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Si chiude l’anno, ecco i promossi e i bocciati del 2016

DI GAETANO FERRANDINO

ISCHIA – Un altro anno è passato, stiamo per metterci alle spalle anche il 2016. E, come spesso accade in questi casi, siamo arrivati al momento di fare i conti. Non c’entra la matematica, tranquilli, nè tantomeno l’economia: è giunto il momento di tracciare il bilancio di un anno solare dando i voti a quelli che sono i protagonisti della vita isolana. Politica, innanzitutto, perché le amministrazioni – volente o nolente – sono il motore di un paese e di una comunità e possono incidere in maniera determinante se non addirittura decisiva nel portare uno sviluppo o frenarne lo stesso. Ma poi ci sono anche personaggi del mondo associazionistico, imprenditoriale, sportivo, sociale, insomma tutti gli isolani che nel nostro contesto rivestono un ruolo più o meno predominante. Sono trentasei le figure cui daremo un voto, ripromettendoci come sempre di essere il più obiettivi possibili nel formulare le nostre valutazioni. Che, come da prassi consolidata, sarà inevitabilmente oggetto di discussione. Pronti a raccogliere anche le vostre opinioni sia sul cartaceo che sul nostro portale (www.ilgolfo24.it), vi ricordiamo che le altre due pubblicazioni le troverete sul giornale di venerdì 30 e sabato 31 dicembre.

GIOSI FERRANDINO 4.5 – Non ce ne voglia nessuno, ma si avvia a chiudere la consiliatura nella maniera davvero peggiore. Un anno intero senza mai mettere piede in consiglio comunale (se non per leggere quattro righe e “scappare” dalla sala consiliare rifiutando il confronto con le minoranze) e lasciando sempre il cerino tra le mani ad Enzo Ferrandino, poi l’Arca di Noè costruita ad ottobre con sei figure nuove inserite in uno staff che sembra adesso quello di Donald Trump, concorsi lanciati, altri in itinere, assunzioni promesse a destra ed a manca. E la campagna elettorale ancora deve cominciare. Ci prendiamo qualche merito quando da precursori lo abbiamo paragonato ad Antonio Albanese nelle vesti di Cetto La Qualunque.

NINO DI COSTANZO 10 – Ha iniziato una nuova avventura e nel contempo è riuscito a dare lustro all’isola. Con il suo Danì Maison, infatti, non soltanto ha messo una bandierina importante sull’isola per quanto riguarda la cucina di qualità (destinata a diventare inevitabilmente attrattore turistico, vista la fama nazionale ed internazionale dello chef ischitano) ma ha anche ottenuto la seconda stella Michelin, regalando lustro alla sua professionalità ed all’intero territorio. Esempio virtuoso che, se seguito, eleverebbe sicuramente il target di questo lembo di terra.

VINCENZO DE LUCA 5.5 – Non ce la sentiamo di essere troppo inclementi, ma è anche vero che assolutamente non possiamo concedergli la sufficienza. La privatizzazione della Caremar, piaccia o meno, non è farina da attribuire al suo sacco, ma una serie di problemi che gli isolani hanno continuato a patire in settori nevralgici come i trasporti e la sanità restano nodi cruciali ai quali il governatore non ha saputo fornire risposte adeguate. E la bocciatura non è di quelle clamorose giusto perché alla fine, di riffa o di raffa, una serie di nuovi (o usati) autobus sull’isola pure sono arrivati. Per quanto riguarda la salute, beh da gennaio la situazione tornerà in capo a lui e così magari non rivedremo un caso Procida, dove c’è voluto il Tar per scongiurare l’ipotesi di chiusura del Pronto Soccorso e mettere in un angolo Polimeni. Rivedibile, senza dubbio, nel 2017.

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ROSARIO CARUSO 6.5 – Il suo 2016 si chiude nella maniera più dolce, con la rielezione a sindaco, peraltro in una campagna elettorale a dir poco surreale visto che riproponeva la sfida di cinque anni prima con la rivale Tilde Trofa. Continua ad essere il politico più apprezzato della nouvelle vague dell’isola d’Ischia, vediamo quale traccia lascerà del suo passaggio alle pendici del Monte Epomeo in questo secondo mandato.

