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«Si lamentava un poco, aveva dei decimi di febbre»:  la nonna di Tea ai microfoni di La7

di Isabella Puca

Procida – “Attendiamo questa autopsia con ansia, vogliamo sapere la verità”. Comincia così il servizio andato in onda martedì sera su La7 nell’ambito della trasmissione d’approfondimento “Tagadà”. Al centro un fatto di cronaca che ha gettato nello sgomento l’intera isola di Procida, la cui comunità ha perso una bimba di soli 4 mesi. Tea è morta dopo essere stata dimessa dal locale Pronto Soccorso, lo scorso 7 gennaio, nessuno della famiglia ha voluto rilasciare dichiarazione, ma la nonna materna ricostruisce la terribile vicenda. «Si lamentava un poco, – ha detto la donna ai microfoni di “Tagadà” aveva dei decimi di febbre. Mia figlia, essendo la prima bambina era alle prime armi e, preoccupata, l’hanno portata in ospedale. Lì le hanno detto che era una semplice influenza». Nessuno avrebbe potuto mai immaginare un risvolto così tragico della vicenda; il ritorno a casa è stato, infatti, solo il preludio di una notte agitata. L’indomani l’intervento del dott. Vincenzo Muro pediatra della bambina, che così ha commentato ai microfoni, «mi sono reso conto che non c’era neppure il tempo di visitarla e l’ho trasportata insieme ai genitori, qui, rapidamente. Era già in shock». Sono stati tre gli arresti cardiaci che hanno colpito la piccola dopo i quali Tea non ce l’ha fatta più. I Carabinieri hanno aperto un’indagine, la Procura ha ordinato l’autopsia e il ministro Lorenzin ha preannunciato un’inchiesta. L’Asl Napoli 2 ha avviato, inoltre, altri accertamenti. «Dalle prime verifiche fatte – ha commentato ai microfoni di La7 la  dott.ssa Concetta Sarnataro, direttrice sanitaria dell’ASL Na 2– tutti i protocolli sono stati rispettati. Il pronto soccorso non ha la pediatria h24, ma sicuramente c’è l’internista». Sarà l’autopsia adesso a chiarire le cause del decesso. Intanto in discussione è stato messo il sistema sanitario locale e, a essere preoccupata, è un’intera comunità che teme per la salute dei più piccoli in modo particolare. «In caso di bisogno non sappiamo a chi rivolgerci, è una tragedia. Poveri genitori». È con il commento di alcuni procidani che si conclude il servizio incentrato su questo terribile fatto di cronaca che ha steso un velo nero di tristezza sull’anno appena iniziato.

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