli mirati nei confronti di società impegnate nel trasporto di merci e materiali: controlli che sono stati accentuati dopo che a seguito del guasto della motonave Traspemar anche i rifiuti speciali venivano trasferiti a bordo dei traghetti ordinari destinati al trasporto passeggeri. Un’attività investigativa alimentata anche dal fatto che nei giorni scorsi proprio diversi utenti delle vie del mare hanno sporto una serie di denuncie o segnalazioni e che ha indotto i militari guidati dal t.v. Antonio Magi ad eseguire una serie di verifiche a campione finalizzate ad accertare eventuali irregolarità sia nella movimentazione che nello smaltimento dei materiali. Proprio nell’ambito di questi controlli, ieri mattina i militari della Guardia Costiera si sono concentrati su un’area nella disponibilità di una società edile impegnata in diversi lavori sul territorio di Casamicciola Terme, in località Cretaio.
Una volta entrati nel sito, gli uomini della Capitaneria di Porto si sono trovati di fronte a quello che è stato ritenuto un vasto deposito incontrollato di rifiuti di varia natura. Nel corso dell’ispezione sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di scarti di materiali inerti e residui provenienti da attività edilizie, oltre a pneumatici fuori uso, rottami di mezzi pesanti, motori, componenti meccaniche e portiere di automezzi accatastati senza alcuna protezione o separazione. All’interno dell’area erano presenti anche rifiuti solidi urbani, materiale ferroso, ferraglia, pezzi metallici e consistenti quantità di macerie derivanti da demolizioni. Gli accertamenti eseguiti dai militari hanno inoltre permesso di rilevare la presenza di olio esausto disperso direttamente sul terreno, circostanza che ha ulteriormente aggravato il quadro emerso durante il sopralluogo e fatto ipotizzare possibili rischi di contaminazione ambientale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il deposito dei rifiuti sarebbe stato realizzato e gestito in assenza delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa ambientale vigente. L’area, utilizzata come sito di stoccaggio, non sarebbe risultata autorizzata né per il deposito né per il trattamento dei materiali rinvenuti durante il controllo eseguito dalla polizia giudiziaria della Guardia Costiera. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo dell’intera area, estesa per diverse centinaia di metri quadrati, oltre al sequestro di circa una decina di automezzi presenti all’interno del piazzale al momento dell’accesso dei militari. I veicoli, secondo quanto si apprende, sarebbero stati utilizzati nell’ambito delle attività di cantiere e della movimentazione dei materiali.
Al termine delle operazioni il legale rappresentante della società è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di reati ambientali legati alla gestione illecita e al deposito incontrollato di rifiuti speciali. Tutta la documentazione raccolta nel corso dell’attività investigativa, comprese fotografie, rilievi e verbali di sopralluogo, è stata trasmessa alla Procura della Repubblica competente, che nelle prossime ore valuterà eventuali ulteriori provvedimenti e l’adozione di altre misure. Le operazioni di verifica, catalogazione e repertazione del materiale rinvenuto si sono protratte per l’intera giornata. Gli accertamenti amministrativi e di polizia giudiziaria eseguiti negli uffici della Guardia Costiera di Ischia si sono infatti conclusi soltanto nel tardissimo pomeriggio, al termine di una lunga attività istruttoria coordinata dai militari della Capitaneria di Porto.