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GIANNI SASSO 10 e lode – Bisogna essere o fortunati o dei fenomeni per lasciare il segno come ha fatto lui nell’anno che stiamo per metterci alle spalle e lui – ovviamente – fa parte senza dubbio della seconda categoria. La partecipazione alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro non soltanto ha riempito di gioia i cuori degli ischitani, ma ha anche trasmesso a tutti una grande lezione: con la forza di volontà nulla è impossibile e tutti i sogni possono essere realizzati. Speriamo di averla imparata tutti, aspettando nuovi traguardi ed altre memorabili imprese, che non mancheranno nel “romanzo” di chi ha deciso di non porsi limiti…

MARIA GRAZIA DI SCALA 6.5 – Ha svolto tutto sommato con impegno e dedizione il suo incarico di consigliere regionale, rimanendo sempre “sul pezzo” soprattutto per quanto riguarda le tematiche attinenti la nostra isola. Poi, purtroppo, va sottolineato il fatto che fosse confinata ai banchi dell’opposizione e che dunque fosse impossibile fare più di tanto. Ma certamente, lo ripetiamo, presenza e spirito di bandiera non le hanno fatto assolutamente difetto, tutt’altro.

BENEDETTO VALENTINO 8 – Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo continua ad essere un vero fiore all’occhiello ma in questo 2016 l’iniziativa che ci piace sottolineare è quella che ha voluto il patron della Fondazione Valentino impegnato nell’apertura della prima emeroteca dell’isola d’Ischia, con una raccolta di materiale (che peraltro continua) in grado di tramandare anche ai posteri la storia di una terra come la nostra che ne è davvero ricca. Complimenti, in primis, e poi naturalmente grazie.

DOMENICO DE SIANO 5 – Un altro anno se ne è andato, ma del senatore si è parlato e discusso soltanto per la sua possibile ricandidatura (alla Camera o al Senato, dipendeva dall’esito del referendum) e per una possibile discesa in campo direttamente o per interposta persona in vista delle prossime elezioni amministrative di Ischia. Per il resto zero, ed ancora una volta nessuno straccio di iniziativa a favore dell’isola, che certo un giorno non potrà dire di essersi giovato della presenza di un rappresentante nei palazzi che contano. Una delusione, alimentata dalla certezza che sperare in una “redenzione” è qualcosa di tecnicamente impossibile.

PIETRO RUSSO 5 – Il suo congedo da presidente dell’Ascom Confcommercio della Provincia di Napoli purtroppo è il più triste: l’imprenditore foriano finisce travolto dai sospetti di una gestione poco cristallina, che lui ha subito rispedito al mittente ma che certamente le dimissioni non hanno contribuito a placare, tutt’altro. Poi abbiamo fatto finta di niente perché ormai dalle nostre parti siamo abituati così, ma non possiamo certamente dimenticarci che ad arrossire avrebbero dovuto essere anche coloro che sull’isola lo hanno sostenuto in maniera convinta.

GIOVAN BATTISTA CASTAGNA 6.5 – E’ arrivato a metà della sua sindacatura, e non può essere bocciato non fosse altro che per il tempo impiegato a definire la questione legata al predissesto, che per diverso tempo ha aleggiato su Palazzo Bellavista come un fantasma proprio a fare danni. Adesso che la situazione sembra aver preso una certa piega, dal sindaco di Casamicciola ci si aspetta quella serie di iniziative in grado di lasciare il segno nella sua attività da primo cittadino. Insomma, fiches da giocarsi anche nel 2019, quando arriverà l’ora di ripresentarsi all’elettorato. P.S. Ad essere onesti, il buon Castagna avrebbe meritato mezzo voto in più per essere riuscito a resistere con abilità e scaltrezza all’assalto di Giosi che voleva defenstrarlo. 1-0 e palla al centro, almeno per adesso.

S.E. MONS. PIETRO LAGNESE 7 – Siamo sinceri, l’eredità di Filippo Strofaldi ha sempre pesato come un macigno ed inevitabilmente non può certo rivelarsi un punto a favore: è un pò, senza per questo voler mescolare sacro con profano, come indossare la maglia numero 10 del Napoli subito dopo l’addio di Maradona. Ma al netto di qualche malumore interno, il vescovo d’Ischia continua a risultare particolarmente apprezzato dagli isolani. E ne ha guadagnati, di punti, quando è sceso in piazza in prima persona per difendere il diritto alla salute della nostra comunità, mettendoci la faccia e per giunta pure in prima linea.

GIACOMO PASCALE 6 – Intendiamoci, amministra un Comune dissestato e di questo bisogna tenerne conto. Eppure, se ogni tanto qualcosa si muove – all’ombra del Fungo – lo si deve indubbiamente all’atteggiamento zemaniano di Giacomino, il quale attacca a pieno organico e spesso si esibisce in operazioni che definire “border line” per un Comune in tali difficoltà finanziarie è a dir poco un eufemismo. L’impressione è che faccia quel che può, anche la circostanza di essere “delfino” di Domenico De Siano, che degli ultimi vent’anni della storia di Lacco Ameno è stato attore (e dunque responsabile) protagonista, gli pesa come un macigno. Dovessimo tener conto solo di questo, meriterebbe al massimo un “3” di stima.

1 – CONTINUA

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