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“Sì” ischitano a referendum e De Luca, aspettando i nuovi sindaci

Il voto isolano è in linea con quello regionale e nazionale, stavolta nessuna sorpresa: il taglio dei parlamentari approvato dal 70 per cento della popolazione isolana, percentuale minore solo a Procida. Plebiscito anche per lo “sceriffo”, oggi gli ultimi verdetti: nuove fasce tricolori e composizione del consiglio regionale

In fondo lo sapevamo, la giornata più emozionante sarà quella di oggi. E non ci vuole molto a capire il perché. Senza offesa per le elezioni regionali e per il referendum, l’attenzione è tutta sullo spoglio per le elezioni amministrative che si sono celebrate domenica e ieri a Lacco Ameno e Procida. Complice un giro elettorale decisamente “ricco”, lo spoglio nel Comune del Fungo e nell’isola di Arturo arriva in un orario inconsueto. Si parte alle 9 del mattino, il che significa che basterà un’oretta (a meno di intoppi e di arrivi in volata, forse a Procida qualcosa in più visto che la popolazione e di conseguenza il numero di votanti è decisamente meggiore) per conoscere il nome dei nuovi sindaci che usciranno dal poker composto da Domenico De Siano, Giacomo Pascale, Luigi Muro e Dino Ambrosino.

Poi arriverà il turno di conoscere anche la composizione dei nuovi consigli comunali, ma questa non dovrebbe essere affatto un’impresa titanica, ad ora di pranzo avremo la tavola completamente apparecchiata. Una curiosità, in entrambi i Comuni l’affluenza alle urne è stata superiore rispetto all’ultima tornata amministrativa, a Lacco Ameno in particolare si registrano 400 persone in più che si sono recate alle urne. Un segnale chiaro di come evidentemente lo scontro tra il senatore e il “barone” abbia rappresentato un valido motivo per non perdersi la “chiamata alle armi”. Difficile capire, non avendo la sfera di cristallo, se questo surplus di votanti rispetto al 2016 potrà avere conseguenze anche sull’esito finale.

La seconda giornata con i seggi aperti, caratterizzata anche da una fitta pioggia caduta in mattinata, è filata via senza particolari intoppi. Soltanto nel pomeriggio, quando si è proceduto allo scrutinio, a Procida si è registrato qualche problema che in alcune sezioni ha rallentato lo spoglio del referendum, ma alla fine la quadratura del cerchio è stata trovata ed è un dato da accogliere positivamente visto quanto era successo il giorno prima con il fattaccio delle schede rinvenute in un cassetto della sezione 10. Speriamo soltanto che stamane quando arriverà il momento del redde rationem l’atmosfera possa essere abbastanza tranquilla e serena. Nel frattempo i protagonisti di questa campagna elettorale, parliamo delle ipotetiche fasce tricolori, nel momento in cui scriviamo non hanno affidato alcun pensiero o considerazione sui social. Possiamo comprenderli, in fondo meglio tacere per una notte, magari è pure una questione di scaramanzia.

Per il resto, in un panorama che ha confermato a furor di popolo Vincenzo De Luca Governatore della Campania ed ha visto nettamente vincere il “sì” al referendum per il taglio dei parlamentari, è evidente che anche la nostra isola non poteva fare altro che adeguarsi e andare a traino. Due risultati così schiaccianti, evidentemente, non potevano porre Ischia in controtendenza rispetto al dato regionale e nazionale, come pure in un passato più e meno recente si era verificato. I dati ufficiosi davano la soglia del 70 per cento superata in tutti i sei Comuni dell’isola d’Ischia, con la sola Procida che si attesta attorno al 60. Lo stessi dicasi per il plebiscito allo “sceriffo”, A proposito di numeri, ha destato molta curiosità ed ha suscitato anche notevoli commenti sui social network, la differenza notevole in alcuni Comuni tra coloro che hanno votato al referendum e chi lo ha fatto invece alle regionali o alle amministrative. Facciamo qualche esempio per rendere al meglio l’idea. A Procida il 79,75 % ha votato per il referendum e il 73,28% per le comunali. Nei sei Comuni dell’isola verde, invece, circa il 55 per cento ha votato per la consultazione referendaria e poco più del 45 per cento ad esempio per le regionali.

Ma attenzione, perché questo è un dato che può essere letto in diversi modi. In primis, alcuni stranieri residenti in Italia e dunque solo sulla nostra isola potevano accedere al voto solo per il referendum. Poi, gli elettori dall’estero non potevano votare per le regionali anche se un’altra considerazione va fatta. Non sono mancati tanti elettori, specialmente tra i più giovani, che volutamente hanno deciso di votare soltanto per scegliere se tagliare o meno il numero di deputati e senatori rifiutandosi di ritirare la scheda per la corsa a Palazzo Santa Lucia. Un segnale del quale non si potrà non tenere conto perché rappresenta l’ennesima spia di una disaffezione alla politica che pare assolutamente inarrestabile. Per il resto l’appuntamento è ad oggi, quando qualcuno brinderà e qualcun altro, invece, rimuginerà su quello che poteva essere e non è stato. Ci riferiamo ai sindaci, ma sarà l’ora di fare un bilancio anche per gli undici candidati al consiglio regionale. L’attesa maggiore è quella legata a Maria Grazia Di Scala, consigliera regionale uscente e vice capolista di Forza Italia, che cerca la riconferma a Palazzo Santa Lucia. Poi non manca chi spera in un colpaccio a sorpresa e chi semplicemente aveva voglia di pesarsi e misurarsi, da una parte e dall’altra, e non vede l’ora di capire quanto “brodo” ha portato alla causa. Perché in fondo, non è vero che alla fine quel che conta è partecipare?

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Foto Franco Trani

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